Michael Dingake, attivista anti-apartheid, ha denunciato la persecuzione dei Boscimani in Botswana.

Michael Dingake, attivista anti-apartheid, ha denunciato la persecuzione dei Boscimani in Botswana. © Michael Dingake/Survival

Michael Dingake, un attivista botswano dell’ANC che fu detenuto a Robben Island insieme a Nelson Mandela, ha criticato ferocemente il trattamento che il governo del suo paese riserva ai Boscimani.

Nel corso di un’intervista esclusiva con Survival International – pubblicata dal quotidiano botswano Sunday Standard – Dingake ha affermato che il governo del Botswana tratta i Boscimani come “sub-umani”.

Da oltre dieci anni, infatti, i Boscimani vengono minacciati e perseguitati dal governo. Tra il 1997 e il 2005 furono allontanati dalle loro terre ancestrali nel corso di tre ondate successive di sfratti.

Nonostante alcune storiche vittorie processuali abbiano riconosciuto il loro diritto a far ritorno nella propria terra ancestrale e a cacciare, i membri della tribù vengono quotidianamente arrestati e picchiati per aver praticato tale attività, che costituisce il loro principale mezzo di sostentamento.

L’autobiografia di Dingake, “My fight against Apartheid” (“La mia lotta contro l’Apartheid”) è stata pubblicata nel 1987.

L’autobiografia di Dingake, “My fight against Apartheid” (“La mia lotta contro l’Apartheid”) è stata pubblicata nel 1987. © Michael Dingake/Survival

Secondo Dingake, il governo del paese si rifiuta di rilasciare anche solo una licenza di caccia ai Boscimani perché “li vuole letteralmente ridurre alla fame e costringerli ad arrendersi”. L’attivista ha raccontato che in Botswana i Boscimani venivano trattati come “sub-umani”, “guardati dall’alto in basso”, “disprezzati e considerati una specie diversa”.

Oggi la maggior parte dei Boscimani sono costretti a richiedere un permesso per entrare nella propria terra ancestrale, nella Central Kalahari Game Reserve. Dingake ha paragonato questo sistema alle controverse Pass Laws sudafricane, perché entrambe determinano la separazione delle famiglie.

Dingake ha inviato anche un messaggio al governo del Botswana: “Basta perseguitare i Boscimani; trattateli con rispetto; consultateli su qualunque cosa vogliate fare per loro.”

Nota ai redattori:

- Leggi l’intervista completa a Michael Dingake
- La difficile condizione in cui sono costretti a vivere i Boscimani è stata condannata anche dall’ arcivescovo Desmond Tutu che, come Nelson Mandela, discende in parte dai Boscimani. Anche il giornalista della BBC John Simpson, e molti altri, hanno denunciato le persecuzioni nei confronti dei Boscimani.