Il Brasile vieta alla portavoce degli indigeni di partecipare al Forum delle Nazioni Unite

La diga Belo Monte minaccia di devastare una vasta area della foresta pluviale da cui i popoli tribali dipendono per la loro sopravvivenza.
La diga Belo Monte minaccia di devastare una vasta area della foresta pluviale da cui i popoli tribali dipendono per la loro sopravvivenza.
© Terence Turner

Il Dipartimento brasiliano agli affari indiani, il FUNAI, ha vietato ad Azelene Kaingang, nota portavoce indigena, di partecipare al Forum delle Nazioni Unite sulle questioni indigene che si sta svolgendo a New York in questi giorni.

Azelene Kaingang, una sociologa impegnata nella difesa dei diritti degli indigeni del Brasile da oltre 20 anni, si è dichiarata scioccata e arrabbiata.

Kaingang avrebbe partecipare al dibattito presso il Forum delle Nazioni Unite senza alcun onere finanziario per il Brasile. Doveva fare un intervento sulla mancata consultazione dei popoli indigeni da parte del governo brasiliano in merito alla controversa diga Belo Monte, e sul rifiuto delle autorità brasiliane di ascoltare la raccomandazione della Commissione Inter-Americana per i Diritti Umani, secondo cui il progetto avrebbe dovuto essere sospeso per ragioni di ordine sociale e ambientale.

Tuttavia, pare che il FUNAI abbia ordinato a Kaingang di non partecipare al Forum, e che abbia inviato al suo posto due funzionari non-indigeni sostenendo che la partecipazione di rappresentanti diversi non fosse “nell’interesse della pubblica amministrazione”.

Secondo Kaingang, questa “persecuzione politica” farebbe parte di una “silenziosa dittatura… contro i popoli indigeni e i loro diritti”. “Il passato mi ha insegnato a non rimanere in silenzio di fronte alle violazioni e alle azioni assurde commesse contro i popoli indigeni dal governo brasiliano” ha commentato Kaingang. “Io so che alla fine vinceremo!”

Se costruita, la diga Belo Monte devasterà un’ampia area della foresta pluviale amazzonica da cui migliaia di indigeni dipendono per la loro sopravvivenza.

Gli Indiani incontattati nell’area sono particolarmente vulnerabili; l’afflusso di immigrati durante la costruzione della diga potrebbe mettere a rischio le loro vite perché hanno scarse difese immunitarie contro le malattie provenienti dall’esterno.

Sembra che il governo brasiliano stia per dare il via libera alla costruzione della diga.