L’artista Kurt Jackson nominato Ambasciatore di Survival

15 agosto 2018

L’artista Kurt Jackson.

Kurt Jackson, uno dei più rinomati artisti britannici contemporanei, è stato nominato oggi ambasciatore di Survival International. Kurt e sua moglie Caroline sono impegnati sostenitori di Survival International da molti anni e hanno compiuto numerosi viaggi per provare direttamente l’esperienza della vita nelle comunità tribali.

Nel corso degli anni, Kurt ha donato il ricavato della vendita di molti suoi dipinti a Survival, tra cui alcune delle opera della mostra “Forest Gardens” attualmente allestita presso la Messums Gallery.

Al gruppo degli ambasciatori di Survival appartengono anche l’attrice Julie Christie e la creatrice di gioielli Pippa Small.

La passione di Kurt Jackson per i paesaggi è tangibile, ideologica e artistica al tempo stesso. Avendo speso tutta la sua vita da uomo adulto in Cornovaglia, Kurt sente un profondo legame con lo spazio e con le sue genti, con le loro vicessitudini e il loro patrimonio culturale. Lui e la sua famiglia vivono in una piccola proprietà di campagna, ai confini di St. Just, dove coltivano i loro ortaggi e producono indipendentemente l’energia di cui hanno bisogno.
Le creazioni artistiche di Kurt sono quasi sempre eseguite all’aperto. La sfida di lavorare su ampie tele all’aria aperta, spesso in condizioni estreme, lo attira molto. Gran parte del fascino del suo lavoro deriva dall’energia emanata da questa diretta, istintiva pittura su tela immersa nella natura.

Kurt tende a incorporare nelle sue opere elementi naturali in uno stile che ricorda, in qualche misura, quello di Anselm Kiefer. Sulle sue coinvolgenti e sensualmente appaganti tele, granelli di sabbia, frammenti di reti da pesca e di telecerate si fondono a strumenti più convenzionali quali i colori acrilici e a olio, gli inchiostri, la ceralacca e lo stucco.

A guidare Kurt da un soggetto all’altro non è lo stato d’animo momentaneo. Forse in virtù della sua formazione scientifica, le sue opere sono quello egli stesso definisce dei “progetti”. A volte i progetti si sviluppano attorno a un viaggio, una stagione, un lavoro di giardinaggio o un soggetto particolare, come i fari della Cornovaglia, cuore della sua acclamata mostra al Messum’s.

Il soggetto dell’esibizione di quest’anno è il Frutteto o “Forest Gardens” – un ambiente plasmato dall’uomo in cui c’è però ancora spazio per la natura e che soddisfa i nostri solitamente soppressi e quasi dimenticati istinti di cacciatori-raccoglitori. Kurt si sente “… a casa nei boschi, soddisfatto, affascinato e rapito dalla coesistenza delle diverse forme di vita – una rete dove flora e fauna sono interconnessi – ma a cui noi non sembriamo più appartenere realmente. Da questo punto di vista, il frutteto potrebbe colmare la distanza – un ambiente alberato in grado persino di nutrirci, cosa potrebbe essere più appagante?”

“Nascondersi fra gli alberi, magari piantati dalle generazioni precedenti, e diventare poi un tutt’uno con la vita che vibra tutt’attorno – sopra e sotto – con il mutare degli effetti della luce sulle foglie. Le ombre in movimento, il cinguettio degli uccelli che va e viene, i frutti che cadono, il brulichio degli insetti, gli odori portati dalla brezza – c’è così tanto da dipingere sullo sfondo della fugace presenza dei contadini!"

"Un ambiente antropomorfo che sembra però lasciar spazio alla natura; un anello di congiunzione fra la vita degli uomini, delle piante e degli animali con la cultura e le tradizioni dei popoli. Frutteti di meli della Cornovaglia, uliveti e alberi di noci francesi, mandorli spagnoli e sugheri francesi.”

Il frutteto ci mette in contatto con i più antichi, più semplici e molto più impegnativi stili di vita di tutto il mondo. Come sottolineato da Robin Hanbury-Tenison, presidente di Survival International: “Stando di fronte a un paesaggio di Jackson, è possibile sentire il vento sulla pelle, ascoltare l’oscillazione dei fili d’erba nei prati e assaporare gli spruzzi d’acqua salata. Questa dote lega fortemente Jackson al suo profondo interesse per i popoli tribali; perché ciò che più di ogni cosa caratterizza questi popoli è proprio la loro intima connessione con le loro terre ancestrali. Strapparli dalla loro terra significa distruggerli, sia fisicamente sia psicologicamente."

"Siamo orgogliosi di essere sostenuti da Kurt e Caroline in questo nostro quarantesimo anniversario.”

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