Ribelli colombiani minacciano i popoli indigeni

15 agosto 2018

© Tacho Horta/Survival
Uomo Barí, Sierra de Perijá, Venezuela

Survival ha ricevuto dei rapporti secondo cui le comunità indigene della Sierra de Perijá, in Venezuela, sarebbero sotto la minaccia dei ribelli colombiani.

Membri delle FARC, il gruppo armato rivoluzionario più grande della Colombia, si sono stabiliti nell’area di confine, nei pressi delle comunità degli indigeni Barí e Yukpa. I ribelli portano armi e droghe, arruolano i giovani tra le loro fila e occupano la terra indigena.

“Si sono sostituiti ai nostri leader come figure di riferimento e così adesso chi vogliono emulare i nostri giovani? I ribelli!” ha raccontato Javier Armato, un indiano Yukpa.

La minaccia della violenza incombe senza sosta perché i ribelli continuano a chiedere cibo, vestiti e medicine. “Non pagano nulla, è tutto per “solidarietà”. Ma non gli si può dire di no. Né ci si può lamentare di loro con gli altri, perché qualcuno potrebbe denunciarti” ha spiegato un leader indigeno che ha chiesto di rimanere anonimo.

I popoli indigeni sono presi di mira anche dall’esercito venezuelano. Il 19 gennaio, quaranta soldati hanno fatto irruzione nella comunità yukpa di Yukpa Chaktapa, nell’area montuosa della Sierra de Perijá. Hanno puntato le loro armi contro il leader Sabinos Ramero Izarra e la sua famiglia e li hanno accusati di simpatizzare con i gruppi guerriglieri colombiani.

Gli Yukpa stanno combattendo da anni per recuperare la loro terra invasa dagli allevatori di bestiame. Secondo la costituzione venezuelana, la terra indigena deve essere riconosciuta e il governo deve pagare un risarcimento agli allevatori perché la lascino.

Esasperati dalla lentezza e dai ritardi delle procedure legali, gli Yukpa hanno rioccupato alcune delle loro terre ancestrali. Il Presidente Chavez ha ordinato al Ministro dell’Ambiente di pagare un risarcimento agli allevatori, tuttavia, le sue disposizioni sono state finora ignorate.

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