Brasile, ‘grande passo avanti’: completata la demarcazione fisica del territorio dei Kawahiva incontattati

6 agosto 2026

© FUNAI
Jair Candor, ex direttore dell’unità di protezione della FUNAI per i Kawahiva, lo scorso mese di maggio, mentre dava il via alla demarcazione fisica del territorio kawahiva.

È finalmente arrivata la notizia del completamento della demarcazione fisica del territorio dei Kawahiva, uno dei popoli incontattati più vulnerabili dell’Amazzonia – a 27 anni esatti dal riconoscimento ufficiale della loro presenza da parte delle autorità.

Ora che il Territorio Kawahiva di Rio Pardo è stato delimitato fisicamente sul terreno, manca solo la firma del Presidente Lula per decretarne ufficialmente la creazione.

I Kawahiva incontattati sono seriamente minacciati da accaparratori di terra e taglialegna che premono per entrare nel territorio. Questi si sono opposti con forza al riconoscimento della terra dei Kawahiva ricorrendo a violenza, incendi dolosi e forti pressioni sugli uomini politici.

I Kawahiva sono cacciatori-raccoglitori nomadi e dipendono totalmente dalla loro foresta. Sono sopravvissuti ad attacchi e malattie che hanno ucciso i loro parenti, e continuano a resistere nella loro foresta, evitando il contatto con gli esterni.

© FUNAI
I Kawahiva sono costretti a vivere in fuga perenne da taglialegna armati e potenti allevatori. Fermo immagine da un raro video ripreso da agenti governativi durante un incontro fortuito.
Jair Candor, noto funzionario della FUNAI incaricato di proteggere il territorio dalle invasioni, ha detto a Survival: “La demarcazione fisica […] garantisce maggior sicurezza perché è così che la gente comincerà a capire che è reale: ora ci sono segnali e paletti di confine. Abbiamo raggiunto un altro importante traguardo, ma la battaglia continua perché manca ancora l’omologazione [il decreto del Presidente]. E questo [atto finale] è essenziale per la sopravvivenza dei Kawahiva. Per me è un onore aver iniziato e completato questo lavoro, che garantirà il futuro di questo popolo indigeno incontattato.”

"Delimitare fisicamente i confini rafforza le attività di monitoraggio e protezione territoriale… per contrastare le invasioni e le attività illegali come l’estrazione mineraria abusiva, la deforestazione e l’espansione degli allevamenti. Questa misura è particolarmente significativa data la storia di conflitti e la difficoltà di accesso alla regione” si legge in una dichiarazione del Dipartimento per la demarcazione territoriale della FUNAI (qui la dichiarazione integrale).

“Da decenni i Kawahiva incontattati sono minacciati nella loro stessa foresta, mentre cercano semplicemente di esercitare il loro diritto di vivere come desiderano, senza contatto” ha dichiarato oggi la Direttrice generale di Survival International, Caroline Pearce. “Finalmente, siamo arrivati ora a un solo passo dal riconoscimento e dalla protezione del loro territorio. È cruciale che il Presidente Lula compia velocemente l’ultimo passo per il pieno riconoscimento legale – è questo l’unico modo per garantire il futuro dei Kawahiva.”

“Il fatto stesso di essere giunti a questo punto, nonostante la violenta opposizione degli accaparratori di terra e dei loro alleati politici, è una testimonianza del grande impegno degli alleati dei Kawahiva dentro e fuori il Brasile. Ora le autorità brasiliane devono concludere il processo.”  

Per oltre due mesi, Candor e il suo team hanno percorso il territorio dei Kawahiva piantando lungo i suoi confini paletti e cartelli per dissuadere gli intrusi. Ora che la delimitazione del territorio è completa, per creare il Territorio Indigeno manca solo il decreto presidenziale.

Tuttavia, la sola demarcazione non basterà a proteggere i Kawahiva: sarà necessario che le squadre governative monitorino costantemente il territorio per prevenire invasioni e furti di terra.

Survival International lotta da decenni per i diritti territoriali dei Kawahiva, insieme a organizzazioni indigene come COIAB (Coordenação das Organizações Indígenas da Amazônia Brasileira), FEPOIMT (Federação dos Povos e Organizações Indígenas de Mato Grosso) e l'Indian Law Resource Center, e altri alleati come OPAN (Operação Amazônia Nativa) e Opi (Observatório dos Povos Indígenas Isolados).

“Ogni progresso nel processo di demarcazione di un territorio è motivo di gioia per la nostra istituzione che si impegna a garantire i diritti dei popoli indigeni nello stato del Mato Grosso” ha dichiarato Silvano Chue, presidente ad interim di FEPOIMT. “I popoli indigeni sono i veri proprietari di questi territori.” (qui la dichiarazione integrale).

"Opi accoglie con grande gioia la notizia del completamento di un altro passo avanti fondamentale per proteggere il popolo incontattato dei Kawahiva" ha affermato il gruppo per i diritti indigeni (qui la dichiarazione integrale).

Nel 2016, a seguito della pressione esercitata sul governo da migliaia di sostenitori di Survival, e di organizzazioni indigene brasiliane, il Ministro della Giustizia aveva dichiarato la foresta dei Kawahiva Territorio Indigeno – un passo importante che precede la demarcazione fisica sul terreno.

Nel 2018, allevatori di bestiame e taglialegna che occupavano il territorio erano stati sfrattati. Tuttavia, da allora, il processo di demarcazione era rimasto in gran parte bloccato a causa della pressione della lobby dell’agrobusiness e di altri portatori di interesse.

Note ai redattori 

  • La FUNAI aveva confermato l’esistenza di un popolo incontattato in questo territorio nel 1999. In seguito, nel 2013, l’agenzia governativa aveva diffuso alcune immagini uniche che riprendevano nove Kawahiva incontattati che camminavano nella foresta.
  • Esperti di Survival e alleati che hanno lavorato alla campagna per anni sono disponibili per interviste.

Popoli indigeni incontattati nel mondo

Popoli indigeni incontattati: frontiere di resistenza”, il nuovo rapporto di Survival International, rivela che nel mondo vivono almeno 196 popoli e gruppi incontattati in 10 Paesi diversi. Sono autosufficienti, resilienti e vivono in modo indipendente nelle loro foreste – e, quando i loro diritti sono rispettati, prosperano. Oltre il 96% dei popoli incontattati è minacciato da industrie estrattive.
 

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