India: l’ONU chiede la sospensione del controverso mega-progetto per l’isola di Gran Nicobar
27 agosto 2026
© Anthropological Survey of IndiaIl Comitato delle Nazioni Unite per l’Eliminazione della Discriminazione Razziale (CERD) ha esortato il governo indiano a sospendere il controverso progetto per l’isola di Gran Nicobar, infliggendo un duro colpo alla reputazione dell’iniziativa.
L’organo ONU ha chiesto all’India di “sospendere la realizzazione dei progetti nelle Isole Gran Nicobar e Andamane fino a quando non sarà stato completato uno studio completo e indipendente sull’impatto ambientale, economico, sociale, culturale e spirituale”.
Se realizzato, il progetto – che ha un valore di 10 miliardi di dollari e prevede un mega-porto, una nuova città, un aeroporto internazionale, una centrale elettrica, un parco industriale e l’insediamento di fino a 650.000 coloni – sarà devastante per gli Shompen incontattati che vivono sull’isola di Gran Nicobar.
Il Comitato ONU ha inoltre sottolineato la "mancata adozione di misure atte a rispondere alle preoccupazioni" sollevate sugli "impatti negativi dei progetti di sviluppo nelle isole Gran Nicobar e Andamane, che minacciano la sopravvivenza di diversi popoli indigeni e tribali vulnerabili, in particolare coloro che vivono in isolamento volontario".
Nella sua risposta al CERD, il governo indiano ha ammesso che, poiché gli Shompen sono incontattati, è stato impossibile consultarli sul progetto e tanto meno ottenere il loro Consenso Libero, Previo e Informato come richiesto dal diritto internazionale.
Il progetto era già stato fortemente criticato da numerosi esperti tra cui 39 studiosi internazionali di genocidio che nel 2024 hanno denunciato che, se il progetto dovesse procedere, gli Shompen rischieranno il genocidio.
Il CERD ha inoltre espresso preoccupazione per la pratica, in atto da tempo in India, di sfrattare i popoli indigeni dalle loro terre per trasformarle in Riserve della tigre. Il Comitato ha esortato l'India a sospendere gli sfratti forzati e ad adottare invece "un approccio alla conservazione basato sui diritti umani, che riconosca i popoli indigeni e tribali come custodi della biodiversità.”
“Le Nazioni Unite si sono ora unite al coro di voci che si sono sollevate contro il progetto per l’isola di Gran Nicobar” ha commentato la Direttrice generale di Survival International, Caroline Pearce. “Tutti gli esperti indipendenti che lo hanno esaminato hanno denunciato che per gli Shompen sarà disastroso. Nessuna argomentazione sui potenziali benefici economici può giustificare un genocidio. Il governo indiano e le aziende interessate, come il Gruppo Adani, devono ascoltare e abbandonare questo progetto devastante.”

