Fermiamo il genocidio in Brasile

Il Presidente Bolsonaro ha “dichiarato guerra” ai popoli indigeni del Brasile

Il Presidente Jair Bolsonaro sta cercando di portare indietro le lancette dell’orologio in materia di diritti dei popoli indigeni. Gli vuole togliere l’autonomia, li vuole “assimilare” contro il loro volere, e vuole svendere i loro territori a favore del disboscamento e delle attività estrattive.

‘È un peccato che la cavalleria brasiliana non sia stata efficiente quanto quella americana nello sterminare i suoi Indiani’ ha dichiarato tempo fa. Sotto la sua amministrazione, ogni minuto viene distrutta un’area di foresta pluviale amazzonica grande quanto un campo di calcio.

Il governo del Presidente Bolsonaro:
- Incoraggia il furto e la distruzione dei territori indigeni, gli attacchi alle comunità e l’uccisione degli indigeni.
- Esorta a contattare e a “integrare” a forza i popoli incontattati. Questo potrebbe sterminarli.
- Caldeggia un famigerato disegno di legge sulle attività minerarie che aprirebbe i territori indigeni alle estrazioni su larga scala, e piani per rubare le terre indigene a beneficio dell’agro-business. 
- Sostiene la letale proposta del “marco temporal” (limite temporale) che stabilisce che i popoli indigeni che al 5 ottobre 1988 – giorno in cui fu promulgata la Costituzione brasiliana – non abitavano fisicamente sulle loro terre, non hanno più alcun diritto a viverci. Se approvata, avrebbe un devastante impatto su decine di popoli incontattati e su centinaia di territori indigeni.
- Incoraggia la diffusione del Covid-19 nei territori indigeni mancando di proteggerli dagli invasori e bloccando i piani sanitari necessari a combattere il virus nelle comunità indigene.
- Sta soffocando organi governativi cruciali – come il Dipartimento agli Affari Indigeni FUNAI e l’Agenzia per l’Ambiente IBAMA – responsabili di difendere le vite e le terre dei popoli indigeni.
- Programma di aprire le terre delle tribù incontattate a uno sfruttamento che per loro sarebbe letale, cancellando le ordinanze di protezione territoriale che al momento proteggono i loro territori.
- Caldeggia il progetto di legge 490 (PL490), conosciuto anche come “PL da Morte” (o Progetto di legge della Morte), che riunisce i più pericolosi elementi di una serie di progetti di legge ed emendamenti costituzionali che mirano a derubare i popoli indigeni delle loro terre. Permette, ad esempio, il contatto forzato con i popoli incontattati; include il Marco Temporal – il Limite temporale, e il furto dei territori indigeni per far spazio ad attività minerarie, agro-business e tanto altro. Se dovesse essere approvato, il PL490 potrebbe spazzare via decine di popoli incontattati e sarebbe disastroso per centinaia di migliaia di indigeni in tutto il Brasile. 

L’aria che respira il Presidente è diversa da quella che respiriamo noi?

Reginaldo Apyawa

“Non abbiamo paura.” Protesta dei popoli indigeni a Brasilia, aprile 2019.
© Sarah Shenker/Survival International

In Brasile vivono oggi circa 305 popoli indigeni diversi, tra cui circa 100 tribù incontattate. E tutti loro ora sono in pericolo.

Survival International è a fianco dei popoli indigeni del Brasile da 50 anni: per la loro sopravvivenza, per la protezione di alcuni dei territori a maggiore biodiversità della Terra, per la salute del nostro pianeta e per tutta l’umanità.

Stiamo lottando insieme a loro per difendere le loro vite e le loro terre. Puoi unirti alla lotta contro il genocidio in Brasile adesso, firmando la petizione.

Guarda e condividi gli appelli urgenti dei popoli indigeni e segui #TribalVoice!

Scarica un pacchetto di risorse per mobilitarti sui social.

Per i popoli indigeni, questo è indubbiamente uno dei momenti peggiori dai tempi della dittatura militare.

Beto Marubo

I popoli indigeni stanno reagendo in tutto il Brasile

© Sarah Shenker/Survival International

L’Associazione dei Popoli Indigeni del Brasile APIB ha dichiarato: “Abbiamo il diritto di esistere. Non ci tireremo indietro. Denunceremo questo governo in tutto il mondo”.

I popoli indigeni del Brasile, i loro sostenitori, i loro alleati e Survival International stanno reagendo mentre il Presidente trama per derubarli della loro terra, distruggere le loro vite e annientarli come popoli.

La più grande protesta internazionale mai organizzata per i diritti indigeni è avvenuta durante il primo mese del governo Bolsonaro, e far sentire insieme le nostre voci ha già fatto la differenza.

I popoli indigeni sventano i tentativi di Bolsonaro di smantellare il FUNAI


Bolsonaro ha cercato di paralizzare il FUNAI (il Dipartimento agli Affari Indigeni del Brasile), e si è attivato per facilitare lo sfruttamento delle risorse dei territori indigeni da parte dell’agrobusiness e delle industrie estrattive.

Durante il primo giorno del suo mandato:

Ha tolto il FUNAI al Ministero della Giustizia per trasferirlo a uno di sua nuova creazione, il Ministero della Famiglia, delle Donne e dei Diritti Umani, dando in tal modo ampie possibilità di influenzare le questioni indigene alla nuova Ministra, la predicatrice evangelica Damares Alves, già nota per le sue politiche anti-indigene.
Ha tolto al FUNAI la responsabilità di demarcare le terre indigene per assegnarla al Ministero dell’Agricoltura, dove il funzionario del dipartimento incaricato delle questioni territoriali, Nabhan Garcia, ha lottato contro la demarcazione dei territori indigeni per decenni.

Ma Bolsonaro ha fallito, perché il Congresso ha stroncato queste misure nel giugno 2019!

Una grande vittoria per i popoli indigeni e per i nostri partner che sostengono la lotta indigena attraverso attività di lobby e intervento sin dall’inizio di questo governo anti-indigeno.

Paulo Tupiniquim

© Fabio Nascimento / Mobilização Nacional Indígena

I popoli indigeni impediscono l’abolizione del Sesai


L’amministrazione Bolsonaro voleva abolire il sistema sanitario indigeno, il Sesai.

Ma ha fallito di nuovo. I popoli indigeni hanno protestato in molte parti del paese, occupando edifici pubblici e autostrade a sostegno del Sesai.

A una sola settimana dalla proposta, il governo ha fatto dietro front e ha annunciato che il sistema sanitario non sarebbe stato abolito.

Protesta dei popoli indigeni nello stato del Maranhão.
© Mídia Índia

Protesta dei Guarani nello stato del Mato Grosso do Sul.
© CIMI

“Resisteremo. Se saremo i primi popoli a essere attaccati, saremo anche i primi a reagire.”

Sonia Guajajara


È tempo di amplificare le voci indigene, di farsi sentire e agire in solidarietà.

Non ci arrenderemo fino a quando i popoli indigeni non saranno rispettati come società contemporanee, con il controllo delle loro vite e delle loro terre, e liberi di autodeterminare il proprio futuro.



Survival ha 50 anni di esperienza nel condurre campagne efficaci, che danno risultati. Dal 1969, lavorando insieme ai popoli indigeni, abbiamo condotto con successo più di 50 campagne nel solo Brasile, e centinaia in tutto il mondo.

Abbiamo fermato taglialegna, minatori e compagnie petrolifere impedendo loro di distruggere le terre dei popoli indigeni, le loro vite e i loro mezzi di sostentamento. Abbiamo persuaso i governi a riconoscere i diritti indigeni. Continuiamo a documentare e denunciare le atrocità commesse contro i popoli indigeni e a passare all’azione diretta per fermarle. Con il vostro aiuto possiamo mettere fine alla guerra che Bolsonaro ha intentato contro i popoli indigeni. Per i popoli indigeni, la natura, per tutta l’umanità.