© Amanda Rocha/Survival

La vittoria di Lula alle elezioni presidenziali brasiliane è un momento cruciale per i popoli indigeni e le loro terre.

Ci auguriamo che si traduca in un’inversione di rotta, quantomai necessaria, dopo 4 anni di attacchi devastanti e criminali. È una questione di vita o di morte per i popoli indigeni del paese; per i popoli incontattati, in particolare, potrebbe fare la differenza tra la sopravvivenza o la completa distruzione.

Negli ultimi 4 anni, i popoli indigeni del Brasile hanno dovuto affrontare il peggior governo anti-indigeno dai tempi della dittatura militare. Lula ha promesso che ribalterà la situazione e che garantirà che i diritti indigeni siano rispettati e i loro territori demarcati e protetti, mettendo così fine alla guerra scatenata contro di essi dal governo Bolsonaro. Lula si è impegnato a intraprendere azioni concrete per contrastare i livelli di deforestazione senza precedenti e l’impennata di omicidi di indigeni e di attacchi alle loro comunità, causati delle politiche e delle azioni genocide e razziste del governo Bolsonaro, il cui fine ultimo era aprire i territori indigeni all’agrobusiness, al taglio del legno e alle attività minerarie.

Accogliamo con favore gli impegni presi da Lula ma non ci aspettiamo una svolta immediata. La sua squadra dovrà ricorrere a volontà politica e risorse notevoli per rimediare ai danni profondi arrecati negli ultimi quattro anni alle istituzioni preposte alla tutela dei territori indigeni dagli invasori. Inoltre, molti politici anti-indigeni hanno ottenuto posizioni chiave al Congresso, pertanto Lula e la sua squadra dovranno confrontarsi con una feroce opposizione che ostacolerà qualsiasi sforzo di far rispettare la Costituzione e proteggere i territori indigeni per loro uso esclusivo. Nel frattempo, le forze politiche e i mercati mondiali che alimentano il genocidio dei popoli indigeni del Brasile continueranno, aggressivi come sempre. 

I popoli indigeni, i loro alleati tra cui noi di Survival International, e i loro sostenitori in tutto il mondo, veglieranno e premeranno per costringere il governo di Lula a mantenere gli impegni. Faremo tutto il necessario per garantire che rispetti le leggi nazionali e internazionali, che non approvi grandi progetti infrastrutturali senza il consenso dei popoli indigeni e protegga i territori indigeni affinché questi popoli possano sopravvivere, prosperare ed essere rispettati come le società contemporanee che sono. La posta in gioco è particolarmente alta per i popoli incontattati, i popoli più vulnerabili del pianeta.

Sonia Guajajara e Célia Xakriaba sono state elette al Congresso, tra un numero senza precedenti di candidati indigeni. Rappresenteranno una forza importante per portare i diritti indigeni al centro del dibattito politico a Brasilia.

I popoli indigeni che sono in prima linea continueranno a resistere, con le loro modalità e tutti i loro mezzi, per garantire un futuro sano alle loro famiglie e alle loro comunità, come fanno da quando i primi colonizzatori europei invasero le Americhe oltre 500 anni fa.

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