Critiche al Ministero degli Affari Esteri UK. Sito ingannevole sul Botswana

11 marzo 2010

Bambini Boscimani. © Survival International

Questa pagina è stata creata nel 2010 e potrebbe contenere un linguaggio ormai obsoleto.

Un avvocato londinese ha criticato il Ministero degli Esteri del Regno Unito per non aver riconosciuto sul suo sito web che il governo del Botswana ha illegalmente e forzatamente allontanato i Boscimani Gana e Gwi dalle terre ancestrali.

Gordon Bennett è l’avvocato che ha rappresentato i Boscimani nel processo intentato contro il governo del Botswana accusato di averli sfrattati a forza dalla riserva del Kalahari centrale. Il processo, divenuto il più lungo e costoso della storia del paese, si è concluso nel dicembre 2006 con una sentenza della Corte Suprema del Botswana che ha stabilito l’illegalità e l’anticostituzionalità degli sfratti e ha riconosciuto ai Boscimani il diritto di vivere nella riserva.

Bennet ha criticato il Ministero degli Esteri per non aver incluso questa sentenza nel suo profilo del Botswana. “Il sito web del ministero riporta le argomentazioni avanzate dal governo per giustificare il trasferimento dei Boscimani, ma non spiega che il tribunale ha riconosciuto tale trasferimento come illegale”.

Bennet ha anche messo in dubbio il riferimento del Ministero degli Esteri a un presunto “dialogo costruttivo” “in corso” tra i Boscimani e il governo. “Sono in regolare contatto coi Boscimani che sono ritornati nella riserva” ha dichiarato Mr Bennet, “ma credo che nessuno di loro abbia mai partecipato a un dibattito con il governo”.

Il Ministero degli Esteri non fa riferimento nemmeno ai continui tentativi del governo del Botswana di impedire ai Boscimani di far ritorno a casa proibendo loro l’utilizzo del pozzo d’acqua esistente nelle loro terre. ontemporaneamente, lo stesso governo scava altri pozzi per gli animali selvatici e consente l’apertura di complessi turistici dotati di piscina sulla terra dei Boscimani. Manca anche qualsiasi riferimento al procedimento legale recentemente intentato dai Boscimani per ottenere l’accesso al loro pozzo.

Bennet ha dichiarato: “È comprensibile che il Ministero non voglia schierarsi sull’argomento, ma il suo sito web rischia di ingannare il pubblico. Sono sorpreso che non si faccia alcun riferimento alle difficoltà affrontate dai Boscimani, privati del loro fondamentale diritto umano all’acqua”.

Il profilo del Botswana stilato dal Ministero non concorda nemmeno con il rapporto diramato dal Dipartimento di Stato degli Usa nel 2008, che critica pesantemente il governo per la sua “reiterata interpretazione riduttiva della sentenza del tribunale del 2006”. Mentre il Ministero degli Esteri UK riporta la giustificazione governativa secondo cui sfrattare i Boscimani “era necessario per consentire loro di beneficiare dello sviluppo del paese”, il rapporto degli Usa riconosce che i Boscimani furono “trasferiti con la forza” e li descrive come “economicamente e politicamente emarginati” e privi “della possibilità di accedere alla loro terra tradizionale”.

Anche il Relatore Speciale alle Nazioni Unite per i popoli indigeni, il professor James Anaya, ha recentemente “condannato il governo del Botswana”/notizie/5611 per aver negato ai Boscimani l’accesso all’acqua, che lui descrive come non in linea né con lo “spirito e la logica sottesi alla decisione [della Corte Suprema nel 2006] né con i relativi standard internazionali in materia di diritti umani”. Anaya ha anche chiesto che il governo riattivi il pozzo d’acqua “come questione della massima urgenza”.

“Il Ministero degli Esteri sta mancando al dovere di dare al pubblico britannico un quadro accurato della situazione dei diritti umani nel Botswana” ha aggiunto Stephen Corry, Direttore Generale di Survival International, e prosegue: “Chiunque stia considerando di andare in Botswana deve essere conscio della continue persecuzioni compiute dal governo ai danni dei Boscimani, in modo da poter prendere una decisione consapevole sull’opportunità o meno di visitare il paese”.

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