Liberati i Boscimani. Scacco matto al governo

5 agosto 2009

Bambini Boscimani, CKGR, Botswana 2004. © Survival International

Questa pagina è stata creata nel 2009 e potrebbe contenere un linguaggio ormai obsoleto.

Le misure repressive messe in atto dalle autorità del Botswana per punire i Boscimani colpevoli solo di aver cacciato per sfamare le loro famiglie, si sono ritorte contro il governo stesso. Un magistrato ha infatti ordinato il rilascio su cauzione degli imputati.

I sei Boscimani erano stati arrestati nel 2007 per aver cacciato senza licenza all’interno della Central Kalahari Game Reserve (CKGR), la loro terra ancestrale, ma le imputazioni e la prigione erano arrivati solo recentemente.

La decisione del governo di procedere contro i sei uomini è giunta poco dopo l’avvio di un nuovo procedimento legale da parte dei Boscimani stessi, determinati a riprendere possesso del loro fonte d’acqua. Il governo aveva sigillato il loro pozzo all’epoca degli sfratti del 2002 e, da allora, si è sempre rifiutato di permettere ai Boscimani di riaprirlo e utilizzarlo, anche a loro spese. Per poter vivere nella CKGR, i Boscimani dovrebbero percorrere fino a 400 km per procurarsi l’acqua, e sfidare costantemente l’arresto quando cacciano per sfamarsi.

Nel 2006, l’Alta Corte del Botswana ha decretato che il rifiuto del governo di lasciar cacciare i Boscimani è illegale. Nonostante questo, da allora, le autorità non hanno rilasciato loro nessuna licenza.

“Il presidente Khama sfoggia con orgoglio le sue credenziali ambientaliste sedendo al tavolo del Consiglio di Conservation International” ha dichiarato Stephen Corry, direttore generale di Survival, “ma sembra abbastanza felice di trattare i Boscimani peggio degli animali. È abbastanza chiaro che il suo governo è decido a sfidare il suo stesso tribunale rendendo impossibile la vita dei Boscimani nella riserva. I Boscimani non possono usare la loro acqua, non possono cacciare e vengono arrestati quando lo fanno nonostante questo sia l’unico modo che hanno per sfamare le loro famiglie. Per fortuna, il magistrato che ha presieduto questo caso ha una visione più umana del trattamento da riservare agli uomini.”

La Central Kalahari Game Reserve è inserita nell’elenco delle mete turistiche che Survival esorta a boycottare finché i diritti umani e territoriali dei Boscimani non saranno stati rispettati.


Per ulteriori informazioni:
Francesca Casella – 02 8900671 – [email protected]
Oppure Miriam Ross: Tel 0044 207 6878734
E-mail: [email protected]

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