Indiani minacciati dalla sentenza della Corte Suprema

3 aprile 2009

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Gli Indiani del Brasile temono che una “piccola clausola” della sentenza della Corte Suprema emessa il mese scorso sul territorio indigeno di Raposa-Serra do Sol possa compromettere i loro diritti territoriali.

La sentenza del 20 marzo ha segnato una grande vittoria per le cinque tribù di Raposa-Serra do Sol perché ha invalidato un tentativo di frazionamento della loro riserva ad opera di un gruppo di potenti agricoltori. A questi ultimi, che hanno sottoposto gli Indiani a violenti attacchi, è stato intimato di lasciare la zona entro la fine del mese di aprile.

Tuttavia, alcune clausole della sentenza potrebbero avere gravi conseguenze per gli Indiani in tutto il Brasile.

I giudici della Corte Suprema hanno dichiarato che i governi federali dello stato brasiliano – alcuni dei quali sono notoriamente anti-Indiani – dovrebbero essere coinvolti in modo più attivo nei processi di demarcazione dei territori indigeni. La loro partecipazione potrebbe rendere le demarcazioni più lente e difficoltose.

La sentenza sancisce anche che i popoli indigeni non debbano essere consultati su progetti di sviluppo che, pur riguardando le loro terre, vengano dichiarati “di interesse nazionale”.

I giudici hanno anche stabilito che i territori indigeni che sono già stati demarcati (e mappati) non devono essere ampliati. Questo preoccupa in modo particolare tribù come i Guarani, a cui sono state riconosciute legalmente solo piccole aree di terra prima della costituzione del 1988 che garantisce i loro “diritti originali” sulle terre ancestrali.

Ana Paula Souto Maior, avvocato della ONG brasiliana ISA (Istituto Socio Ambientale), ha commentato: “Alcune di queste condizioni sono allarmanti e non resta che vedere che tipo di impatto potranno avere sui numerosi territori che ancora aspettano di essere demarcati o ampliati”.

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