I Makuxi chiedono aiuto a Papa Benedetto XVI il 1 luglio scorso. Nel 1995 avevano incontrato anche Papa Wojtyla e il Cardinale Ersilio Tonini.
I Makuxi chiedono aiuto a Papa Benedetto XVI il 1 luglio scorso. Nel 1995 avevano incontrato anche Papa Wojtyla e il Cardinale Ersilio Tonini.
© © Fotografiafelici/Survival

La Corte Suprema brasiliana ha decretato che la riserva indigena conosciuta con il nome di Raposa-Serra do Sol deve restare indivisa.
Importante il sostegno dell’Italia alla campagna.

Una potente lobby di coltivatori di riso che vivono all’interno del territorio indigeno voleva far modificare i confini di Raposa con l’obiettivo di non essere costretti ad andarsene. Ma con 10 voti a favore e 1 solo contrario, i giudici hanno sentenziato che la riserva deve rimanere intatta.

“Le basi, le condizioni e le procedure che abbiamo definito con questo caso” ha chiarito il Presidente della Corte Suprema, “dovranno essere usati come linee guida per altre vertenze. Stiamo mettendo fine a tutte le contese che riguardano casi come questo”.

Il Consiglio indigeno di Roraima (CIR), che rappresenta la maggioranza degli Indiani della riserva, ha applaudito la sentenza con la speranza che le loro comunità possano finalmente vivere in pace.

La Corte aveva già espresso una sentenza provvisoria e parziale in dicembre ma il verdetto definitivo è stato pronunciato solo ieri.

La decisione dei giudici è un duro colpo per gli oppositori degli Indiani e per molti influenti uomini politici che sostenevano gli imprenditori agricoli. Anche l’esercito voleva che la riserva venisse ridotta e smembrata sostenendo che la presenza di aree indigene lungo i confini costituisse una minaccia alla sicurezza nazionale. Ma i giudici hanno respinto le argomentazioni.

La sentenza emessa ieri ha tuttavia dato allo stato brasiliano il diritto di essere coinvolto nei futuri processi di demarcazione delle aree indigene. Questa decisione potrebbe in generale rendere più difficile il processo di riconoscimento e protezione della terra indiana.

Raposa-Serra do Sol (Terra della Volpe e Montagna del Sole) si trova nello stato amazzonico di Roraima ed è la terra ancestrale di circa 20.000 Indiani appartenenti alle tribù Makuxi, Wapixana, Tuarepang, Ingarikò e Patamona. Per anni, gli Indiani della regione hanno subito l’attacco violento dei latifondisti che avevano resistito a ogni tentativo di allontanamento compiuto dalle autorità. Nel 2008, Survival aveva diffuso le immagini cruente di uno di questi assalti.

Survival ha lottato per oltre vent’anni per la demarcazione e la protezione di Raposa-Serra do Sol accompagnando i leader dei loro popoli in giro per il mondo. Tra la fine di giugno e i primi di luglio, una delegazione di Indiani da Roraima ha incontrato anche il presidente del Senato Renato Schifani e Papa Benedetto XVI, che avevano entrambi promesso loro solidarietà.

Fiona Watson, coordinatrice delle campagne di Survival, ha visitato la riserva molte volte.“Questa sentenza”, ha dichiarato, “è un sollievo straordinario non solo per i 20.000 abitanti di Raposa ma anche per tutti gli altri centinaia di migliaia di Indiani che popolano il paese. Al cuore della vertenza giudiziaria c’era un principio controverso ma molto semplice: possono gli Indiani che abitano da tempo immemorabile nella stessa terra continuare ad abitarla in pace, o deve essere data la possibilità ad allevatori e latifondisti, che sono così potenti in tutto il Sud America, di cacciarli via nel nome dello sviluppo? La Corte ha fortunatamente preso una posizione decisamente favorevole agli Indiani e ha respinto la vergognosa propaganda dell’esercito che da anni continua a sostenere che le aree indigene costituiscono un pericolo per la sovranità nazionale”.

“Gli Indiani di Roraima hanno lottato senza sosta per decenni, tra continue e immense sofferenze” ha aggiunto Francesca Casella che ha accompagnato più volte le delegazioni di Roraima in giro per l’Italia alla ricerca di aiuto e solidarietà. “Le loro speranze sono state infrante molte volte ma ora è davvero finita. È una vittoria straordinaria per gli indiani di tutto il Brasile ma anche per i loro sostenitori che non hanno mai smesso di scrivere lettere e firmare petizioni, in tutti i paesi del mondo. La mobilitazione dell’opinione pubblica ha davvero fatto la differenza. In Italia, un ruolo importante è stato assunto anche dalla Chiesa che a partire dal Cardinale Ersilio Tonini e Papa Wojtyla ha sempre sostenuto la battaglia dei popoli di Roraima”.

Sono disponibili immagini e filmati.

Per ulteriori informazioni:
Francesca Casella – 02 8900671 – [email protected]
Oppure Miriam Ross: Tel 0044 207 6878734
E-mail: [email protected]