Gli Aborigeni Mirrar del Northern Territory australiano si sono opposti per molti anni alla costruzione di una miniera di uranio sulla loro terra.
I Mirrar hanno intrapreso una dura battaglia contro la miniera sin dal 1971, da quando cioè fu scoperto l'immenso giacimento di Jabiluka, ai limiti del famoso Parco Nazionale di Kakadu. I Mirrar hanno lanciato senza sosta campagne in tutto il mondo e hanno manifestato nel luogo dove doveva essere costruita la miniera.

Survival ha fatto pressione sul governo australiano e sull'ONU, e ha aiutato finanziariamente i Mirrar, sostenuti anche da altre organizzazioni in diverse parti del mondo.

Per i Mirrar e i loro sostenitori si tratta di una straordinaria vittoria: Robert Wilson, il presidente della Rio Tinto, proprietaria del deposito, ha dichiarato che la compagnia non sfrutterà la miniera senza l'assenso degli Aborigeni: "Non la sfrutteremo senza il loro permesso, punto e basta". A nome dei proprietari tradizionali della terra, la leader Aborigena Australiana Yvonne Margarula, ha risposto: "Non acconsentirò allo sviluppo della… miniera, per qualunque motivo la vogliano aprire, che sia per denaro o qualunque altra ragione. Le attività minerarie distruggono la terra… Sono inamovibile".

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