I Dongria hanno festeggiato per il verdetto della corte, ma sono ancora preoccupati per le continue pressioni e i possibili tentativi futuri di aprire una miniera nelle loro colline.

I Dongria hanno festeggiato per il verdetto della corte, ma sono ancora preoccupati per le continue pressioni e i possibili tentativi futuri di aprire una miniera nelle loro colline. © Lewis Davies/Survival

Questa pagina è stata aggiornata l'ultima volta il agosto 15, 2018 e potrebbe contenere un linguaggio ormai obsoleto.

Centinaia di Dongria Kondh e di loro vicini si sono riuniti per festeggiare l’ultima vittoria ottenuta contro i tentativi di aprire una miniera nelle loro colline sacre e per denunciare apertamente la violenza supportata dallo stato.

Nel maggio di quest’anno, infatti, la Corte Suprema dell’India ha respinto l’ultimo tentativo del governo dello stato di Odisha di avviare un progetto minerario su vasta scala nelle colline di Niyamgiri. Nel 2013 i Dongria avevano già respinto all’unanimità i progetti della compagnia mineraria Vedanta Resources di scavare nelle loro colline alla ricerca di bauxite: nel corso di uno storico referendum, tutti i villaggi consultati avevano votato contro la miniera.

Per festeggiare l’ultima vittoria i Dongria hanno organizzato una serie di marce che, passando attraverso 54 villaggi, sono culminate in un imponente raduno a Lanjigarh, luogo dove si trova la controversa raffineria di bauxite della Vedanta. Tra gli ospiti c’erano l’avvocato Sanjay Parikh, che ha rappresentato i Dongria alla Corte Suprema, e l’attivista Medha Patkar.

L’atmosfera dell’incontro era chiara. “Continueremo la nostra lotta per proteggere Niyam Raja [il dio della montagna per i Dongria]. Siamo disposti a sacrificare le nostre vite piuttosto che permettere l’apertura di una miniera a Niyamgiri” ha detto un uomo Dongria Kondh al raduno. “Continueremo la nostra battaglia fino a quando la Vedanta non se ne andrà da qui.” Altri hanno scandito slogan come: “Anche a costo della morte, lasciate vivere Niyamgiri.”

I Dongria sono i migliori conservazionisti delle loro colline: da generazioni vivono nelle e delle loro terre. Il portavoce dongria Lodu Sikaka ha spiegato che, durante le marce, in ogni villaggio i Dongria hanno discusso della necessità di proteggere l’ambiente ad ogni costo. Lodu ha anche messo in guardia contro la violenza che la tribù dovrà continuare ad affrontare a causa della sua opposizione ai progetti minerari del governo.

“Il governo vuole che gli indigeni lascino libera la loro terra instillandogli la paura…” ha detto Sikaka. “I nostri compagni vengono torturati dalla polizia senza motivo. La polizia ha prelevato uomini innocenti dalla piazza del mercato e dalle loro case. Spesso vengono etichettati come maoisti [ribelli armati] e torturati durante l’interrogatorio.”

In febbraio uno studente di 20 anni, Manda Kadraka, è stato ucciso con un colpo di arma da fuoco dalla polizia nel corso di un’operazione anti-insurrezione nelle colline Niyamgiri. Un team di tre membri della Corte Suprema sta attualmente indagando sulle accuse secondo cui l’omicidio avrebbe avuto l’obiettivo di intimidire i Dongria Kondh e convincerli ad accettare la miniera.

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