Brasile: i Guarani temono una strage imminente

Uomo Guarani. Sicari armati si sono appostati intorno a una comunità guarani e hanno aperto il fuoco.

Uomo Guarani. Sicari armati si sono appostati intorno a una comunità guarani e hanno aperto il fuoco.

© Fiona Watson/Survival

I Guarani del Brasile temono che presto ci sarà una strage: alcuni sicari armati, noti per aver già assassinato dei leader indigeni negli anni scorsi, si sono appostati intorno a una delle loro comunità e hanno aperto il fuoco.

Secondo quanto riferito dai Guarani, gli uomini armati, appartenenti alla famigerata agenzia di sicurezza Gaspem, sono stati ingaggiati dagli allevatori locali e si sono posizionati a circa 100 metri di distanza da loro.

“Questa è guerra”, ha raccontato a Survival un Guarani che sta vivendo questa situazione. “I sicari armati ci minacciano e vogliono ucciderci. Vogliono estinguerci, ma questo non succederà perché noi Indiani siamo forti e i nostri leader spirituali sono con noi. Vogliamo che tutto il mondo sappia cosa ci sta succedendo”.

Secondo i Guarani, gli uomini armati provengono dalla famigerata agenzia di sicurezza Gaspem, definita una milizia privata.

Secondo i Guarani, gli uomini armati provengono dalla famigerata agenzia di sicurezza Gaspem, definita una milizia privata.

© Survival International

All’inizio dell’anno i pubblici ministeri avevano ordinato la chiusura della Gaspem, descrivendo l’agenzia come una “milizia privata…che usa violenza contro i Guarani…per mano di persone violente assunte come ‘guardie di sicurezza’”.

Questa ritorsione è la risposta alla recente rioccupazione, da parte dei Guarani, di una porzione della terra ancestrale che circa 40 anni fa gli fu rubata per far posto a un allevamento di bestiame.

All’inizio di ottobre, infatti, circa 500 Guarani della comunità di Yvy Katu sono ritornati nella loro terra perchè incapaci di sopportare ulteriormente le squallide condizioni del piccolo appezzamento in cui hanno vissuto dal 2004.

Migliaia di Guarani brasiliani chiedono la restituzione della terra ancestrale secondo quanto garantito dalla costituzione. Tuttavia, il processo di mappatura del loro territorio ancestrale ha subito una battuta d’arresto, costringendo gli Indiani a sopportare malnutrizione, malattia, violenza e uno dei tassi di suicidio più alti al mondo.

Gran parte della terra guarani è stata trasformata in ampie piantagioni da cui compagnie straniere, come il gigante americano Bunge, ricavano canna da zucchero (*).

Numerosi sono i leader guarani assassinati dai sicari armati a seguito della rioccupazione di parte della propria terra ancestrale.

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