Tribù in fuga: pressione sugli investitori del Gruppo San José

19 marzo 2013

Quando i bulldozer iniziarono ad abbattere la sua foresta natale, Guiejna, una donna ayoreo, fu costretta ad abbandonare la sua casa. © Survival International, 2007

Questa pagina è stata creata nel 2013 e potrebbe contenere un linguaggio ormai obsoleto.

Gli azionisti del Gruppo San José, gigante spagnolo delle costruzioni, sono stati sollecitati a ritirarsi dalla compagnia dopo che alcune immagini satellitari hanno rivelato il coinvolgimento di una sua consociata nella distruzione della terra abitata da Indiani incontattati.

Tra gli azionisti del Gruppo San José ci sono le banche spagnole Ibercaja, Caja de Burgos e Banca de Castilla la Mancha*. La Carlos Casado, società controllata dal gruppo, possiede un vasto tratto della foresta del Chaco del Paraguay, una zona abitata da Indiani Ayoreo incontattati.

La società, il cui presidente è il magnate spagnolo (e fondatore del Gruppo San José) Jacinto Rey González, ha negato ogni attività illegale, ma le immagini satellitari dimostrano che i lavori nel cuore della terra ayoreo sono già cominciati.

Lo scorso anno, le autorità governative avevano colto in flagrante la Carlos Casado a spianare la foresta, e a costruire strade e serbatoi, senza le autorizzazioni ambientali necessarie.

Tronchi abbattuti illegalmente dalla Carlos Casado nella terra ayoreo. © Survival

Molti Ayoreo sono già stati contattati e da più di vent’anni rivendicano il diritto alla terra di proprietà di Carlos Casado SA. I loro parenti incontattati, che rimangono nella foresta, sono estremamente vulnerabili alle malattie importate dall’esterno; un contatto non voluto potrebbe risultare fatale. La distruzione della foresta, effettuata per fare spazio al bestiame, costringe gli Ayoreo incontattati a una fuga continua.

Un Ayoreo ha dichiarato a Survival: “Per favore, non toccate la foresta perché ci dà la vita. Per favore, fermate i bulldozer”.

Nel 2009, le pressioni esercitate da Survival International su alcuni investitori di Vedanta Resources avevano indotto alcuni di loro a cedere i propri pacchetti azionari, tra cui la Chiesa d’Inghilterra e il Rowntree Trust. Il gigante minerario aveva in progetto di aprire una miniera sulla montagna sacra della tribù dei Dongria Kondh, in India.

“Per secoli le multinazionali hanno distrutto i popoli tribali nella quasi totale impunità, beffandosi delle leggi nazionali e internazionali per perseguire il profitto a qualsiasi prezzo umano” ha dichiarato oggi il Direttore generale di Survival International, Stephen Corry. “Ma il caso di Vedanta dimostra che gli azionisti non chiudono gli occhi quando scoprono che il loro denaro finanzia abusi dei diritti umani – Il Gruppo San José dovrebbe far tesoro di quanto successo e fermare immediatamente la distruzione degli Ayoreo incontattati.”

Nota agli editori:

*Ibercaja era elencata come azionista del Gruppo San José nel 2009; Caja de Burgos e Banca de Castilla la Mancha erano elencate nel 2010. Survival ha chiesto alle compagnie di confermare di essere ancora azioniste ma, ad oggi, non abbiamo ricevuto risposta.

Scarica un esempio delle lettere di Survival agli azionisti del Gruppo San José (pdf, 352 kb)

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