Uno dei numerosi ranch che ora occupano e deforestano il territorio degli Ayoreo Totobiegosode. Il cartello sul cancello dice divieto di ingresso, proprietà privata.

Uno dei numerosi ranch che ora occupano e deforestano il territorio degli Ayoreo Totobiegosode. Il cartello sul cancello dice divieto di ingresso, proprietà privata. © Gerald Henzinger/Survival

Tra la deforestazione illegale del territorio degli Ayoreo Totobiegosode del Chaco paraguaiano, le pelli importate in Italia dal Paraguay, e alcune aziende automobilistiche come BMW e Jaguar Land Rover c’è un legame diretto.

Per realizzare interni, sedili e volanti, infatti, molte case automobilistiche acquistano pellami da due aziende italiane leader del settore: Pasubio Spa e Gruppo Mastrotto Spa. A loro volta, le due aziende si riforniscono da concerie che commerciano con allevamenti colpevoli di occupare la terra ancestrale degli Ayoreo e quella dei loro gruppi isolati e di disboscarla illegalmente mettendo a rischio la loro stessa sopravvivenza. Gli Ayoreo sono l’ultimo popolo incontattato del Sud America sopravvissuto al di fuori del bacino amazzonico.

Questo legame è al cuore dell’Istanza depositata oggi da Survival International – in collaborazione e con autorizzazione degli Ayoreo Totobiegosode – contro Pasubio, presso il Punto di Contatto Nazionale italiano (PCN) dell’OCSE.

Alcune settimane fa, Survival aveva inviato lettere di diffida a entrambe le società sollecitandole a interrompere queste importazioni. Ma mentre Gruppo Mastrotto ha risposto avviando con Survival un dialogo che è ancora in corso e sarà poi oggetto di valutazione finale, Pasubio ha fatto pervenire solo una breve e sterile comunicazione di discolpa generica, senza mostrare alcuna volontà di confronto. Da qui, la decisione di ricorrere subito all’OCSE contro l’azienda Pasubio.

Un camion di pelli dell'azienda Chortizer, uno degli allevamenti che occupano e disboscano illegalmente la terra degli Ayoreo Totobiegosode. Immagine tratta dal documentario 'South America - Episode 4' di BBC.

Un camion di pelli dell’azienda Chortizer, uno degli allevamenti che occupano e disboscano illegalmente la terra degli Ayoreo Totobiegosode. Immagine tratta dal documentario ‘South America – Episode 4’ di BBC. © Simon Reeve/BBC

Il legame tra le pelli utilizzate nell’industria automobilistica e la distruzione illegale della foresta degli Ayoreo è stato svelato per la prima volta da un’indagine della ONG britannica Earthsight. Risalendo fino all’origine della filiera, nei rapporti Grand Theft Chaco I e Grand Theft Chaco II, Earthsight rivela infatti che quasi tutti i 2 terzi delle pelli esportate dal Paraguay ogni anno nel mondo vanno alle aziende italiane, e principalmente a Pasubio, che dipende per oltre il 90% dei suoi 313milioni di euro di ricavi annuali proprio dall’industria automobilistica.

Nell’Istanza depositata oggi da Survival al PCN, si legge che la Conceria Pasubio sembra non aver rispettato diversi principi contenuti nelle Linee Guida OCSE, tra cui quelli sulla Divulgazione di informazioni (III), sui Diritti umani (IV), sull’Ambiente (VI) e sugli Interessi del consumatore (VIII).

Nell’Istanza, Survival chiede, tra le altre cose, che la multinazionale “accetti di interrompere immediatamente l’importazione di pelli dalle concerie del Paraguay responsabili e/o coinvolte nella deforestazione dell’area protetta degli Ayoreo Totobiegosode. La condotta perpetrata dalla società, infatti, contribuisce ad alimentare la deforestazione illegale e la violazione dei diritti del popolo Ayoreo Totobiegosode, privandolo della foresta da cui dipende per tutte le sue vitali necessità; forzandolo a uscire dalla propria terra in cerca di cibo e cure, e costringendolo a contatti forzati e indesiderati con il mondo esterno – cosa che porterà loro, inevitabilmente, morte e malattie come già accaduto in passato".

Namje Picanerai, uomo Ayoreo Totobiegosode, con il nipote. Gli Ayoreo Totobiegosode lottano da oltre 30 anni per la restituzione della loro terra ancestrale, nel Chaco paraguaiano.

Namje Picanerai, uomo Ayoreo Totobiegosode, con il nipote. Gli Ayoreo Totobiegosode lottano da oltre 30 anni per la restituzione della loro terra ancestrale, nel Chaco paraguaiano. © Survival

“Il governo paraguaiano ha consegnato la maggior parte del territorio ancestrale degli Ayoreo ad aziende agroindustriali che abbattono la foresta senza sosta: prima tagliano gli alberi preziosi, poi incendiano la foresta e infine introducono il bestiame sulla terra disboscata” ha dichiarato oggi la responsabile della campagna di Survival Teresa Mayo, che recentemente ha visitato le comunità degli Ayoreo Totobiegodose raccogliendo la loro disperata richiesta di sostegno. “Nel frattempo, gli Ayoreo si vedono distruggere i loro mezzi di sostentamento, la salute fisica e mentale, e anche la vita. Ma restano determinati a lottare per continuare ad esistere insieme ai loro parenti incontattati, costretti a vivere in fuga perenne dai bulldozer in oasi di foresta che diventano ogni giorno sempre più piccole.”

“Se gli stranieri continueranno a tagliare gli alberi, i nostri parenti incontattati non sapranno più come sopravvivere… Dobbiamo proteggere la foresta che rimane” ha detto Porai Picanerai, leader Ayoreo-Totobiegosode.

“Gli Ayoreo Totobiegosode stanno rischiando il genocidio a causa di una deforestazione selvaggia che è decisamente illegale, ma continua a crescere di pari passo con le importazioni di pelli dell’Italia” ha aggiunto Francesca Casella, direttrice della sede italiana di Survival. “Gli esperti prevedono addirittura che la domanda di pelle per auto aumenterà di oltre il 5% all’anno fino al 2027. Clienti e consumatori finali devono esserne consapevoli, e poiché l’Italia è il più grande acquirente di pelli paraguaiane al mondo, ha il potere e la responsabilità di intervenire smettendo di fare affari con gli allevamenti di bestiame che operano illegalmente all’interno della terra indigena con la connivenza di politici e funzionari corrotti. Non ci si può arricchire sulla pelle degli Ayoreo!”

Note ai redattori:
- Gli Ayoreo contano più di 5.000 persone e vivono in Paraguay e Bolivia. Sono suddivisi in numerosi sottogruppi, tra cui gli Ayoreo Totobiegosode del Paraguay, che sono quelli entrati in contatto con i colonizzatori in tempi più recenti. L’Istanza all’OCSE riguarda loro. Molti Ayoreo Totobiegosode vivono in comunità stanziali ma alcuni vivono isolati e rifiutano il contatto.

- Survival International lancia oggi anche una campagna di pressione sui Social Media con l’hastag #SullaPelledegliAyoreo. Chiede a tutti i suoi sostenitori di informare le case automobilistiche dell’impatto devastante che le pelli paraguayane hanno sulla vita degli Ayoreo Totobiegosode e sulle loro foreste, e di sollecitare i loro fornitori a interrompere tali importazioni

- Qui le risposte date da alcune case automobilistiche a Earthsight.

- Gli Ayoreo Totobiegosode lottano per la restituzione delle terre ancestrali dal 1993, anno in cui hanno presentato una formale rivendicazione territoriale al governo.

- Nel 2001 il governo del Paraguay ha riconosciuto legalmente un territorio di 550.000 ettari nell’Alto Paraguay come “Patrimonio naturale e culturale del popolo indigeno Ayoreo Totobiegosode” (PNCAT). Tuttavia, ad oggi le autorità hanno trasferito agli Ayoreo titoli di proprietà solo su alcune migliaia di ettari di terra e continuano a violare sia le misure cautelari emesse dalla Commissione Inter-Americana per i diritti umani (IACHR) sul territorio (che richiedono allo Stato del Paraguay di proteggere e tutelare il PNCAT e i gruppi incontattati che vi abitano prevenendo l’ingresso di terzi e contatti indesiderati), sia le risoluzioni emesse nel 2018 dall’Istituto forestale nazionale (INFONA), che rendono inequivocabilmente illegale la deforestazione.

- La carne e il pellame del Paraguay sono responsabili, per unità di peso, di più deforestazione di qualsiasi altra materia prima sulla terra (Fonte Grand Theft Chaco I, p.36).

- Sebbene la pelle di una mucca rappresenti solo il 10% del valore totale dell’animale al momento della macellazione, essa rappresenta una proporzione molto più alta del valore finale di vendita. La FAO ha infatti calcolato che le esportazioni globali di pelli grezze, “wet blue”, crust, e di pelli finite ammontano a un valore di $28,5 miliardi, ovvero tanto quanto le esportazioni di carne bovina ($29,2 miliardi). Il pellame non può pertanto essere definito un bene marginale, né come volume né come valore.

- La foresta del Gran Chaco sparisce più velocemente di qualsiasi altra foresta del pianeta. Il Chaco paraguaiano è un’area particolarmente colpita. Dal 2019 c’è stata una accelerazione con un disboscamento equivalente a 1 campo da calcio ogni 2 minuti (Fonte Grand Theft Chaco I e Mongaby 2021).

- Per scaricare una mappa del territorio degli Ayoreo Totobiegosode (PNCAT), clicca qui.

- Per leggere l’Istanza in versione integrale, clicca qui.

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