Dopo decenni di campagne, gli Indiani Pima dell’Arizona, conosciuti anche come Akimel O’odham, hanno ripreso possesso dell’acqua che costituiva la linfa vitale della loro società.

Akimel O’odham significa “popolo del fiume”. Il fiume che scorreva attraverso il territorio della tribù e che alimentava il loro complesso sistema di irrigazione era stato deviato dai coloni alla fine del XIX secolo. Le conseguenze furono terribili: povertà, carestia e fame. Molti Pima furono costretti a dipendere dalle razioni di cibo del governo, che consistevano essenzialmente in tre soli alimenti: farina bianca, lardo e zucchero.

Il collasso del sofisticato sistema agricolo elaborato dai Pima, la dipendenza dalle razioni governative e la crescita vertiginosa della povertà hanno provocato una catastrofe sanitaria: oggi la tribù soffre uno dei tassi di diabete più elevati al mondo. Più di metà della popolazione con più di 35 anni d’età è affetta da diabete di tipo 2.

Ma finalmente, grazie all’accordo più importante mai stretto in un territorio indiano in materia di diritto all’acqua, il fiume è tornato a scorrere nelle terre dei Pima e, con lui, la speranza. Tra i Pima si stanno costituendo piccole comunità agricole a cui partecipano anche i bambini in età scolare.

“Le persone diventano diabetiche, sono obese, hanno attacchi cardiaci e sono stressate perché mangiano come gli Americani. I nostri fagioli regolano il tasso di zucchero e le okra ci garantiscono la salute. Potete mangiare il nostro cibo e sentirne lo spirito immediatamente” ha dichiarato Ed Mendoza, fondatore di un progetto agricolo collettivo dei Pima.

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