La Commissione dei diritti umani delle Nazioni Unite ha criticato il governo del Botswana per la sua politica nei confronti dei Boscimani e lo ha esortato a garantire il diritto di ritornare nella Central Kalahari Game Reserve a tutte le persone che ne sono state espulse.

Fino ad oggi, il governo ha autorizzato a rientrare solo quei pochi Boscimani citati nominalmente nel pronunciamento della Corte Suprema del Botswana del dicembre 2006, nel corso dello storico processo vinto dai Boscimani; altre centinaia di loro sono invece costretti a richiedere dei permessi. Il governo ha anche proibito ai Boscimani di utilizzare il pozzo che costituisce per loro una fonte vitale d’acqua nella stagione arida, e non consente loro di cacciare.

La Commissione, che è la più alta autorità in materia di diritti umani delle Nazioni Unite, ha espresso la sua “preoccupazione” circa il fatto che “il diritto di entrare nella riserva sia subordinato all’esibizione di documenti d’identità e al conseguimento di speciali licenze di caccia” e ha “deplorato che lo Stato non permetta alle persone in questione di accedere ai pozzi dell’acqua”.

Le conclusioni arrivano subito dopo la diffusione di un rapporto del Dipartimento di Stato del governo americano che condanna il governo del Botswana per la sua interpretazione “restrittiva” della sentenza emessa nel 2006 dalla Corte Suprema del paese.

Survival aveva sottoposto alla Commissione un dettagliato rapporto sul fallimento del governo del Botswana nel difendere i diritti dei Boscimani della Central Kalahari Game Reserve (CKGR) e nel rispettare la storica sentenza.

Copia del rapporto di Survival (solo in inglese) è disponibile su:
www.survival-international.org/files/news/ICCPR_report_Survival_2008.pdf


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