Amazzonia: Indiani implorano aiuto dopo il massacro

Un fermo immagine delle riprese aeree del 2011 di una tribù incontattata brasiliana, vicino al confine con il Perù.
Un fermo immagine delle riprese aeree del 2011 di una tribù incontattata brasiliana, vicino al confine con il Perù.
© BBC/FUNAI/Survival

Gli Indiani brasiliani hanno fatto appello al mondo per impedire ulteriori assassinii dopo la denuncia di un massacro di alcuni membri di una tribù incontattata, e hanno accusato i tagli finanziari del governo che hanno lasciato i loro territori senza protezione.

Paulo Marubo, un leader indigeno del Brasile occidentale, ha dichiarato: “È probabile che vi saranno altri attacchi e assassinii. I tagli ai finanziamenti del FUNAI stanno danneggiando le vite dei popoli indigeni, specialmente delle tribù incontattate, che sono le più vulnerabili.” (Il FUNAI è l’agenzia per gli affari indigeni in Brasile).

Marubo è il leader della Univaja, un’organizzazione indigena che difende i diritti delle tribù della Frontiera Incontattata, l’area con la più alta concentrazione di tribù incontattate al mondo.

Paulo Marubo, leader di un’organizzazione indigena della Valle del Javarí nella Frontiera Incottattata.
Paulo Marubo, leader di un’organizzazione indigena della Valle del Javarí nella Frontiera Incottattata.

© Amazonas Atual

La COIAB, l’organizzazione che rappresenta gli Indiani di tutta l’Amazzonia brasiliana, ha denunciato i massicci tagli al budget del FUNAI che hanno lasciato molti territori indigeni indifesi.

“Condanniamo con forza gli attacchi brutali e violenti contro questi Indiani incontattati. Questo massacro dimostra esattamente quanto i diritti dei popoli indigeni in questo paese siano arretrati [negli ultimi anni].

I tagli e lo smantellamento del FUNAI sono stati implementati per promuovere gli interessi di potenti politici che vogliono continuare a saccheggiare le nostre risorse, e aprire i nostri territori allo sfruttamento minerario.”

I primi rapporti ufficiosi emersi dall’Amazzonia la scorsa settimana riferiscono che fino a 10 indigeni incontattati sono stati assassinati dai cercatori d’oro e i loro corpi sono stati mutilati e poi gettati nel fiume.

I minatori si sarebbero vantati in un bar nella città vicina delle atrocità commesse, le cui vittime comprendevano donne e bambini. Il pubblico ministero locale ha aperto un’indagine.

Questi Indiani Sapanawa hanno intrapreso il primo contatto nel 2014. Gli indigeni hanno raccontato che la loro comunità era stata attaccata ed erano state uccise così tante persone da non riuscire a seppellirle tutte.
Questi Indiani Sapanawa hanno intrapreso il primo contatto nel 2014. Gli indigeni hanno raccontato che la loro comunità era stata attaccata ed erano state uccise così tante persone da non riuscire a seppellirle tutte.

© FUNAI/Survival

Il massacro sarebbe solo l’ultimo di una lunga serie di precedenti assassinii di indiani isolati in Amazzonia, tra cui il tristemente noto massacro di Haximu avvenuto nel 1993, quando 16 Yanomami furono uccisi da un gruppo di cercatori d’oro.

Più recentemente, è emerso dalla Frontiera Incontattata un gruppo di Indiani Sapanawa riferendo che le loro case erano state attaccate e bruciate da esterni che avevano ucciso così tanti membri della comunità da non riuscire a seppellire tutti i loro corpi.

Tutti i popoli incontattati rischiano la catastrofe se le loro terre non saranno protette. Survival International conduce una campagna per rendere le loro terre sicure e dare loro la possibilità di determinare autonomamente il proprio futuro.

“La decisione del governo brasiliano di tagliare i fondi alle squadre che proteggono i territori degli Indiani incontattati non è stata un errore innocente” ha commentato Stephen Corry, Direttore generale di Survival International. “È stato fatto per soddisfare i potenti interessi di chi vuole aprire i territori indigeni allo sfruttamento minerario, al taglio del legno e agli allevamenti. Queste sono le persone con cui gli indigeni si devono confrontare, e le morti delle tribù incontattate non li scoraggeranno. Solo una mobilitazione mondiale potrebbe equilibrare il confronto a favore degli indigeni e impedire ulteriori simili atrocità. Noi conosciamo l’efficacia della pressione pubblica – molte delle campagne di Survival hanno avuto successo nonostante avversità di questo tipo.”