Dopo essere stati contattati dai missionari negli anni '80, un quarto della tribù degli Zo’é fu distrutto da malattie.

Dopo essere stati contattati dai missionari negli anni ’80, un quarto della tribù degli Zo’é fu distrutto da malattie. © Fiona Watson/Survival

Un missionario legato al controverso gruppo americano New Tribes Mission (NTM) è stato accusato di aver trattenuto circa 100 Indiani amazzonici in condizioni scioccanti, “analoghe a schiavitù”.

Tra il 2010 e il 2012, 96 Zo’é sarebbero infatti stati costretti a lavorare nel redditizio commercio brasiliano di noci, raccogliendo noci nella foresta in cambio di vecchi vestiti, padelle e altri beni industriali. Il pubblico ministero ha sollevato il caso, che ora è al vaglio di un tribunale locale.

Il resoconto del pubblico ministero afferma che “gli Indiani erano accampati in rifugi di plastica e paglia… non vi era cibo ed erano visibilmente magri, alcuni di loro erano malati”.

Il missionario Luiz Carlos Ferreira e il commerciante di noci brasiliane Manoel Ferreira de Oliveira, sarebbero stati entrambi membri della NTM, che nel 1987 contattò illegalmente gli allora incontattati Zo’é.

Un quarto della tribù fu spazzato via dalle malattie. Le autorità brasiliane espulsero i missionari della NTM nel 1991, e la Corte Suprema brasiliana gli vietò di tornare.

Tuttavia, Luiz Carlos Ferreira aveva stabilito una base nella terra di Manoel Ferreira de Oliveira, nei pressi del territorio degli Zo’è, apparentemente per indurre i membri della tribù ad uscire dalle loro terre ed evangelizzarli.

Sebbene siano stati contatti per la prima volta più di 30 anni fa, gli Zo’é – che oggi contano circa 260 membri – sono ancora estremamente vulnerabili alle malattie trasmesse dagli estranei.

Le tribù incontattate sono le società più vulnerabili del pianeta. Intere popolazioni possono essere decimate da malattie come l’influenza e il morbillo verso cui non hanno alcuna difesa immunitaria.