Leader Guarani muore sulla strada

Costretti a vivere in accampamenti di fortuna ai margini della strada, i Guarani sono sottoposti a molti pericoli.

Costretti a vivere in accampamenti di fortuna ai margini della strada, i Guarani sono sottoposti a molti pericoli.
© Sarah Shenker/Survival

Uno dei più rispettati portavoce dei Guarani brasiliani, José de Almeida Barbosa, è morto lungo una strada.

Zezinho, come era conosciuto da tutti, era appena tornato dal Rio+20, il summit delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile. Stava andando in bicicletta dalla sua comunità di Laranjeira Ñanderu verso la città più vicina, per sollecitare ancora una volta le autorità di istituire uno scuola-bus per i bambini guarani, quando è stato investito da un veicolo. Portato subito in ospedale, è morto poco dopo per le ferite riportate.

Aty Guaçu, l’organizzazione dei Guarani, ha dichiarato in un comunicato stampa che “Zezinho è morto combattendo per la terra e la giustizia”.

Il testo ricorda anche le parole di Zezinho, ripetute in molte assemblee guarani: “Sto lottando per ricuperare Laranjeira Ñanderu, la nostra antica tekoha (terra ancestrale) e per i nostri figli. Morirò per questo, lo so. Ma mi batterò fino alla morte”.

La morte di Zezinho sottolinea ancora una volta i gravi pericoli a cui sono sottoposti molti Guarani che vivono accampati ai margini delle strade. Negli ultimi anni, i Guarani di Laranjeira Ñanderu morti in modo simile sono già tre.

Damiana, una donna guarani della comunità di Apyka’y, ha perso il marito e tre figli sulla strada lungo la quale erano accampati. Nel 2009, un gruppo di uomini armati ha sparato sulla comunità e ha bruciato le case.

Damiana ha perso la sua famiglia lungo la strada e un gruppo di uomini armati ha distrutto le tende dei Guarani.

Damiana ha perso la sua famiglia lungo la strada e un gruppo di uomini armati ha distrutto le tende dei Guarani.
© CIMI

I Guarani di Laranjeira Ñanderu hanno trascorso anni accampati al lato della strada vicino alla loro tekoha, occupata da decenni dagli allevatori di bestiame.

Dopo molti tentativi di riconquistare parte di questa terra, nel 2011 sono finalmente riusciti a ritornare in una sua piccola parte.

In gennaio è arrivata un’ordinanza di sfratto, poi revocata da un giudice che ha consentito ai Guarani di rimanere sulla loro terra mentre vengono condotti studi antropologici per determinare la dimensione del territorio.