Manifestazioni di protesta alle Nazioni Unite a sostegno degli Jumma

Gli Jumma e popoli indigeni di tutto il mondo manifestano davanti alle Nazioni Unite a New York perché sia rispettato il trattato di pace.
Gli Jumma e popoli indigeni di tutto il mondo manifestano davanti alle Nazioni Unite a New York perché sia rispettato il trattato di pace.
© Ben Powless

Il popolo tribale degli Jumma
del Bangladesh ha protestato questa settimana davanti alla sede newyorchese delle Nazioni Unite, per chiedere il rispetto del trattato di pace stretto ormai quattordici anni fa. Alla manifestazione si sono uniti popoli indigeni di tutto il mondo.

Nel 1997 il governo del Bangladesh e gli Jumma avevano firmato un accordo di pace che impegnava il governo a smantellare i campi militari dalle colline Chittagong (CHT) dove vivono gli Jumma. Secondo gli accordi, il governo avrebbe dovuto anche metter fine al furto della terra indigena da parte di coloni ed esercito. L’accordo aveva alimentato le speranze, ma oggi i campi sono ancora attivi e le violenze e il furto della terra continuano.

Sulle CHT abitano 11 tribù, conosciute collettivamente con il nome di Jumma per il loro particolare modo di coltivare la terra, detto “Jhum”. Negli ultimi sessant’anni centinaia di migliaia di coloni sono stati trasferiti nelle colline indigene sfrattando il popolo degli Jumma e sottoponendolo a brutale repressione.

“L’esercito del Bangladesh deve porre fine alle violazioni dei diritti umani” ha dichiarato Victoria Tauli Corpuz, ex presidente del Forum Permanente sulle Questioni Indigene (UNPFII), nel corso della manifestazione. “E devono essere compiute indagini sugli attacchi, che avvengono ormai in modo sistematico”.

“Finché il sole brilla, l’erba cresce e i fiumi scorrono, tutti i trattati dovrebbero essere rispettati” ha dichiarato il Capo Wilton Littlechild, presidente della Commissione Pace e Riconciliazione del Canada. “E oggi sono sanciti anche dalla Dichiarazione ONU sui Diritti dei Popoli Indigeni”.

Al raduno hanno partecipato molti dei popoli indigeni impegnati nei lavori della decima sessione del UNPFII, tra cui rappresentante provenienti da USA, Canada, Filippine, Norvegia, Bangladesh e Kenia.