Manifestazione contro la diga Belo Monte.
Manifestazione contro la diga Belo Monte.

© Verena Glass/Survival

L’agenzia brasiliana per l’ambiente IBAMA ha rilasciato una “parziale” licenza d’installazione per la diga Belo Monte che deve essere costruita sul fiume Xingu, in Amazzonia.

La licenza autorizza le fasi iniziali dei lavori, tra cui il disboscamento di vaste aree di foresta. La decisione comporta numerose violazioni dei diritti umani e ambientali, e ignora la massiccia opposizione della popolazione locale.

“Dopo aver preso una decisione come questa” ha commentato il procuratore Felício Pontes Jr, “possiamo definire l’IBAMA come il più grande violatore ambientale dell’Amazzonia”.

L’ufficio del Pubblico Ministero del Brasile ha chiesto una sospensione immediata della licenza che è stata rilasciata illegalmente poiché la maggior parte delle condizioni richieste per ottenerla – condizioni stabilite dalla stessa IBAMA – non è stata rispettata.

Se costruita, la Belo Monte diventerebbe la terza diga più grande al mondo. Potrebbe devastare un’ampia area della foresta e compromettere la fauna ittica da cui migliaia d’indigeni dipendono per sopravvivere.

Gli Indiani non hanno dato il loro consenso al progetto. Hanno organizzato manifestazioni di protesta su larga scala e, se la costruzione avrà inizio, minacciano di trasformare lo Xingu in un fiume di sangue.

Particolarmente vulnerabili sono gli Indiani incontattati che vivono nei pressi del sito di costruzione della diga. Le malattie esterne introdotte dalle migliaia di persone che immigrerebbero nella zona per effettuare i lavori potrebbero decimarli o sterminarli tutti.

Survival International ha chiesto alle autorità brasiliane di impedire la costruzione della diga fino a quando e solo se sarà garantita l’incolumità della terra e delle vite degli Indiani incontattati.

Un rapporto pubblicato recentemente da International Rivers e da Friends of the Earth – Brazilian Amazonia, denuncia gli immensi rischi sociali, ambientali, legali e finanziari del progetto Belo Monte. Scarica il rapporto (in portoghese, 8 MB pdf).

Il mese scorso, il presidente dell’IBAMA Abelardo Bayma si è dimesso, presumibilmente a causa delle grandi pressioni subite dal Ministero delle Miniere e dell’Energia e da parte del nuovo presidente Dilma Rousseff ad autorizzare la costruzione della diga.