Donna Guarani con figlio.
Donna Guarani con figlio. © João Ripper/Survival

Sono stati recentemente pubblicati due rapporti di denuncia della drammatica condizione in cui vivono gli indigeni Guarani del Mato Grosso do Sul, in Brasile; entrambi i documenti definiscono cruciale la mappatura e il riconoscimento legale delle loro terre ancestrali.

Nel primo dossier, presentato lo scorso aprile dal Ministero Pubblico brasiliano, si riconosce che i Guarani sono affetti da un’altissima mortalità infantile e dai più elevati tassi di suicidio e omicidio di tutto il paese. Il documento riconduce questa situazione ai conflitti territoriali scatenatisi a causa dell’incapacità delle autorità di rispettare la legge brasiliana e di riconoscere il diritto alla terra del Guarani; molti di loro oggi vivono ammassati in minuscole riserve lungo i cigli delle strade.

Nel dossier sono anche elencati i violenti attacchi compiuti contro le comunità guarani, in particolare dopo i tentativi degli indigeni di rioccupare le terre che erano state loro rubate loro dall’industria agricola o dalle politiche di colonizzazione del governo. Uno di questi attacchi, avvenuto nel settembre 2009, viene descritto come un caso di “genocidio”.

Infine documenta l’assassinio di vari indigeni, tra cui quello di Marcos Veron, un leader guarani stimato e riconosciuto a livello internazionale, come esempio della condizione di insicurezza cronica in cui vivono i 70.000 indigeni dello stato.

Il secondo rapporto, pubblicato dal Consiglio per la Difesa dei Diritti della Persona (CDDPH) del Segretariato per i Diritti Umani del governo e presentato il mese scorso al Ministero della Giustizia, dichiara che i Guarani vivono in “condizioni estremamente precarie”. Riporta che gli indigeni soffrono per la mancanza di terra, per non avere accesso ai servizi sanitari di base, per gli alti livelli di violenza e discriminazione, per la mancanza di cibo e di acqua pulita; e riconosce che alcuni bambini sono affetti da gravi forme di malnutrizione.

Il dossier rileva anche un aumento delle malattie tra i Guarani, dovuto all’esposizione ai pesticidi utilizzati nelle aziende agricole vicine, spesso costruite sulle loro terre.

Tra le varie raccomandazioni contenute, il rapporto sollecita il FUNAI, il dipartimento agli affari indigeni del governo, a concentrarsi sulla mappatura delle terre guarani, e chiede l’intervento della polizia e del Ministero Pubblico nei casi di discriminazione dei Guarani.

Survival continua la sua azione di protesta e lobbying contro il governo brasiliano a cui chiede di rispettare la legge brasiliana e quella legge internazionale e di riconoscere con urgenza i diritti territoriali dei Guarani. Alcuni mesi fa ha anche portato il problema all’attenzione dell’ONU attraverso la pubblicazione di un dossier sul caso.