La società "Kalahari Diamonds Limited", fondata per iniziativa della BHP Billiton e parzialmente di sua proprietà, ha ricevuto un finanziamento di 2 milioni di dollari da parte dell'Istituto Finanziario Internazionale (IFC) per effettuare prospezioni diamantifere all'interno della Central Kalahari Game Reserve (CKGR), in Botswana. L'IFC (che fa parte della Banca Mondiale e conta tra i suoi membri anche l'Italia) ha approvato il progetto il 13 febbraio scorso.

La CKGR è la terra ancestrale dei Boscimani Gana e Gwi e dei Bakgalagadi. Dopo 15 anni di persecuzioni, nel febbraio 2002 gli ultimi Boscimani sopravvissuti sono stati tutti deportati dalle loro abitazioni. Oggi, solo 100 di loro sono riusciti a tornare a casa nonostante i controlli delle autorità.

I documenti governativi di cui Suvival è riuscita ad entrare in possesso dimostrano chiaramente che il territorio dei Boscimani è già stato quasi interamente parcellizzato ed assegnato alle compagnie minerarie. Alla luce delle prove conseguite, risultano sempre più paradossali le dichiarazioni del governo, che continua a negare l'esistenza di progetti di sfruttamento minerario nella regione: "There is no mining nor any plans for future mining anywhere inside the Central Kalahari Game Reserve": queste sono le parole che si possono tuttora leggere nel sito governativo ufficiale e nelle lettere di risposta che il Ministro Agli Affari Esteri invia ai sostenitori dei Boscimani.

Nonostante l'IFC sostenga che le comunità indigene siano state informate e abbiano partecipato allo sviluppo del progetto, nessuna comunità boscimane della CKGR è stata mai consultata per esprimere un parere a riguardo.

Anche la De Beers ha ottenuto un ampliamento delle sue concessioni minerarie nella CKGR. Nel novembre scorso, la compagnia ha minacciato di denunciare Survival per aver associato il problema delle deportazioni dei Boscimani agli interessi diamantiferi sul territorio.