Una delle straordinarie immagini diffuse da Survival.
Una delle straordinarie immagini diffuse da Survival. © G. Miranda/FUNAI/Survival

Il giornale britannico The Observer, responsabile di aver scritto un articolo ingannevole che insinuava che le foto degli Indiani incontattati diffuse da Survival sarebbero state “una bufala”, ha oggi ammesso che la sua versione dei fatti era “inesatta, menzognera [e] distorta”.

Di fronte alle repliche e alle richieste di rettifica di Survival, l’autore dell’articolo in questione, il caporedattore agli esteri Peter Beaumont, aveva inizialmente minacciato di far causa a Survival per diffamazione.

Quando l'Observer ha rifiutato di pubblicare una smentita, Survival ha presentato un reclamo formale alla Commissione Reclami della Stampa Britannica. Dopo un’indagine, la Commissione ha oggi sollecitato l’Observer a pubblicare la smentita.

Insieme alle sue scuse, l’Observer ha anche ammesso che le foto e il comunicato stampa di Survival erano “perfettamente validi”.

Stephen Corry, direttore di Survival International ha dichiarato: “L’articolo originale dell’Observer ha recato alla causa indigena un doppio danno. In primo luogo perché ha insinuato in tutto il mondo l’idea che Survival non sia attendibile e, in secondo luogo, perché l’articolo è stato strumentalizzato dagli oppositori dei diritti dei popoli indigeni per affermare che le foto degli Indiani isolati d’Amazzonia sono false”.

“Oltretutto, il giornale non solo si è rifiutato di presentare spontaneamente le sue scuse per l’inesattezza e la falsità dell’articolo, ma il suo autore ha anche minacciato di far causa a Survival!

“Gran parte della forza della nostra associazione sta nella sua reputazione: quella di diffondere informazioni rigorose e accurate sulle questioni dei popoli tribali. Difenderemo questa reputazione fino in fondo e siamo contenti che l’Observer abbia finalmente riconosciuto il suo errore”.

Clicca qui per leggere l’articolo dell’Observer del 22 giugno scorso, poi ripreso da gran parte della stampa internazionale.

Clicca qui per leggere l’articolo dell’Observer con le scuse a Survival.

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