Tra i popoli tribali si diffondono HIV/AIDS

L’HIV/AIDS si sta diffondendo sempre più fra i popoli tribali a causa dell’aumento dei contatti con l’esterno e a drammatici cambiamenti sociali” si legge nel nuovo rapporto di Survival International, “Il progresso può uccidere”.

I casi di HIV/AIDS del Papua occidentale sono almeno 15 volte superiori a quelli dell’intera Indonesia. La provincia è la patria di 312 tribù che sin dall’occupazione militare indonesiana, avvenuta negli Anni Sessanta, hanno subito violenza e oppressione estreme. Molti popoli tribali ritengono persino che i militari indonesiani stiano deliberatamente introducendo l’HIV/AIDS allo scopo di eliminarli.

L’HIV/AIDS era praticamente sconosciuto tra i Boscimani della Central Kalahari Game Reserve del Botswana prima che il governo li sfrattasse dalle loro terre. Ma, nel 2002, nei campo di reinsediamento di New Xade almeno il 40% dei Boscimani morti è deceduto a causa dell’AIDS.

In Brasile, gli Indiani Yanomami riferiscono che i soldati insediati nelle loro terre hanno portato gonorrea e sifilide nelle loro comunità attraverso lo sfruttamento sessuale delle loro donne. Temono quindi che i soldati possano trasmettere anche l’AIDS.

Il direttore di Survival Stephen Corry ha dichiarato oggi: “ I popoli tribali muoiono perché la loro terra è invasa e derubata e perché soccombono a malattie esterne mai conosciute prima. Alla lista degli assassini possiamo aggiungere sempre più spesso l’HIV/AIDS. Questa malattia sta colpendo i popoli più vulnerabili di tutti: quelli che non hanno idea dei rischi che comporta il sesso non protetto, che non hanno accesso ai preservativi, che non ricevono cure adeguate e che sono già poco numerosi. La soluzione più efficace è la più semplice: i governi devono assicurare un’adeguata protezione delle terre tribali”.

Sabato 1 dicembre è la Giornata Mondiale dell’AIDS.

Per leggere la versione inglese del dossier "Il Progresso può uccidere", clicca qui.

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