Gli ultimi Kawahiva sono costretti a vivere in fuga dai taglialegna armati e dai potenti allevatori. L’immagine è tratta da alcune riprese uniche, realizzate durante un incontro fortuito con alcuni funzionari governativi.

Gli ultimi Kawahiva sono costretti a vivere in fuga dai taglialegna armati e dai potenti allevatori. L’immagine è tratta da alcune riprese uniche, realizzate durante un incontro fortuito con alcuni funzionari governativi. © FUNAI

Un gruppo di taglialegna è stato arrestato nei pressi del territorio dei Kawahiva incontattati, nell’Amazzonia brasiliana. Lo ha trovato una task-force del governo, che ha poi anche confiscato quaranta carichi di legname abbattuto illegalmente.

I taglialegna sono stati arrestati nella Riserva di Guariba: una zona cuscinetto che protegge il territorio dei Kawahiva, estremamente vulnerabili. La tribù non ha contatti con il mondo esterno, e le attività dei taglialegna nel suo territorio rischiano di essere fatali.

I popoli incontattati sono le società più vulnerabili del pianeta. Di loro sappiamo molto poco. Ma sappiamo che nel mondo ce ne sono più di cento. E sappiamo che intere popolazioni vengono sterminate dalla violenza di stranieri che le derubano delle loro terre e delle loro risorse, e da malattie come l’influenza e il morbillo, verso cui non hanno difese immunitarie.

Proprio per per attirare l’attenzione sulla difficile condizione della tribù, il mese scorso il celebre attore britannico Mark Rylance ha lanciato il video di Survival ‘Gli ultimi Kawahiva’.

“Il luogo dove gli Indiani incontattati vivono, pescano, cacciano e coltivano deve essere protetto” ha dichiarato il leader yanomami Davi Kopenawa, anche noto come “Dalai Lama della foresta”. “Il mondo intero deve sapere che sono là nella loro foresta e che le autorità hanno il dovere di rispettare il loro diritto a viverci.”

Dentro e fuori il territorio Kawahiva il disboscamento è dilagante.

Dentro e fuori il territorio Kawahiva il disboscamento è dilagante. © Survival

I Kawahiva rischiano il genocidio. Hanno manifestato chiaramente il desiderio di restare incontattati. Il contatto con l’esterno potrebbe essergli fatale, così come lo è stato per i loro parenti e per innumerevoli altri popoli in passato. Ma la situazione non è affatto senza speranza. Se il loro diritto a vivere indisturbati nella loro terra sarà rispettato, potranno non solo sopravvivere ma anche prosperare.

Il decreto che riconosce ufficialmente la terra Kawahiva come territorio indigeno giace sulla scrivania del Ministro della Giustizia brasiliano dal 2013, in attesa di essere firmato. Survival International, il movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni, sta sollecitando il Ministro ad agire al più presto per salvare i Kawahiva dall’estinzione.

“Se la loro terra non sarà protetta, i Kawahiva rischiano la catastrofe: se la foresta scomparirà, scompariranno anche loro” ha commentato Stephen Corry, Direttore generale di Survival. “Il Brasile deve fare molto di più per impedire l’ennesima estinzione di una tribù.”

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