Indigeni ed esperti a Milano: “Siamo qui per scongiurare una ‘catastrofe’ umanitaria e ambientale”

29 settembre 2015

Questa pagina è stata creata nel 2015 e potrebbe contenere un linguaggio ormai obsoleto.

© Survival

L’1 e 2 ottobre, Survival International – il movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni – porta a Milano i rappresentanti di alcuni dei popoli colpiti e altri esperti internazionali con la speranza di scongiurare una “catastrofe” umanitaria e ambientale.

Due incontri straordinari per catalizzare uno sforzo comune e urgente a favore dei popoli indigeni della bassa valle dell’Omo, Etiopia, e del lago Turkana, Kenya.

© Survival International, 2015

In Etiopia è in corso uno dei più sfrontati accaparramenti di terra che l’Africa abbia mai visto. Le tribù della bassa Valle dell’Omo vengono sfrattate dalle loro terre ancestrali, e i loro pascoli e le loro coltivazioni trasformate in piantagioni industriali di canna da zucchero, cotone e biocarburanti.

La diga Gibe III, realizzata dall’italiana Salini Costruttori, porrà fine alle esondazioni naturali del fiume da cui molte tribù dipendono per le loro coltivazioni e causerà un drammatico abbassamento del livello del lago Turkana, in Kenya, da cui molti altri popoli dipendono per il sostentamento.

Una crisi gravissima potrebbe compromettere la sicurezza alimentare di 500.000 persone tra Etiopia e Kenya, e devastare in modo irreversibile due ambienti unici, dichiarati entrambi Patrimonio dell’Umanità.

Sono numerosi gli studi che dimostrano che la diga Gibe III e i piani agro-industriali ad essa associati potrebbero avere un impatto catastrofico sull’area. Tra gli effetti previsti:

  • Dissesto idro-geologico della valle dell’Omo.
  • Collasso del Lago Turkana, il più grande lago in luogo desertico del mondo.
  • Distruzione di siti archeologici e di ecosistemi unici.
  • Distruzione delle vite e dei mezzi di sostentamento degli indigeni della regione (industria ittica, terreni da pascolo e sofisticati sistemi di coltivazione).
  • Sfratto e reinsediamento di decine di migliaia di indigeni accompagnato da varie forme di abuso.
  • Land grabbing a favore di investitori stranieri.
  • Aumento di carestie e conflitti inter-etnici.


Tre generazioni di Kwegu lungo il fiume Omo, in Etiopia. Oggi i Kwegu soffrono la fame a causa del lento prosciugarsi del fiume. © Alison M. Jones for www.nowater-nolife.org.

La situazione sta precipitando rapidamente e migliaia di persone sono già ridotte alla fame. “Forse moriremo. Il fiume ci tiene in vita. Dove andremo a vivere se portano via l’acqua dal letto del fiume? Se non ci saranno più pesci, cosa daremo da mangiare ai bambini?” ha detto un uomo Kwegu.

Nonostante le numerose denunce di sistematiche violazioni dei diritti umani, però, il programma di sviluppo del governo etiope nella valle dell’Omo continua, con il sostegno diretto e/o indiretto delle agenzie di cooperazione straniere, Italia compresa.

I massimi esperti in materia si riuniranno quindi a Milano per informare cittadini, media, politici, Ong e membri delle agenzie di cooperazione su quanto sta accadendo e denunciare minacce, offuscamenti e responsabilità, in un clima di massima collaborazione.

“Per i popoli indigeni di Etiopia e Kenya la situazione è sempre più critica. I donatori di aiuti all’Etiopia non possono continuare a chiudere gli occhi sulle gravi violazioni dei diritti umani in corso nell’area” ha dichiarato Francesca Casella, Direttrice di Survival International Italia. “Con questa iniziativa vogliamo catalizzare uno sforzo comune e senza precedenti a favore dei popoli indigeni del Corno d’Africa, per un modello di sviluppo che non distrugga i popoli e non neghi i loro diritti.”

“Data la concomitanza di Expo 2015, quale modo migliore per rispondere ad alcune delle sue sfide più stringenti, quali la sicurezza alimentare e la tutela della diversità biologica e culturale nel mondo? Non serve celebrarla nei manifesti pubblicitari o conservarla nei musei: la diversità sopravvive solo se vivono i popoli che la alimentano.”

Interverranno: Gordon Bennett (avvocato, esperto di diritto internazionale e diritti umani, UK); Claudia J. Carr (Associate Professor of Environmental Science, Policy and Management, The University of California, Berkeley); Ikal Ang’elei (portavoce indigena Turkana, Kenya, e co-fondatrice di Friends of Lake Turkana. Ha vinto il Goldman Environmental Prize 2012); Will Hurd (direttore di Cool Ground, Vermont, USA); Nyikaw Ochalla, (rifugiato indigeno Anuak. Ha fondato e dirige l’Anywaa Survival Organisation per la giustizia sociale e per lo sviluppo sostenibile in Etiopia).

Il convegno tecnico sarà moderato da Gianni Rufini, Direttore generale di Amnesty International Italia.

Note ai redattori:

- A fine agosto, su ricorso di Survival, sono stati resi pubblici i risultati delle due missioni sul campo condotte nell’agosto 2014 dai principali donatori di aiuti all’Etiopia tra cui il Dipartimento britannico per lo Sviluppo Internazionale (DFID), l’USAID, l’Unione Europea e l’Italia.
- Per maggiori informazioni consulta la pagina dedicata all’evento
- Per richiedere la cartella stampa e/o per prenotare un’intervista inviare una e-mail a [email protected], o telefonare al numero 02 8900671
- Per scaricare la locandina clicca qui.

Popoli della valle dell'Omo
Popolo

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