Giornata mondiale della fauna selvatica: indigeni denunciano persecuzioni nel nome della ‘conservazione’

I ‘Pigmei’ Bayaka del Congo e i Baiga dell’India denunciano abusi da parte delle guardie forestali, che li perseguitano per indurli ad abbandonare le loro terre.

I ‘Pigmei’ Bayaka del Congo e i Baiga dell’India denunciano abusi da parte delle guardie forestali, che li perseguitano per indurli ad abbandonare le loro terre.
© Survival

In occasione della Giornata mondiale della fauna selvatica che si celebra il 3 marzo, Survival International – il movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni – denuncia gli abusi che i popoli indigeni subiscono nel nome della “conservazione” della fauna selvatica.

In un video molto forte, alcuni “Pigmei” Bayaka nella Repubblica del Congo parlano del legame profondo che hanno con le loro terre e denunciano gli abusi che subiscono per mano dei funzionari e delle guardie forestali – spesso finanziate da grandi organizzazioni conservazioniste come il WWF e la Wildlife Conservation Society.

In India, migliaia di Baiga sono stati sfrattati illegalmente e con la forza dalla riserva delle tigri di Kanha – set del famoso “Libro della giungla”. La vita di intere comunità, che ora si ritrovano divise e senza terra, è stata distrutta mentre i turisti sono incoraggiati a visitare la riserva.

Guarda le video-testimonianze dei Bayaka e dei Baiga.



“Le eco-guardie [squadre anti-bracconaggio] ci costringono a restare seduti qui, affamati” racconta una donna Bayaka. “Hanno rovinato il nostro mondo. Se cerchiamo di cacciare nella foresta, ci picchiano molto forte. Se ci sorprendono nella foresta, arrivano addirittura ad ucciderci.”

“I funzionari forestali mi dissero di spostare il bambino che avevo ai piedi. Poi mi picchiarono sulla schiena con dei bastoni finché non caddi a terra” ha raccontato un’altra donna Bayaka a Survival nel 2013. “E ogni volta che parlavano, mi picchiavano.”

“Dateci del cibo avvelenato, finiteci qui e adesso. Va bene, ma non ci sradicate da qui” aveva detto un uomo Baiga a Survival nel 2012. Nel 2014 la sua comunità è stata sfrattata da Kanha nel nome della conservazione della tigre.

I Baiga sono stati sfrattati a forza e illegalmente dalla Riserva delle tigri di Kanha – set del ‘Libro della giungla’.

I Baiga sono stati sfrattati a forza e illegalmente dalla Riserva delle tigri di Kanha – set del ‘Libro della giungla’.

© Survival International

I popoli indigeni sono i migliori conservazionisti, ma vengono sfrattati illegalmente dalle loro terre ancestrali nel nome della “conservazione”.

La campagna di Survival ‘Parks Need Peoples’ (I parchi hanno bisogno dei popoli) chiede un cambiamento radicale delle politiche per la conservazione, basato sui principi che i popoli indigeni sono i migliori conservazionisti e che, solitamente, sfrattarli con la forza dalle loro terre ancestrali provoca anche degrado ambientale.

“Le organizzazioni che hanno come missione la conservazione della fauna selvatica devono ripensare radicalmente il loro modo di lavorare” ha dichiarato oggi il Direttore generale di Survival International Stephen Corry. “Devono capire che i partner junior sono loro, e non i popoli indigeni – privati delle loro terre, perseguitati e maltrattati.”

Nota ai redattori:

- Scarica i principi di Survival sulla conservazione, ‘La loro terra, il nostro futuro’.
- Scarica il nuovo, durissimo rapporto di Survival ‘Parks need peoples’.
- “Pigmei” è un termine collettivo usato per indicare diversi popoli cacciatori-raccoglitori del bacino del Congo e di altre regioni dell’Africa centrale. Il termine è considerato dispregiativo e quindi evitato da alcuni indigeni, ma allo stesso tempo viene utilizzato da altri come il nome più facile e conveniente per riferirsi a se stessi. Clicca qui per ulteriori informazioni in merito.