I Principi Harry, William e Carlo. I gruppi per la conservazione sostenuti dai tre reali finanziano guardie forestali accusate di numerosi abusi contro i popoli indigeni.

I Principi Harry, William e Carlo. I gruppi per la conservazione sostenuti dai tre reali finanziano guardie forestali accusate di numerosi abusi contro i popoli indigeni. ©

Charles Nsonkali ha scritto ai Principi William e Harry chiedendo loro di intervenire con urgenza per fermare le terribili atrocità commesse dall’industria della conservazione contro i Baka del Camerun. Charles è Program Supervisor di Okani, un’organizzazione indigena della regione orientale del Camerun.

Charles Jones Nsonkali lavora per l'organizzazione baka Okani e lotta da trent’anni per i diritti dei Baka.

Charles Jones Nsonkali lavora per l’organizzazione baka Okani e lotta da trent’anni per i diritti dei Baka. © Survival

Secondo Charles, le guardie forestali che pattugliano le aree protette dell’Africa centrale “torturano i Baka e rendono la loro vita un inferno. Costringono i Baka a spogliarsi e li picchiano, li umiliano, li costringono a gattonare a quattro zampe, e distruggono i loro accampamenti e i loro beni.”

Le guardie vengono finanziate, addestrate e supportate da organizzazioni per la conservazione occidentali, tra cui la Wildlife Conservation Society (WCS) e il WWF.

Violenze sui Baka nel nome della conservazione

Nel Camerun sudorientale, molti Baka vengono sfrattati illegalmente dalle loro terre ancestrali nel nome della “conservazione”.

Sono accusati di bracconaggio perché cacciano per mangiare.

Subiscono arresti e pestaggi, torture e morte per mano di squadre anti-bracconaggio sostenute dal WWF.

Molti Baka (come la donna che parla nel video) si riferiscono alle squadre anti-bracconaggio con il termine di “dobi-dobi” (WWF), poiché non fanno distinzioni tra il WWF e il Ministero camerunense alle Foreste e alla Fauna.

Survival International, il movimento mondiale per i popoli indigeni, ha pubblicato la lettera di Charles in occasione della Conferenza sul Commercio Illegale di Fauna Selvatica (Illegal Wildlife Trade Conference) in corso a Londra in questi giorni, a cui parteciperanno anche i Principi.

William e Harry sono Ambasciatori di United for Wildlife, una partnership di alcune organizzazioni per la conservazione tra cui il WWF e la WCS. Il Principe Carlo è invece Presidente del WWF UK.

Una locandina della campagna di Survival International che denuncia le atrocità commesse dalle guardie forestali contro i Baka e altri popoli indigeni.

Una locandina della campagna di Survival International che denuncia le atrocità commesse dalle guardie forestali contro i Baka e altri popoli indigeni. © Survival International

Oltre a descrivere le violenze subite dalle comunità baka, la lettera denuncia l’esclusione deliberata – e controproducente – dei popoli indigeni dalla conservazione, nonostante essi conoscano il loro ambiente e la sua fauna meglio di chiunque altro.

“I conservazionisti sembrano pensare che solo gli esterni vogliano prendersi cura della natura, e che siano gli unici a farlo efficacemente, ma per me questo non ha senso…” scrive Charles. “Chi può volersi prendere cura della natura più delle persone che la chiamano casa e che dipendono da essa per la propria sopravvivenza? Chi può sapere come prendersene cura meglio di chi ha camminato nella foresta ogni giorno della sua vita e che ne conosce ogni pianta, ogni albero, ogni creatura? Dovete lavorare con queste persone, non contro di loro!”

Di recente, un video sul viaggio in Africa del Principe William è stato criticato per aver incluso soltanto le prospettive sulla conservazione dei non-africani, promuovendo lo stereotipo del “salvatore bianco”.

“Il video illustra il nuovo paradigma coloniale britannico: il regno della ‘conservazione’” ha commentato l’ecologista keniano e autore di The Big Conservation Lie, Mordecai Ogada. “Questa è l’unica arena in cui l’erede al trono può girare per le colonie e dire ai suoi sudditi come dovrebbero prendersi cura delle proprie risorse.”

Survival International denuncia gli abusi commessi dalla conservazione contro i popoli indigeni da più di trent’anni. “Questo video è rappresentativo della propaganda razzista che promuove i bianchi come i salvatori dell’Africa: i non-Africani sono presentati come i veri esperti della conservazione, mentre i locali non hanno altro da dire se non ‘grazie’” ha dichiarato oggi il Direttore generale di Survival International, Stephen Corry. “Questo approccio è obsoleto, e se non cambierà, distruggerà la conservazione stessa. I popoli indigeni sono i migliori custodi del mondo naturale: il movimento per la conservazione non dovrebbe solo ascoltarli, ma lasciarsi guidare da loro.”