Conto alla rovescia: un anno per fermare i “safari umani” in India

4 marzo 2014

Survival, le Nazioni Unite e il Ministro indiano agli Affari Indigeni hanno condannato i “safari umani” nel territorio degli Jarawa (si prega di contattare Survival per l’utilizzo di questa foto). © Salomé

Questa pagina è stata creata nel 2014 e potrebbe contenere un linguaggio ormai obsoleto.

Survival International ha lanciato il conto alla rovescia di un anno per fermare i “safari umani” nei territori degli Jarawa nelle isole Andamane, India.

Per tenere lontani i turisti dalla strada illegale che attraversa la riserva della tribù le autorità delle Andamane si sono impegnate a creare una via marittima alternativa entro il marzo 2015. Al momento, infatti, centinaia di turisti viaggiano ogni giorno nella foresta degli Jarawa.

L’autorizzazione ambientale per la nuova strada, però, non è stata ancora rilasciata e sembra sempre più difficile che la scadenza del marzo 2015 possa essere rispettata.

Sono passati più di due anni da quando il giornale britannico Observer e Survival denunciarono il caso dei safari umani che sconvolse il mondo, ma questa pratica continua ancora oggi. Molti turisti percorrono la strada illegale e attraversano la riserva degli Jarawa per avvistare i membri della tribù, trattandoli come animali in uno zoo.

Per gli Jarawa, però, il tempo sta finendo. I membri della tribù sono estremamente vulnerabili allo sfruttamento di chi invade il loro territorio, come dimostrato di recente dalle rivelazioni scioccanti sul rapimento e lo sfruttamento sessuale delle donne Jarawa da parte dei bracconieri.

I Grandi Andamanesi, vicini degli Jarawa, furono decimati dall’insediamento forzato e dalle malattie introdotte dai colonizzatori britannici. Se i diritti territoriali della tribù continueranno ad essere violati, anche gli Jarawa rischiano lo stesso destino.

Le recenti rivelazioni sullo sfruttamento sessuale delle donne Jarawa da parte dei bracconieri hanno reso ancora più urgente la necessità di rispettare il loro territorio. © Survival

Le Nazioni Unite, il Ministro indiano agli Affari Indigeni e Survival hanno condannato i “safari umani”, e più di 7.000 sostenitori si sono impegnati a non visitare le isole Andamane fino a quando i turisti non saranno banditi dalla strada e non sarà creata una via marittima alternativa.

Survival ha scritto al Ministro dell’Ambiente, Veerappa Moily, per chiedergli di approvare con urgenza la strada alternativa e ha fatto appello al Vice Governatore delle isole, A. K. Singh, affinché garantisca che la nuova via sia resa operativa entro il marzo 2015.

“Le isole Andamane sono inestricabilmente collegate a questa saga vergognosa; finora non è stato fatto quasi nulla per creare una strada alternativa e non ci sono segnali che la questione potrà concludersi presto” ha detto oggi il Direttore generale di Survival International, Stephen Corry. “È ormai un anno che le autorità andamanesi hanno promesso alla Corte Suprema che avrebbero realizzato la via entro il marzo 2015, ma più passa il tempo più l’impegno che hanno preso sembra vano. Le autorità devono rispettare la scadenza che si sono date. Se non sarà così, per gli Jarawa si prospetta un futuro davvero cupo.”

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