Gli Jarawa vivono nelle isole Andamane dell'Oceano Indiano e sono entrati in contatto con il mondo esterno solo recentemente. Lo scorso anno, a seguito della campagna di Survival, la Corte Suprema Indiana ha ordinato la chiusura della strada che attraversa il loro territorio (la Andaman trunk road) e lo sgombero di tutti i coloni insediatisi nell'area. Si è trattato di una decisione coraggiosa e senza precedenti, che ha dato una concreta speranza di sopravvivenza a questo popolo. A un anno di distanza, l'amministrazione delle Isole (che appartengono all'India) ha fatto progressi significativi nell'allontanamento dei coloni; la strada invece è ancora aperta, e continua a mettere gli Jarawa a rischio di malattie e sfruttamento.

Gli Jarawa sono cacciatori-raccoglitori nomadi e hanno resistito al contatto con i coloni delle isole Andamane per quasi 150 anni. In queste isole sono sopravvissute solo quattro tribù. Oltre agli Jarawa, vi sono i Grandi Andamanesi e gli Onge, due popoli sedentarizzati con la forza dalle autorità coloniali inglesi e indiane; il contatto è stato devastante e li ha condotti quasi al limite dell'estinzione. Le malattie e il nuovo stile di vita sedentario hanno portato gli Onge dalle 670 unità del 1900 alle circa 100 di oggi, mentre dei Grandi Andamanesi, che contavano 5.000 persone nel 1848, oggi sono rimasti solo 41 individui. Gli Jarawa, che hanno una popolazione di 250-300 unità, vivono nella foresta pluviale. Cacciano maiali e varani, pescano pesci, tartarughe e dugonghi servendosi di archi e frecce. Raccolgono anche bacche, radici e miele nella foresta. Gli Jarawa sono rimasti ostili verso gli estranei fino a poco tempo fa, quando a piccoli gruppi hanno cominciato ad apparire lungo la strada aperta nel loro territorio, forse per effetto delle pressioni esercitate dai pescatori lungo le loro coste. La quarta tribù, quella dei Sentinelese, vive protetta nell'omonima isola e mantiene un grado un isolamento addirittura maggiore di quello di cui godono gli Jarawa. Nonostante ciò, anche loro vengono messi in pericolo dalle visite di pescatori e funzionari del governo.

A partire dal 1948, gli Indiani sono immigrati a migliaia nelle isole e, insieme ai pescatori provenienti dal mare, hanno progressivamente invaso la riserva jarawa privando la tribù di risorse forestali vitali e introducendo malattie verso cui essi non avevano difese immunitarie. Per la tribù, i pericoli derivanti dai contatti indesiderati aumentarono negli anni Settanta, quando all'interno del loro territorio venne costruito illegalmente il tronco di strada delle Andamane. A causa della strada, gli Jarawa sono esposti oggi a contatti giornalieri con coloro che viaggiano sugli autobus e sui camion che attraversano la riserva; una grave minaccia è rappresentata anche dalla costruzione di nuovi insediamenti, incentivata proprio dall'apertura di una via di comunicazione. Il pericolo di epidemie è molto concreto: nel 1999 un numero imprecisato di Jarawa è morto di morbillo. Il lavoro svolto da Survival e dalle organizzazioni locali è stato molto efficace. Nel 2000 Survival denunciò innanzitutto che la sedentarizzazione forzata avrebbe fatto scomparire gli Jarawa, portando testimonianze e prove sugli effetti avuti da politiche simili su altre popolazioni nomadi. Grazie alle pressioni, l'Alta Corte ha emanato un'ordinanza temporanea sospendendo i piani di sedentarizzazione forzata della tribù. Ma Survival ha anche chiesto la chiusura della strada e la rimozione dei coloni dalla terra degli Jarawa, richieste entrambe accolte dalla corte suprema indiana più di un anno fa.

Il termine ultimo per la chiusura della strada era stato fissato per il mese di agosto del 2002, ma la strada è a tutt'oggi ancora attiva. Le dichiarazioni fatte dal Tenente Governatore dell'isola sull'argomento suggeriscono che l'amministrazione sia riluttante a rendere esecutivo l'ordine. Nel 2003 sono anche stati effettuati dei lavori su una parte della strada destinata alla chiusura mentre i membri del parlamento locale stanno addirittura proponendo un suo ampliamento. Se i ritardi nell'implementazione dell'ordinanza continueranno, l'amministrazione delle Isole Andamane potrebbe essere accusata di vilipendio alla corte. Ma, soprattutto, rischierà di ripetere gli errori commessi in passato dai governi britannico e indiano, distruggendo una delle ultime tribù rimaste nelle isole.

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