India: una strada porta la morte tra le trinù isolate

"Io sono civilizzato, loro no".
L'avvocato indiano che preme per la sedentarizzazione forzata degli Jarawa

La campagna di Survival per la tribù degli Jarawa delle isole Andamane, recentemente contattata, sta avendo un impatto significativo. Gli ultimi sviluppi hanno creato le condizioni per assicurare la loro sopravvivenza. In primo luogo, l'Alta Corte ha temporaneamente sospeso i progetti governativi di sedentarizzazione forzata degli Jarawa, rinviando, almeno per il momento, un'azione che avrebbe avuto conseguenze fatali per la tribù. La sospensione ci dà la straordinaria possibilità di far pressione sul governo perché abbandoni definitivamente i suoi propositi e assicuri agli Jarawa il diritto di vivere come desiderano. In secondo luogo, le autorità delle Andamane stanno valutando la chiusura temporanea, per lavori, della strada che attraversa il territorio indigeno. Se riuscissimo a persuaderle a chiuderla per sempre, cancelleremmo una delle più gravi minacce alla sopravvivenza della tribù.

Gli Jarawa sono una delle quattro tribù sopravvissute nelle Isole Andamane, un gruppetto di isole che si affaccia sulla Baia del Bengala. Due di queste tribù furono "sedentarizzate" dai coloni britannici e dalle autorità indiane con conseguenze catastrofiche: dei ‘Grandi Andamanesi", per esempio, che contavano 5.000 individui nel 1858, sono sopravvissute solo 41 persone. Gli Jarawa sono fino ad oggi scampati a questa tragedia, ma le migliaia di Indiani che si sono stabiliti nelle isole dal 1948 stanno invadendo pericolosamente la foresta fluviale, loro dimora.

Durante la colonizzazione, durata almeno 150 anni, gli Jarawa, il cui numero è di circa 250-300 individui, si sono sempre dimostrati molto ostili verso gli estranei e in particolare verso coloro che entravano nelle loro foreste per cacciare o tagliare il legname. Negli anni Settanta, quando fu scavato un tratto della "strada delle Andamane" nel cuore del loro territorio, dovettero iniziare a combattere anche contro i camion, le auto e gli autobus in transito. Nel 1998, alcuni Jarawa cominciarono a uscire, senza arco né frecce, dalle loro foreste e ad avvicinarsi agli insediamenti indiani. Da quanto si comincia ad intuire oggi (sono in corso i primi studi sulla loro lingua) a spingerli verso i villaggi sarebbe stata la pressione esercitata dai bracconieri sulla costa.

La strada rappresenta una minaccia mortale per la sopravvivenza degli Jarawa, tra cui ha portato violenza e morte sin da quando hanno avuto inizio i primi, illegali lavori di costruzione. Gli Jarawa hanno cercato di opporsi all'invasione della loro area protetta attaccando gli operai e tagliando gli alberi per bloccare il percorso dei bulldozer. Per risposta, gli operai posarono dei cavi ad alta tensione intorno ai cantieri fulminando un numero imprecisato di Jarawa. L'anziano di un villaggio ha dichiarato: "Temendo per la propria vita, nessuno ha levato un grido. Dato che non ci sono rapporti ufficiali, l'amministrazione ne è uscita pulita. Ma noi sappiamo che è successo".

Anche se è già stata ultimata, la strada ha bisogno di continua manutenzione. Per questo, nella riserva jarawa vivono molti operai che tagliano legna per scaldare il bitume e cacciano la selvaggina. Il continuo afflusso di stranieri lungo la strada, inoltre, porta incessantemente con sè la minaccia di epidemie e malattie mortali. Si presume che proprio a causa di tali malattie siano già morte intere famiglie nel folto della foresta e si sa che nel 1999 è scoppiata una grave epidemia di morbillo.

Per garantire agli Jarawa una reale possibilità di sopravvivenza, Survival ritiene che la strada debba essere chiusa. L'amministrazione locale stava pensando di sospenderne l'uso per 2 o 3 anni per apportarvi migliorie e costruirvi dei ponti; durante questo periodo il traffico verrà dirottato sui traghetti. Il fatto che le autorità possono progettare la sua chiusura per un tempo tanto lungo lascia pensare che la strada non sia poi tanto necessaria: è dimostrato infatti che l'utilizzo dei traghetti costituisce il più economico mezzo di trasporto tra le isole principali. Se la strada venisse chiusa per sempre, gli Jarawa potrebbero finalmente vivere in pace sulla loro terra.

La strada deve essere bloccata al più presto per evitare che gli Jarawa subiscano lo stesso destino delle altre tribù delle Andamane, spazzate via dall'azione combinata della colonizzazione e delle malattie. Le autorità dell'India e delle Isole hanno il potere di impedire che la stessa cosa accada agli Jarawa: se falliranno, sarà l'equivalente di un genocidio.

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