Uomini armati incendiano un villaggio e otto Guaraní si suicidano

Mato Grosso do Sul, Brasile

A Survival è giunta notizia che poco dopo la mezzanotte del 14 gennaio, 50 uomini armati sono penetrati nel territorio indigeno dei Guaraní-Kaiowá a Portreo Guaçu. Gli abitanti del villaggio, tra cui molti bambini, sono stati picchiati selvaggiamente, mentre sei donne guarani sarebbero state violentate davanti alle loro famiglie. E' stata inoltre bruciata la maggior parte delle case e 30 Indiani sono stati costretti su di un camion e portati via. Si teme che quei Guaraní di cui non si ha ancora notizia siano "desaparecidos". Le milizie armate sono state assoldate dagli allevatori locali al fine di cacciare i Guaraní dalla loro terra ancestrale. Gli stessi allevatori hanno successivamente chiuso l'accesso all'area, impedendo al FUNAI di far luce sull'episodio e la distribuzione di cibo e medicinali. La Polizia Federale ha ora ripristinato l'accesso ai territori e arrestato 5 miliziani.

Il suicidio sembra essere endemico a quelle comunità guarani cui hanno sottratto le loro terre ancestrali. Nelle ultime tre settimane sei guarani nella riserva di Amambai si sono tolti la vita, altri due nella riserva di Dourados. Il governatore del Mato Grosso do Sul, i capi guarani, le ong brasiliane e gli accademici, correlano tutti lo spaventoso tasso di suicidi alla perdita della terra.

I Guaraní sono stati espulsi da Portreo Guaçu negli anni ‘70 e ‘80 quando il governo brasiliano vendette i titoli della terra ai coloni e agli allevatori. Le petizioni della numerosa comunità indiana che seguirono negli anni successivi convinsero il FUNAI ad identificare la terra dei Guaraní, che tuttavia rimane ancora priva di demarcazione. Così, mortificata da continui rinvii, la comunità fece ritorno a Portreo Guaçu nell'aprile del 1998.

Questa nuova incursione rappresenta il terzo tentativo illegale da parte degli allevatori di cacciare i Kaiowá dalle loro terre. In dicembre un'altra comunità Guaraní è stata sfrattata da Sombrerito con l'uso della violenza; le case degli Indiani ed ogni loro avere sono stati bruciati per scoraggiarne il ritorno.

"Mentre il Brasile si prepara a celebrare l'anniversario dei 500 anni, il governo ha ancora le mani sporche di sangue. Avrebbe potuto e dovuto prevenire ulteriori uccisioni e violenze", ha commentato Stephen Corry, direttore di Survival.

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