Secondo i rappresentanti della chiesa locale, nel Papua Occidentale, dal mese di aprile sono già morti di colera 291 Papuasi. I timori che si possa diffondere una vasta epidemia sono altissimi.

Nel 1961, in Indonesia scoppiò un’epidemia di colera di vaste dimensioni. Si estese rapidamente ad altri paesi, in Asia, Africa e Europa e, infine, nel 1991 approdò in America Latina. Quell’anno, nelle Americhe ci furono quasi 400.000 casi di colera e più di 4.000 morti.

La Chiesa e le organizzazioni in difesa dei diritti umani del Papua occidentale hanno lanciato un appello urgente – hanno interpellato il governo indonesiano e l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ma al momento non hanno ricevuto alcuna risposta. Anche Survival ha esortato il governo indonesiano e l’OMS a prendere misure urgenti.

IL colera è estremamente contagioso e può rapidamente diventare mortale se il paziente non viene trattato e reidratato immediatamente. Il fallimento del governo indonesiano nel rispondere all’emergenza del Papua occidentale rischia di provocare numerosi altri decessi.

I Papuasi soffrono da anni le violenze e le brutalità dei militari indonesiani. Di conseguenza, molti indigeni colpiti dal colera ritengono di essere stati avvelenati dai soldati indonesiani. Spesso non hanno fiducia nelle cure mediche offerte dalle autorità.

Survival ha collaborato con le chiese e le organizzazioni locali allo scopo di raccogliere e diffondere informazioni mediche di base su come trattare al meglio i sintomi del colera e prevenire ulteriori contaminazioni.

Stephen Corry, direttore di Survival oggi ha dichiarato: “Urgono interventi medici adeguati per evitare che altri Papuasi muoiano di colera. L’indifferenza del governo indonesiano è scioccante ed esaspera gli effetti di decenni di brutale repressione militare”.

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