Arrestati 14 bracconieri nelle isole Andamane

21 settembre 2006

Questa pagina è stata creata nel 2006 e potrebbe contenere un linguaggio ormai obsoleto.

La polizia delle isole Andamane ha arrestato 14 bracconieri entrati illegalmente nella riserva della tribù degli Jarawa. Survival e altri gruppi di sostegno avevano chiesto con insistenza al governo di prendere misure contro il bracconaggio, in crescita costante.

In giugno, la polizia ha iniziato una nuova operazione contro il bracconaggio e la pesca di frodo nella foresta degli Jarawa e lungo le loro coste. Da allora, sono già stati compiuti numerosi arresti. È anche stata cambiata la legge in materia per poter infliggere ai colpevoli pene fino a due anni di detenzione. Prima, i bracconieri rischiavano al massimo una multa e spesso restavano impuniti per mancanza di controlli da parte della polizia.

Il bracconaggio è uno dei pericoli più gravi a cui è esposta oggi la tribù, perché la mette a contatto con i coloni, che veicolano malattie potenzialmente fatali. I bracconieri sottraggono anche selvaggina essenziale per la sopravvivenza degli Jarawa ed è risaputo che introducono tabacco e alcolici nella riserva con l'intento di creare dipendenza.

Survival ritiene che oltre a scongiurare il bracconaggio nella riserva, le autorità dovrebbero anche chiudere la Andaman Trunk Road, la principale arteria stradale dell'arcipelago che corre lungo la dorsale delle isole tagliando in due la riserva indigena. La corte suprema dell'India ne aveva ordinato la chiusura nel 2002, ma la superstrada rimane tutt'ora aperta.

È importante anche che gli Jarawa si vedano riconosciuto il diritto di decidere autonomamente del loro futuro. Recentemente, un 'Sottogruppo di esperti' ha redatto un rapporto per la Commissione indiana di pianificazione in cui giunge alla stesa conclusione.

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