Uomini Adivasi osservano la grande miniera di carbone PEKB che ha distrutto gran parte della loro terra ancestrale nella Foresta di Hasdeo, Chhattisgarh. Ora ne è appena stata approvata l’espansione.

Uomini Adivasi osservano la grande miniera di carbone PEKB che ha distrutto gran parte della loro terra ancestrale nella Foresta di Hasdeo, Chhattisgarh. Ora ne è appena stata approvata l’espansione. © Vijay Ramamurthy

Le autorità indiane hanno approvato due nuovi e imponenti progetti per l’estrazione di carbone nelle terre adivasi (indigene), sfidando un forte movimento di resistenza degli indigeni stessi.

La foresta di Hasdeo, nello stato indiano del Chhattisgarh, è un luogo unico, abitato da 20.000 Adivasi. Ciò nonostante, è stata prescelta per una massiccia espansione delle miniere di carbone:

• È stato dato il via libera all’apertura dell’imponente miniera Parsa in foreste che sono la casa di migliaia di Adivasi Gond e Oraon, e di Dalit. Le terre e i mezzi di sussistenza di queste persone verranno distrutti, e 200.000 alberi verranno abbattuti

• Sarà ampliata la miniera PEKB, che ha già distrutto terre di vitale importanza per migliaia di Adivasi che vivono ad Hasdeo

Donne Adivasi della Foresta di Hasdeo in marcia per protestare contro le miniere di carbone.

Donne Adivasi della Foresta di Hasdeo in marcia per protestare contro le miniere di carbone. © Survival

Moltissimi Adivasi di Hasdeo hanno iniziato una protesta a oltranza. “La situazione è critica e per questo abbiamo deciso di protestare a oltranza. Se ci porteranno via le nostre terre, le future generazioni perderanno la loro identità e la nostra esistenza sarà cancellata per sempre” ha denunciato Muneshwar Porte, un uomo Adivasi del villaggio di Fatehpur, destinato a essere distrutto.

Entrambi i progetti saranno realizzati da Adani, la famigerata compagnia che gestisce la miniera di carbone PEKB, già operativa ad Hasdeo.

La miniera Parsa produrrà 5 milioni di carbone all’anno per oltre 45 anni per fornire energia allo stato del Rajasthan, nonostante esso abbia già un enorme potenziale in energia solare.

“Nell’ultimo decennio gli Adivasi di Hasdeo hanno bussato con tutte le loro forze a ogni porta per tentare di proteggere la loro foresta sacra e hanno persino marciato per 300 chilometri per incontrare il Primo Ministro” ha detto la ricercatrice di Survival International, Jo Woodman. “Ma anziché dare priorità ai diritti dei popoli indigeni e alla costituzione indiana, il governo ha scelto di privilegiare le miniere di carbone.”

“Questa decisione è catastrofica anche per la lotta ai cambiamenti climatici. Gli Adivasi, i veri proprietari e custodi della foresta di Hasdeo, stanno intensificando la loro coraggiosa resistenza contro attività minerarie a cui non hanno dato il loro consenso. Stare al loro fianco nella lotta per difendere la foresta e lasciare il carbone sottoterra dovrebbe essere una priorità globale.”

Note ai redattori:

Secondo quanto previsto dalla legge indiana, non possono essere realizzate miniere nelle terre adivasi senza il consenso del popolo interessato. Affermazioni secondo cui le comunità avrebbero acconsentito alla miniera Parsa sono state duramente rigettate dagli stessi Adivasi, che le hanno definite ‘una falsità’. Il Governatore del Chhattisgarh aveva promesso di avviare un’indagine sulle modalità con cui sarebbe stato ottenuto il “consenso”, ma il governo ha approvato comunque il progetto.