Hidme Markam, attivista Adivasi, arrestata per aver protestato pacificamente per i diritti del suo popolo.

Hidme Markam, attivista Adivasi, arrestata per aver protestato pacificamente per i diritti del suo popolo.
© Survival

Hidme Markam, nota attivista Adivasi (indigena) della tribù Koya, è stata arrestata martedì 9 marzo nel corso di evento organizzato in occasione della Giornata Internazionale della Donna, nello stato indiano del Chhattisgarh. Un video ha ripreso il momento in cui Hidme veniva spinta con violenza su un’auto tra le proteste delle altre attiviste presenti.

Markam ha 28 anni ed è un’attivista per i diritti indigeni che lavora per impedire le estrazioni minerarie in una montagna sacra nel sud del Chhattisgarh, per fermare le violenze della polizia e la costruzione di campi paramilitari

È la coordinatrice del Jail Bandi Rihai Committee, un gruppo che chiede la scarcerazione di migliaia di Adivasi criminalizzati, etichettati come Naxaliti [ribelli maoisti armati] e tenuti – spesso per molti anni – in custodia cautelare per aver chiesto il rispetto dei loro diritti. Una condizione in cui ora si ritrova anche lei.

Secondo la polizia, Markam è stata arrestata per una serie di denunce presentate tra il 2016 e il 2020 in relazione all’attività maoista. La polizia ha inoltre affermato che sulla sua testa c’era una taglia di circa 1.200 euro.

Queste accuse vengono contestate da altri attivisti, come Soni Sori, che ha affermato: “Non è una maoista come ha affermato la polizia. Lotta con il movimento Jal-Jangal-Jameen (acqua, foresta e terra) degli indigeni a Bastar. Si è recata frequentemente negli uffici del Sovrintendente di Polizia (SP) e del Collettore distrettuale [funzionario governativo] e ha incontrato molte personalità di spicco… per parlare dei problemi degli indigeni… Avete mai sentito di un Maoista che va nell’ufficio del Sovrintendente della Polizia o del Collettore, che incontra il Primo Ministro [del Chhattisgarh], il Governatore e rivela apertamente la sua identità?”

La polizia ha dichiarato che sarà tenuta in custodia cautelare per 10 giorni. Gli avvocati stanno facendo richiesta di cauzione.

Il suo arresto ha il chiaro intento di mandare un avvertimento a coloro che si espongono a favore dei diritti delle donne e degli Adivasi, contro le attività estrattive e la repressione statale. È un altro segnale dei crescenti attacchi ai diritti degli Adivasi e alla democrazia in India, sotto il regime autoritario di Narendra Modi. L’assalto alle vite e ai diritti degli Adivasi è implacabile persino nello stato di Chhattisggarh, che non è sotto il controllo del partito di Modi.

In India chi dissente, soprattutto gli Adivasi e i loro sostenitori – vengono spesso etichettati come “anti-nazionalisti” e sono accusati di sedizione o detenuti secondo il draconiano Unlawful Activities (Prevention) Act (UAPA). Nel novembre 2020, sono stati accusati in base allo UAPA ben 67 attivisti in soli due stati federali. 10.000 Adivasi sono stati accusati di sedizione per aver posato all’ingresso dei loro villaggi pietre con incisi i loro diritti costituzionali.

Il trattamento che Hidme Markam potrebbe ricevere durante la custodia cautelare desta grandi preoccupazioni. L’evento a cui partecipava quando è stata arrestata aveva l’obiettivo di denunciare gli abusi sessuali commessi nei confronti delle donne Adivasi. Commemorava infatti le vite di due giovani donne adivasi che sono state aggredite fisicamente e sessualmente dalla polizia del Chhattisgarh, e successivamente si sono tolte la vita.

Recentemente Hidme Markam aveva registrato un video messaggio per Survival, in cui descrive il modo in cui le donne adivasi vengono trattate in India. “Vengono picchiate ogni giorno, vengono incarcerate…” ci ha detto. Ogni giorno, ovunque vadano, le nostre donne subiscono gli stessi tipi di abusi. L’unica possibilità che noi donne abbiamo per fare progressi è di stare unite, per salvare dall’estrazione mineraria la nostra acqua, le foreste e la terra.”

Survival si unisce agli Adivasi and e alle organizzazioni della società civile indiana nel chiedere il rilascio di Hidme Markam.