WWF: rivelazioni della TV olandese su programmi di sterilizzazione e politica dello “sparare a vista”

Zembla, un programma TV olandese, ha realizzato una nuova indagine sulle pratiche del WWF rivelando il coinvolgimento in programmi di sterilizzazione nei dintorni di parchi nazionali.

Zembla, un programma TV olandese, ha realizzato una nuova indagine sulle pratiche del WWF rivelando il coinvolgimento in programmi di sterilizzazione nei dintorni di parchi nazionali.

© Survival

Uno scioccante reportage realizzato dalla televisione olandese ha denunciato il coinvolgimento del WWF in programmi di sterilizzazione nei dintorni di parchi nazionali.

La controversa politica per ridurre la popolazione umana nei dintorni di aree protette è stata condannata come “totalmente immorale” dal Direttore generale di Survival International, Stephen Corry. “Vi immaginate il WWF promuovere la sterilizzazione di donne che vivono intorno a parchi nazionali di Europa o Stati Uniti? Il fatto che sia considerato accettabile in India e in Africa è razzismo puro e semplice” ha affermato Corry.

L’indagine ha anche fornito prove secondo cui il personale del WWF non solo era a conoscenza della politica dello sparare a vista in India, dove si usa la frase “uccidere gli indesiderati”, ma non ha fatto niente per cambiarla.

Il reportage, intitolato “Vittime del WWF”, è stato trasmesso da Zembla, il principale programma TV investigativo olandese.

Sempre nel reportage, i guardaparco del famigerato Parco Nazionale di Kaziranga in India ammettono di essere ancora autorizzati a sparare a vista, nonostante il governo neghi l’esistenza di tale politica.

Il WWF Netherlands avrebbe dovuto rilasciare dichiarazioni per il programma, ma ha cancellato l’intervista senza fornire spiegazioni. L’organizzazione è tra i principali sostenitori dell’area protetta di Messok Dja in Congo, una proposta che viene portata avanti senza il consenso della popolazione locale. Proprio il Messok Dja è stato di recente il soggetto di un’indagine di Buzzfeed.

Survival International, che da decenni lotta contro gli abusi dei diritti umani commessi nel nome della conservazione, ha contattato ambasciatori e celebri sostenitori del WWF per avere i loro commenti.

Sui 100 milioni di indigeni dell’India, noti come Adivasi, pendono già due gravi minacce:

- Una recente decisione della Corte Suprema, attualmente bloccata, ordina lo sfratto di quasi 8 milioni di loro dalle foreste indiane.

- Tra i piani del governo per modificare il Forest Act dell’epoca coloniale, trapelati ai media a marzo, ci sono: un imponente programma di militarizzazione delle foreste indiane; i funzionari del dipartimento alle foreste autorizzati a sparare alle persone, con immunità effettiva da azioni penali; e la possibilità di abolire i diritti territoriali indigeni esistenti.

I popoli indigeni di India, Brasile e Colombia sono in prima linea in quello che i ricercatori definiscono “il più grande assalto ai diritti indigeni degli ultimi cinquant’anni”.

“Ogni mese sembra portare nuove notizie che rivelano fin dove il WWF sia pronto a spingersi per promuovere la ‘conservazione fortezza’” ha dichiarato Stephen Corry.

“Politiche dello sparare a vista, programmi di sterilizzazione per gli abitanti di villaggi nei dintorni di parchi nazionali – questi sono i segnali di un movimento che ha completamente perso il suo senso etico per inseguire una politica fortemente anti-persone.”

“È una tragedia per le persone innocenti che subiscono gli abusi – e, nel lungo termine, è anche totalmente controproducente ai fini stessi della conservazione.”

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