Cinque cose sul Parco di Kaziranga che la BBC non vi ha raccontato

Un guardaparco armato nel Parco Nazionale Kaziranga, in India, dal programma della BBC Planet Earth II.

Un guardaparco armato nel Parco Nazionale Kaziranga, in India, dal programma della BBC Planet Earth II.

© BBC

Il programma della BBC “Planet Earth II” ha recentemente parlato di un parco nazionale indiano, quello di Kaziranga, noto per i suoi rinoceronti unicorne, per le tigri e per aver ospitato i principi William e Kate all’inizio di quest’anno. Tuttavia, ciò di cui la trasmissione non ha parlato sono le brutali politiche di conservazione che i guardaparco utilizzano contro la popolazione locale, composta in buona parte da popoli indigeni.

Nell’interesse dell’imparzialità, abbiamo pensato di rivelare alcune informazioni aggiuntive su questo parco nazionale:

#1: Le guardie sparano a vista contro le persone
I guardaparco di Kaziranga sono armati e sparano a vista contro gli intrusi. Non ci sono arresti, né processi, né giudici o giurie, né opportunità di appello – se una guardia armata vede un “intruso”, lo uccide. Le conseguenze sulle persone che vivono intorno al parco potrebbero essere devastanti. Alcuni sono stati feriti perché si trovavano oltre i confini del parco per raccogliere legna da ardere o recuperare del bestiame domestico scappato. Nel luglio scorso un bambino di sette anni è stato colpito con un’arma da fuoco e ha dovuto poi trascorrere diversi mesi in ospedale. All’interno del parco, nell’arco di nove anni sono state uccise 62 persone, mentre altre 42 sono state uccise solo tra il 2014 e il 2015.

#2: Le guardie sono incoraggiate a uccidere
Non solo alle guardie è permesso commettere esecuzioni sommarie, ma sono addirittura incoraggiate a farlo. Un rapporto del direttore del parco lo esplicita apertamente. Due delle massime utilizzate durante l’addestramento citano infatti: “non permettere mai ingressi non autorizzati – uccidere gli indesiderati” e “o si obbedisce o si muore”. Si tratta di terribili violazioni dei diritti umani commesse nel nome della conservazione, e violano anche la legislazione internazionale.

Akash Orang, un ragazzo indigeno ferito da un guardaparco nel Parco Nazionale di Kaziranga, nello stato di Assam, India.

Akash Orang, un ragazzo indigeno ferito da un guardaparco nel Parco Nazionale di Kaziranga, nello stato di Assam, India.

© JEEPAL

#3: I guardaparco sono direttamente coinvolti nel bracconaggio
Tutta questa brutalità viene giustificata come un efficace deterrente contro il bracconaggio. Eppure le guardie armate incaricate di proteggere gli animali sono spesso i primi a ucciderli per profitto. A maggio, quattro membri dello staff del parco sono stati arrestati perché coinvolti in attività di bracconaggio, e un altro funzionario senior è sotto accusa dopo il ritrovamento di avorio e di una pelle di tigre nel suo ufficio. La politica dello sparare a vista è una truffa – e sta danneggiando la conservazione.

#4: I popoli indigeni vengono sfrattati dal parco
In tutta l’India, i popoli indigeni vengono sfrattati nel nome della conservazione. Lo scorso settembre, due persone sono state uccise e circa venti sono state ferite durante le brutali operazioni di sfratto utilizzate dalle autorità per espellere alcune comunità non indigene, e gli indigeni sono minacciati di subire lo stesso trattamento. Un contatto locale ha raccontato a Survival che “tutti sono molto spaventati” dalle prospettive di sfratto. A ordinare gli sfratti è stata una sentenza della Corte emessa nel 2015 nel nome dei bisogni della fauna selvatica. L’ordinanza ha anche affermato che “non dovrebbe esservi alcun insediamento umano” nel luogo nonostante lì le persone abbiano convissuto con gli animali per generazioni.

Due persone sono state uccise durante gli sfratti ai confini di Kaziranga.

Due persone sono state uccise durante gli sfratti ai confini di Kaziranga.

© The Wire

#5: I popoli indigeni sanno prendersi cura dei loro ambienti meglio di chiunque altro
I popoli indigeni hanno vissuto e gestito i loro ambienti per millenni. Le loro terre non sono “vergini”, e loro sono i migliori conservazionisti e custodi del mondo naturale. A guidare il movimento ambientalista dovrebbero essere loro, ma le autorità indiane preferiscono affidarsi a funzionari corrotti e guardaparco armati.

I popoli indigeni vengono sfrattati illegalmente dalle terre ancestrali nel nome della conservazione, e le grandi organizzazioni per la conservazione sono colpevoli di sostenere questa situazione. Non denunciano mai gli sfratti. Il WWF sul proprio sito offre addirittura tour commerciali a Kaziranga. I turisti sono benvenuti nella riserva – ma gli indigeni no.

In un’altra riserva per le tigri nel sud del paese, dove agli indigeni è stato permesso di restare, il numero delle tigri è aumentato a un ritmo superiore alla media nazionale. Terrorizzare i popoli indigeni con arresti e pestaggi, torture e persino la morte è pratica disumana e inutile. È increscioso che un documentario naturalistico di così alto profilo abbia deciso di non riconoscerlo.