Chiusa la 'milizia privata' accusata di assassinare i Guarani

Una guardia della Gaspem. La polizia brasiliana ha chiuso l’agenzia che era stata definita una ‘milizia privata’ dai pubblici ministeri.

Una guardia della Gaspem. La polizia brasiliana ha chiuso l’agenzia che era stata definita una ‘milizia privata’ dai pubblici ministeri.

© Survival International

La polizia brasiliana ha chiuso una famigerata agenzia di sicurezza accusata di aver ucciso almeno due leader Guarani e aver attaccato brutalmente centinaia di persone.

Lo scorso anno i pubblici ministeri avevano chiesto la chiusura della Gaspem, definendola una ‘milizia privata’.

Sembra che gli allevatori pagassero all’agenzia 30.000 reais (13.400 dollari) per ogni sfratto dei guarani dalle loro terre ancestrali, oggi occupate da allevamenti di bestiame e piantagioni di canna da zucchero
e soia.

Nel 2012 il proprietario della compagnia, Aurelino Arce, era stato arrestato in relazione all’omicidio del leader Guarani Nísio Gomes.

La Gaspem è accusata di aver ucciso almeno due leader Guarani, tra cui Nísio Gomes (al centro), e di aver attaccato centinaia di persone.

La Gaspem è accusata di aver ucciso almeno due leader Guarani, tra cui Nísio Gomes (al centro), e di aver attaccato centinaia di persone.
© Survival

Gli Indiani chiedevano da anni la chiusura della compagnia. Grazie anche alla campagna di Survival per i Guarani, la loro voce è arrivata all’opinione pubblica e nei giornali di tutto il mondo.

La decisione del giudice di chiudere l’agenzia è una grande vittoria per le comunità guarani dello stato brasiliano del Mato Grosso do Sul.

Tuttavia, la Gaspem era solo una delle agenzie che forniscono servizi di “sicurezza” agli allevatori e altre compagnie rimangono attive ancora oggi. Alcuni politici brasiliani membri della potente lobby anti-indigeni hanno incoraggiato gli allevatori a sfrattare gli Indiani dalle loro terre.

Di recente i Guarani della comunità di Pyelito Kuê erano tornati a vivere in una piccola parte del loro territorio dopo aver cacciato l’allevatore che gli impediva l’accesso alle loro case, ma domenica scorsa alcuni sicari li hanno attaccati. Una donna è rimasta ferita e molti altri sono stati costretti a fuggire. È il terzo attacco alla comunità negli ultimi 30 giorni.

“Dobbiamo difenderci con la forza? Dobbiamo uccidere o morire perché le persone riconoscano e rispettino i nostri diritti? Non possiamo più sopportare queste sofferenze” hanno detto i Guarani.

Survival sta facendo pressione sul governo brasiliano affinché mappi tutti i territori ancestrali dei Guarani e li restituisca agli Indiani, secondo quando stabilito dalla costituzione brasiliana e dalla legge internazionale.