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Bracconaggio

Per molti popoli indigeni la caccia è la principale fonte di proteine e un elemento fondante della loro identità. Ma quando alle tribù viene tolto il controllo del loro territorio, come nel caso della creazione di un parco nazionale, i cacciatori diventano improvvisamente bracconieri, con conseguenze devastanti.

Bracconaggio

Per molti popoli indigeni la caccia non è solo la principale fonte di proteine, ma è anche un aspetto centrale della loro identità. Quando alle tribù viene tolto il controllo del proprio territorio, come nel caso della creazione di un parco nazionale, i cacciatori diventano improvvisamente bracconieri, con conseguenze devastanti.

Un uomo Awá con arco e frecce. Tiracambu, Brasile.
Un uomo Awá con arco e frecce. Tiracambu, Brasile.
© Fiona Watson/Survival

La differenza tra caccia e bracconaggio sta nel permesso: il bracconaggio è la caccia praticata senza il permesso di chi controlla, o possiede, il territorio.

I cacciatori tribali possono trasformarsi in “bracconieri” da un momento all’altro: può accadere, infatti, che i governi dichiarino la terra di una tribù parco nazionale, o area destinata alla conservazione, senza il consenso dei suoi abitanti, o addirittura senza neppure informarli.

Ai cacciatori restano quindi due sole possibilità: violare la legge, o restare senza carne per sfamare la famiglia.

Di solito a minare la conservazione non è la popolazione locale, bensì le bande organizzate che cacciano per commerciare la selvaggina.

Spesso i governi infliggono punizioni spropositate ai cacciatori tribali che cercano solo di procurarsi del cibo, e arrivano persino a utilizzare il bracconaggio come scusa per sfrattare le comunità dai parchi.

Paradossalmente, un modo efficace per ridurre il problema del bracconaggio “commerciale” sarebbe proprio quello di permettere ai popoli indigeni di continuare le loro tradizionali pratiche di caccia, incoraggiandoli e mettendoli in condizione di denunciare i bracconieri alle autorità.

La criminalizzazione della caccia

Per sfrattare i Boscimani dalla Central Kalahari Game Reserve, qualche anno fa il Governo del Botswana cominciò a rilasciare loro licenze di caccia solo dietro formale richiesta scritta. La possibilità di un Boscimane di cacciare cominciò quindi a dipendere dal suo grado di alfabetizzazione e dalla discrezionalità del Direttore del Dipartimento per i Parchi.

Un uomo Boscimane.
Un uomo Boscimane.
© Survival

Di fatto, la caccia fu proibita e i cacciatori Boscimani divennero “bracconieri”. Molti Boscimani sorpresi a cacciare all’interno della riserva furono picchiati, altri torturati e arrestati dai guardaparco. Le persecuzioni continuano ancora oggi.

In Tanzania, a seguito di un accordo stretto tra il governo e una compagnia privata di safari, gli uomini Hadza sorpresi a fare “bracconaggio” nelle loro stesse terre furono arrestati.

La caccia non è fuori tempo. Per noi, è il miglior modo per sopravvivere nel Kalahari.Portavoce Boscimane

“Tre degli uomini morirono di malattia nell’ambiente disorientante della prigione, tagliati fuori dal mondo esterno, dalla caccia quotidiana e dalla loro alimentazione ricca di erbe, radici e miele” scrisse il Washington Post. “Altri tre sono morti poco dopo essere stati rilasciati.”

Tenere lontani i bracconieri

Gli Jarawa vivono nella loro fitta foresta sulle Isole Andamane, in India, cacciando maiali e lucertole, e pescando con arco e frecce. Le autorità hanno riconosciuto agli Jarawa il diritto di scegliere il proprio stile di vita e di cacciare nella loro terra nel 2004.

Quando alcuni bracconieri cominciarono a invadere la foresta per cacciare la selvaggina da cui la tribù dipende, gli Jarawa arrivarono a un tale livello di frustrazione da legare due bande di bracconieri agli alberi e denunciarli alle autorità locali. Dal 2008 il conflitto tra i bracconieri e gli Jarawa si è via via inasprito, con morti da entrambe le parti.

Bracconieri

Un uomo Jarawa denuncia i bracconieri che operano nelle terre della tribù. Questo gruppo è stato filmato solo dopo la sua uscita spontanea dalla riserva, effettuata per denunciare alle autorità locali la diffusione del bracconaggio.

I bracconieri rappresentano una grave minaccia non solo per gli animali della regione, ma anche per gli Jarawa. Nella prima video-intervista mai realizzata con la tribù, un uomo racconta dei problemi creati dai bracconieri nella loro terra.

Passa all’azione: scrivi al governo indiano per chiedergli di chiudere la strada che attraversa la riserva degli Jarawa.