Trovato morto un Indiano Guarani dopo un attacco armato

Uomo Guaraní.
Uomo Guaraní.
© João Ripper/Survival

Un Indiano brasiliano Guarani è stato ritrovato morto in un fiume vicino alla sua terra ancestrale dopo l’attacco armato alla comunità di Ypo’i avvenuto il 30 ottobre.

Il corpo martoriato del maestro Genivaldo Verá è stato identificato dai famigliari il 10 novembre. Le autorità brasiliane lo stanno esaminando per stabilire le cause della morte. L’attacco è avvenuto vicino al ranch “Triunfo” sorto sulla terra guarani nei pressi della città di Paranhos, nel Mato Grosso do Sul, nel Brasile sud-occidentale vicino al confine con il Paraguay.

Rolindo Verá, cugino e collega dell’insegnante Genivaldo, è scomparso dopo l’attacco ed è ancora disperso. I Guarani stanno sollecitando le autorità brasiliane e paraguaiane a condurre un’indagine urgente perchè temono che anche lui sia stato ucciso.

Il 29 ottobre, Genivaldo e Rolindo Verá si erano uniti ad altri Guarani nel tentativo di rioccupare parte della loro terra ancestrale, o tekohá . Dopo aver perso la loro terra, rubata e occupata dagli allevatori, i due uomini hanno vissuto ammassati in appena 2118 ettari di terra insieme ad altri 3.000 Guarani.

Per anni i Guarani hanno continuato a desiderare ardentemente di tornare a Ypo’i. Ma il Funai, il dipartimento governativo agli affari indigeni, non è stato capace di demarcare il loro territorio nonostante avesse ricevuto il mandato di farlo.

Il giorno dopo il loro ritorno a Ypo’i, i Guarani sono stati attaccati da un gruppo di uomini armati che, giunti su un camion, hanno cominciato a sparare su di loro, a picchiarli e a molestarli per costringerli ad abbandonare la zona. Molti Guarani sono stati feriti mentre Genivaldo e Rolindo sono scomparsi.

“Quando siamo arrivati alla nostra tekohá eravamo molto felici” ha raccontato il leader guarani Verá. “Abbiamo cominciato a costruire delle tende per cominciare subito a vivere di nuovo sulla nostra terra. Ma poco dopo è arrivata una banda di uomini armati che ci ha picchiati e ha sparato su di noi. Abbiamo cominciato a fuggire. Molto più che per il dolore delle pallottole e delle percosse, abbiamo sofferto per essere stati costretti a lasciare ciò che è nostro.”

L’attacco è solo il più recente di una serie di violenze perpetrate contro gli Indiani nel Mato Grosso do Sul. Una settimana prima di questo attacco, anche gli Indiani Terena, che avevano rioccupato la loro terra tradizionale nel municipio di Sidrolândia, furono espulsi con la forza.

L’Alto Commissario per i Diritti Umani delle Nazioni Unite, Navi Pillay ha appena visitato il Brasile e ha descritto la situazione dei popoli indigeni come “sorprendentemente invisibile”. “Sono stati soffocati dalla discriminazione e dall’indifferenza, cacciati dalle loro terre e costretti al lavoro forzato” ha dichiarato al suo rientro.

I Guarani del Mato Grosso do Sul affrontano una delle situazioni più difficili tra tutte quelle che affliggono i popoli indigeni del Brasile. Un tempo abitavano una terra natia ricoperta di foreste e fertili pianure grande circa 350.000 kmq. Oggi vivono invece ammassati in squallidi insediamenti gravemente sovraffollati.

Alcuni Guarani sono del tutto privi di terra e vivono accampati ai margini delle strade. Si confrontano con la disoccupazione, la povertà, la malattia, la malnutrizione, la violenza, lo sfruttamento nei campi di canna da zucchero e un tasso di suicidi che non ha uguali in tutto il Sud America.

In occasione del lancio del film Birdwatchers – La Terra degli Uomini Rossi di Marco Bechis, Survival International ha aperto un fondo a sostegno dei Guarani. Tutte le donazioni saranno utilizzate per aiutarli a difendere i loro diritti, le loro terre e il loro futuro.