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Bambina Guarani della comunità Guaviry, Mato Grosso do Sul, Brasile.Bambina Guarani della comunità Guaviry, Mato Grosso do Sul, Brasile.
© Sarah Shenker/Survival


Le lingue sono uno dei maggiori emblemi della diversità umana.
Ci mostrano i modi incredibilmente diversi in cui gli esseri umani percepiscono, si relazionano e danno senso al mondo:



  1. Il linguaggio umano non è limitato all’uso della parola
    Ci sono circa 70 lingue indigene che possono essere fischiettate. Non è come fischiettare la melodia di una canzone: si tratta proprio di fischiettare parole e frasi con la flessibilità di un discorso normale.


  2. L’inglese è una lingua relativamente semplice
    Forse l’inglese non è poi una lingua così difficile da imparare dato che usa solo circa 42 suoni diversi. La ǃxóõ, una delle lingue parlate dai “Boscimani” nel deserto del Kalahari, ne possiede più di 160 tra cui 5 diversi tipi di “click”, che si ritrovano esclusivamente nelle lingue boscimani.

    Bambini Boshimani Kua del deserto del Kalahari, in Botswana.Bambini Boshimani Kua del deserto del Kalahari, in Botswana.
    © Forest Woodward / Survival, 2015




  3. Le lingue indigene sono generalmente le più complesse e specifiche
    Nessun essere umano sulla Terra parla una lingua “primitiva”; le lingue primitive semplicemente non esistono. Le lingue indigene tendono a essere generalmente le più complesse, le più specialistiche e idiosincratiche, specialmente quelle parlate da poche centinaia di persone in aree remote, mentre le grandi lingue mondiali come l’inglese, lo spagnolo o il cinese mandarino nel complesso seguono schemi più prevedibili. Proprio per questa loro unicità, le lingue maggiormente a rischio sono quelle che hanno tanto da insegnarci.


  4. Le lingue sono “biblioteche” di conoscenze specializzate
    Gli Eveni della Siberia sono pastori di renne, e tradizionalmente la loro quotidianità ruotava intorno a questi animali. La loro lingua ha più di 1500 parole per descrivere le parti del corpo, le malattie, la dieta e gli stati d’animo delle loro renne.

    Nel mondo, il 40% dei bambini riceve un’educazione in una lingua che non comprende.
    I bambini indigeni e tribali hanno diritto a un’educazione che rispetti le loro famiglie, culture, lingue e i legami con la loro terra.
    Unisciti subito alla nostra campagna per fermare le #FactorySchool


  5. Esistono parole per cose a cui non abbiamo mai pensato
    Sei mai stato così emozionato all’idea di vedere qualcuno da uscire spesso di casa per vederlo arrivare? Nella lingua inuktitut degli Inuit c’è una parola apposita per esprimere questa sensazione: “Iktsuarpok”!


  6. Molte lingue hanno utili distinzioni che non esistono in italiano
    Nella lingua guarani ci sono due diverse parole per dire “noi”. Un “noi” include le persone con cui si parla, un po’ come il nostro “io e te.” L’altro si usa riferendosi a un gruppo di persone non presenti in quel momento, più o meno come il nostro “io e loro”.


  7. Ci sono modi diversi di concepire il tempo
    Secondo gli Aymara delle Ande, il futuro è dietro di noi, e il passato di fronte. Si può “vedere” il passato, ma non il futuro. La parola aymara per passato, letteralmente significa “occhio”, “vista” o “fronte”, mentre quella usata per futuro significa “dietro” o “schiena”.

    Bambino Aborigeno, Australia.Bambino Aborigeno, Australia.
    © Sinem Saban/Survival




  8.  È dimostrato che le lingue che parliamo plasmano il modo in cui ci relazioniamo con il mondo
    Tradizionalmente, i Guugu Ymithirr dell’Australia non avevano parole per indicare destra o sinistra: usavano solo Nord, Sud, Est e Ovest per le direzioni. Si orientavano in modo istintivo ed erano capaci di usare ogni punto cardinale con precisione rispetto al luogo in cui si trovavano.


  9. Circa la metà di tutte le lingue del mondo non ha forma scritta
    Le lingue non scritte sono ricche nella tradizione orale: storie, canzoni, poesie e rituali tramandati di generazione in generazione rimangono straordinariamente coerenti e affidabili nel corso del tempo. Gli scienziati stanno rinvenendo sempre più prove di eventi, accaduti migliaia di anni fa, che sono stati documentati e preservati nella narrazione indigena, raccontati e conservati in modo affascinante nel corso di centinaia di generazioni. L’assenza di una forma scritta di certo non equivale a mancanza di cultura o conoscenze.


  10. Circa la metà di tutte le lingue del pianeta è in pericolo
    Sulla terra esistono circa 7000 lingue vive e quasi 3000 sono considerate formalmente a rischio. 23 lingue sono parlate da circa metà della popolazione mondiale.  Se una lingua che non ha forma scritta non viene più parlata, la storia collettiva, le conoscenze, la mitologia e le percezioni di un intero popolo muoiono con lei… per sempre.

La causa fondamentale della morte di una lingua è il mancato uso della lingua dei genitori da parte dei bambini. Può succedere per diverse ragioni, ma una delle situazioni più ricorrenti è la vergogna che i bambini sono indotti a provare nel parlare la lingua madre. 

Le #FactorySchool, o scuole per l’assimilazione, contribuiscono attivamente alla morte delle lingue educando i bambini indigeni solo nel dialetto dominante o nella lingua ufficiale di Stato, e insegnandogli che le credenze e conoscenze del loro popolo sono “arretrate”, inferiori o sbagliate.

Adunata di bambini indigeni nell’Istituto KISS, la più grande Factory School del mondo.Adunata di bambini indigeni nell’Istituto KISS, la più grande Factory School del mondo.
© KISS

I popoli indigeni e tribali devono avere il controllo della loro educazione, che deve essere radicata nella terra, nella lingua e nella cultura di ciascun popolo.

Aiutaci a restituire ai popoli indigeni il controllo sulla loro educazione.