7 fatti rivelatori nella Giornata Mondiale dei Popoli Indigeni

 
In occasione del 9 agosto, Giornata Mondiale dei Popoli Indigeni, Survival International ha denunciato gli spaventosi livelli di razzismo, furto di terra, sviluppo forzato e violenza che i popoli indigeni continuano a subire in tutto il mondo.
Immagine aerea di alcuni membri di una tribù incontattata del Brasile scattata durante una spedizione del governo brasiliano nel 2010.
Immagine aerea di alcuni membri di una tribù incontattata del Brasile scattata durante una spedizione del governo brasiliano nel 2010.

© G. Miranda/FUNAI/Survival


1. “Se sarò eletto, non ci sarà un solo centimetro in più di terra indigena” ha dichiarato Jair Bolsonaro, uno dei principali candidati alle elezioni presidenziali brasiliane del prossimo ottobre. In Brasile ci sono più di 100 tribù incontattate, più che in qualsiasi altra parte del pianeta: se le loro terre non saranno protette, rischiano la catastrofe.


Senza accesso alle foreste, gli anziani denunciano di non poter trasmettere ai figli i saperi tradizionali: raccogliere miele ed erbe medicinali, e cacciare.
Senza accesso alle foreste, gli anziani denunciano di non poter trasmettere ai figli i saperi tradizionali: raccogliere miele ed erbe medicinali, e cacciare.

© Survival International


2. Nel nome della cosiddetta “conservazione”, ai Baka della Repubblica del Congo e del Camerun è proibito entrare in molte delle terre ancestrali che hanno alimentato per generazioni, e da cui dipendono. Se osano entrarvi, vengono terrorizzati dalle squadre anti-bracconaggio finanziate dal WWF. Eppure i popoli indigeni sono i migliori conservazionisti e custodi del mondo naturale: l’80% della biodiversità del nostro pianeta si trova proprio nei loro territori.


Una bambina di nove anni ritratta accanto alla sua casa di fortuna nell’accampamento guarani di Apy Ka’y, nello stato brasiliano del Mato Grosso do Sul. I Guarani sono frustrati perché, dopo anni, il governo brasiliano non ha ancora restituito loro le terre ancestrali.
Una bambina di nove anni ritratta accanto alla sua casa di fortuna nell’accampamento guarani di Apy Ka’y, nello stato brasiliano del Mato Grosso do Sul. I Guarani sono frustrati perché, dopo anni, il governo brasiliano non ha ancora restituito loro le terre ancestrali.

© Paul Patrick Borhaug/Survival


Il tasso di suicidi tra i Guarani-Kaiowa è tra i più alti al mondo. L’85% delle vittime sono giovani sotto i 30 anni, la più piccola ne aveva appena 9. ‘I Guarani si suicidano perché non hanno più la loro terra’ ha denunciato una donna guarani. Gli allevatori, infatti, hanno occupato la terra guarani e i loro sicari attaccano brutalmente le comunità. La terra fornisce ai popoli indigeni cibo, case, medicine e indumenti, ed è il fondamento del loro senso di identità e appartenenza.


Questa bambina Orang Asli è sopravvissuta al tragico tentativo di fuga da una scuola residenziale malese in cui subiva maltrattamenti, e durante il quale cinque dei suoi compagni sono morti. Le autorità scolastiche hanno risposto alla tragedia costruendo una nuova, più efficace, recinzione.


4. In tutto il mondo, milioni di bambini indigeni vengono ancora oggi sottratti alle loro famiglie per frequentare scuole residenziali che si prefiggono di assimilarli nella società dominante cancellando la loro identità. Spesso vi subiscono abusi fisici, emotivi e sessuali, accompagnati da profondi traumi psicologici. Nel 2015, in Malesia, cinque bambini Orang Asli sono morti dopo essere fuggiti dal loro collegio perché terrorizzati dalle percosse del personale. Invece di cercarli, le autorità hanno accusato i genitori di aver nascosto i bambini. Quando le operazioni sono finalmente iniziate, due settimane dopo, hanno proibito alle famiglie di prendervi parte e a cercare i bambini terrorizzati hanno mandato i soldati.


Un uomo yanomami parla a un’assemblea indigena. A protezione dei diritti dei popoli indigeni di tutto il mondo ci sono leggi e dichiarazioni che, però, vengono spesso semplicemente ignorate.
Un uomo yanomami parla a un’assemblea indigena. A protezione dei diritti dei popoli indigeni di tutto il mondo ci sono leggi e dichiarazioni che, però, vengono spesso semplicemente ignorate.

© Survival International


5. Troppo spesso, la Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei popoli indigeni viene ignorata per soddisfare gli interessi dei governi e delle grandi aziende. Nel 2018, ad esempio, il governo tedesco ha ammesso che i popoli indigeni in Africa vengono “discriminati in maniera significativa”, ma ha anche concluso che le “richieste pubbliche” per il rispetto dei loro diritti potrebbero provocare conflitti.


Bambini aborigeni, Australia.
Bambini aborigeni, Australia.
© Sinem Saban/Survival


6. L’Australia gode di una delle più alte aspettative di vita al mondo: 82,5 anni. Ma per gli Aborigeni l’aspettativa di vita è di oltre 10 anni inferiore a quella della popolazione non indigena. I popoli indigeni che controllano le loro terre sono più sani e hanno una qualità di vita di gran lunga migliore di quella delle tribù sfrattate dalle loro terre.


Un turista filma un uomo Jarawa lungo la Andaman Trunk Road.
Un turista filma un uomo Jarawa lungo la Andaman Trunk Road.
© Survival


7. Safari umani. Gli operatori turistici delle isole Andamane, in India, vendono “safari umani” nella riserva degli Jarawa. I turisti viaggiano lungo una strada che percorre la loro foresta, cercando di avvistare i membri della tribù come fossero animali in un parco safari. Nel 2002 la Corte Suprema indiana ha ordinato la chiusura della strada illegale che attraversa la terra degli Jarawa, ma ad oggi rimane ancora aperta.

“I popoli indigeni non sono ombre della civiltà occidentale o tentativi non riusciti di emularla. Lungi dall’essere ‘primitivi’ o ‘cattivi selvaggi’, spesso antepongono la comunità all’individuo, condividono e scambiano beni invece di accumulare ricchezza personale, e praticano l’uguaglianza di genere” ha dichiarato il Direttore di Survival Stephen Corry. “I popoli indigeni sono nostri contemporanei, e una parte essenziale della diversità umana; quando i loro diritti vengono rispettati, continuano a prosperare. Survival International collabora con i popoli indigeni e offre loro un palcoscenico da cui rivolgersi al mondo. Abbiamo bisogno del vostro sostegno per cambiare l’opinione pubblica in modo radicale per garantire che questi popoli siano rispettati come società contemporanee e i loro diritti umani tutelati."