Survival e i Boscimani della Central Kalahari Game Reserve: domande e risposte

 
Survival risponde ad alcune delle domande più frequenti di operatori turistici e giornalisti sul boicottaggio. A seguire, un’intervista al Direttore generale di Survival, Stephen Corry.

Viaggiando nel paese i turisti hanno la possibilità di vedere con i loro occhi cosa sta succedendo in Botswana…

In realtà, i turisti non possono vedere quello che succede davvero ai Boscimani. Fare “un’esperienza boscimane” significa nella maggior parte dei casi assistere a un’esibizione preconfezionata da parte di Boscimani che vivono fuori dalla riserva, mentre i membri della tribù che vivono nella Central Kalahari Game Reserve sono costretti a vivere senz’acqua e senza poter cacciare, e i loro figli devono richiedere un permesso per visitare la famiglia. Quale turista responsabile vorrebbe viaggiare in un paese che tortura e arresta proprio il popolo che utilizza per promuovere il turismo?

La nostra agenzia non offre viaggi nella CKGR.

Il boicottaggio di Survival non ha come obiettivo l’industria del turismo in sé e l’uso dell’immagine dei Boscimani che ne viene fatto. È, invece, uno strumento per mostrare al governo del Botswana che l’opinione pubblica mondiale non accetta il terribile trattamento riservato alla tribù. Sospendendo tutti i viaggi nel paese, la vostra compagnia manderebbe un messaggio chiaro al governo: gli abusi nei confronti dei Boscimani non saranno tollerati. Facendo una simile scelta, la vostra agenzia dimostrerebbe di rispettare i diritti dei popoli indigeni.

Nei nostri viaggi organizzati lavorano anche alcuni Boscimani, che saranno penalizzati dal boicottaggio…

Fino a quando il governo del Botswana non rispetterà i diritti dei Boscimani, la sopravvivenza di questo popolo resterà in grave pericolo. Vi invito a sfruttare la vostra influenza per chiedere al governo di rispettare i loro diritti.

Il boicottaggio, però, colpirà le vite e il lavoro di migliaia di cittadini del Botswana, come potete giustificarlo?

I cittadini del Botswana devono concentrare la loro attenzione sul governo del paese. È il governo, con il trattamento indegno che riserva ai Boscimani, ad aver portato alla misura drastica del boicottaggio. Nel momento esatto in cui il governo rispetterà i diritti dei Boscimani, il boicottaggio finirà.

Molti cittadini del Botswana sono stati sfrattati dalle loro terre nel nome della conservazione, perché i Boscimani dovrebbero avere diritti speciali?

Costringere i Boscimani ad andarsene dalla loro terra è una violazione della legge internazionale e della costituzione del Botswana. I Boscimani hanno il diritto, confermato dalla stessa Corte Suprema del paese, di vivere nella CKGR. Costringerli a richiedere un permesso di un mese per visitare la riserva è una scelta che ricorda molto le Pass Laws dell’apartheid sudafricano.

Stephen Corry risponde

1) Perchè Survival vuole lasciar vivere i Boscimani nel passato?

Non è quello che vogliamo! La nostra campagna non ha niente a che vedere con il vivere “nel passato” o in modo “moderno”; riguarda, semplicemente, la richiesta legittima dei Boscimani di vivere nella loro terra ancestrale, e di essere trattati con rispetto.

2) La Central Kalahari Game Reserve (CKGR), però, è una riserva naturale. Indubbiamente, non dovrebbero viverci delle persone, non crede?

E perché no? Vi hanno vissuto per secoli senza arrecare alcun danno. L’uomo vive, legalmente e senza problemi, in molte aree di conservazione, in tutto il mondo.

3) Quando fu creata la CKGR, i Boscimani non avevano bestiame. Sicuramente oggi la situazione è diversa.

In realtà, non è cambiato molto sotto questo profilo. I Boscimani hanno piccoli greggi di capre e qualche coltivazione, che lo stesso governo ha introdotto una decina di anni fa. Posseggono anche qualche cavallo da almeno una generazione. I Boscimani non danneggiano in alcun modo l’ambiente. Al contrario, lo hanno sostenuto: la loro conoscenza della fauna è molto più profonda di quella dei guardaparco.

4) Il governo sostiene che gli animali dei Boscimani fossero ammalati e che stessero contagiando la fauna selvatica.

Non è affatto vero. Questo argomento è stato utilizzato dal governo, insieme ad altre scuse, per giustificare la decisione di vietare ai Boscimani di tornare nella riserva dopo gli sfratti. Il governo non hai mai cercato di verificare il presunto impatto negativo dei Boscimani sulla fauna prima di decidere di trasferirli.

5) Secondo il governo, i Boscimani cacciavano anche con veicoli e armi da fuoco.

Nemmeno questo è vero. Gli stessi guardaparco lo hanno ripetutamente negato e l’ex-direttore del dipartimento faunistico ha dichiarato sotto giuramento che si trattava di affermazioni false. Dove si sarebbero procurati queste presunte munizioni per i loro inesistenti “fucili ad alto potenziale”? E i soldi per comprarli?

6) Non è tra i doveri del governo quello di garantire che i Boscimani abbiano accesso a un ambulatorio medico?

Prima che il governo la chiudesse, all’interno della CKGR i Boscimani avevano una clinica mobile a disposizione. Oggi, chi vive nella CKGR non è più lontano dal nuovo ambulatorio (che si trova a New Xade) di quanto altre comunità remote e non-indigene del Botswana non lo siano dall’ambulatorio a loro più vicino. Ad ogni modo, se i Boscimani desiderassero abitare nei pressi di un ambulatorio, potrebbero sempre decidere di andare a vivere a New Xade. Perché costringerli? Oltretutto, gli altri due campi di reinsediamento (Kaudwane e Xere) non hanno ambulatori, ma solo minuscoli dispensari sanitari.

7) Non è doveroso per un governo provvedere all’istruzione? Non era troppo costoso farlo all’interno della riserva?

All’interno della riserva c’era una scuola che è stata chiusa dal governo. Per le autorità, sarebbe stato molto più economico accompagnare i bambini dalla scuola alle comunità piuttosto che pagare per il loro reinsediamento.

8) La fornitura di servizi idrici all’interno della CKGR non era troppo costosa per il governo?

No. Far arrivare acqua nei campi di reinsediamento, che si trovano al di fuori dalla CKGR, è molto più costoso. Se fosse stata una questione di costi, il governo avrebbe fatto quello che anche altri hanno fatto: scavare nuovi pozzi in modo che non fosse più necessario inviare una cisterna. Di fatto, l’Unione Europea si era offerta di accollarsi queste spese, ma il governo ha rifiutato.
Per una comunità che viva all’interno della CKGR i costi per attingere acqua dal proprio pozzo sono pari a zero. Al contrario, per portare acqua nel nuovo campo di reinsediamento di New Xade, che si trova fuori dalla riserva, le autorità hanno dovuto installare una conduttura estremamente costosa (che, ironicamente, pompa acqua dall’interno della CKGR!).

9) Perchè Survival vuole che i Boscimani tornino a vivere nella CKGR?

Noi non vogliamo far tornare tutti i Boscimani nella CKGR; vogliamo che siano rispettati i diritti di coloro che vogliono tornarvi! In tutto saranno probabilmente circa 1.000 persone. Perché il governo non desiste e non li lascia tornare?

10) Perchè Survival vuole che i Boscimani vivano separati dal resto della società?

Non è quello che vogliamo. I Boscimani non sono mai stati isolati: fino a poco tempo fa potevano andare e venire dalla riserva a loro piacimento, un po’ come fanno gli altri abitanti del Botswana che hanno una fattoria in campagna ma lavorano in città. I Boscimani dovrebbero avere la possibilità di vivere nella riserva, e di entrarvi e uscirvi liberamente. Chi mai potrebbero danneggiare?

11) “Vivere con gli animali”… non le sembra una scelta di vita decisamente arretrata? Perché dovrebbe avere spazio nel Botswana moderno?

La maggior parte della popolazione del Botswana “vive con” degli animali, e per lo più si tratta di mandrie di mucche e capre. Cosa rende questo modo di vivere più “moderno” rispetto alla caccia? Di fatto, non c’è molta differenza. Pensare che sia “inferiore” è solo un pregiudizio.

12) Lo stile di vita dei Boscimani all’interno della riserva è primitivo?

No! Vivono e si alimentano bene utilizzando l’ambiente circostante come se fosse il loro supermercato. Altri cittadini del Botswana usano le loro greggi nello stesso modo, oppure utilizzano le loro abilità per guadagnare il denaro che serve a comprare cibo. I Boscimani, invece, sfruttano le loro abilità per trovare di che alimentarsi senza aver bisogno di denaro per comprarlo. Non c’è assolutamente nulla di “primitivo” in questo. Meritano rispetto per il loro stile di vita, come chiunque altro.

13) Ma indubbiamente vi sono alcuni popoli più avanzati di altri…

Quest’idea è solo una vecchia concezione europea utilizzata per giustificare il colonialismo e il fascismo. È quello che dicevano gli Europei razzisti degli Africani… e non ha alcun fondamento scientifico (e, in ogni caso, se anche alcuni popoli fossero davvero “inferiori” o “arretrati”, questo non giustificherebbe in alcun modo la violazione dei loro diritti). Sicuramente alcune società hanno meno difese di altre, ma questa è una cosa diversa.

14) Survival crede nel progresso?

Sì, crediamo che il pilastro fondamentale di ogni “progresso” umano sia il rispetto per gli altri, in particolare per chi è più debole. Per i governi è facile rispettare chi è in posizione maggioritaria e di forza, sono costretti a farlo!

15) In realtà, solo una piccola minoranza di Boscimani del Botswana vuole vivere nella riserva…

E allora perché non permetterglielo? Nel 2002 circa 650 Boscimani furono costretti ad andarsene; nonostante le persecuzioni del governo, in circa 250 fecero ritorno, per essere poi sfrattati nuovamente nel 2005. La maggior parte di queste persone ha espresso chiaramente il desiderio di tornare.

16) Non sono solo gli anziani a voler tornare nella CKGR?

Assolutamente no, anche molti giovani vogliono vivere nella loro terra ancestrale, all’interno della CKGR.

17) Perchè Survival vuole danneggiare l’economia del Botswana?

Non è questo il nostro obiettivo. Quale vantaggio potremmo mai avere dal danneggiare il Botswana? Al contrario, stiamo cercando di aiutare il settore più vulnerabile della popolazione del paese.

18) E allora, perchè Survival chiede il boicottaggio?

I boicottaggi sono uno dei pochi strumenti che la gente comune ha a disposizione per esprimere la propria opinione sull’operato di governi e aziende in tutto il mondo.
Non danneggiano l’economia, ma colpiscono la reputazione dei governi. Durante l’apartheid, ad esempio, le merci provenienti dal Sud Africa sono state boicottate per anni.

19) Tuttavia, se il boicottaggio danneggiasse l’economia del Botswana, sarebbe responsabilità di Survival…

No, la colpa sarebbe del governo. Se i Boscimani venissero trattati in modo equo, il boicottaggio si concluderebbe subito. Oggi, a nessun governo dovrebbe essere consentito perseguitare le proprie minoranze. La soluzione al problema è nelle mani del governo, non di Survival. Il governo potrebbe mettere fine al boicottaggio subito rispettando la sentenza emessa dalla sua Corte Suprema e lasciando vivere liberamente i Boscimani nella loro terra, senza l’obbligo di richiedere un permesso per entrare in casa propria.

20) Ma perchè Survival sta isolando uno stato africano povero? Ci sono problemi più vicini a noi, come quelli dei Rom europei…

Survival è un’organizzazione internazionale. Seguiamo casi in tutto il mondo, dall’Africa all’Australia al Canada. Il nostro lavoro si concentra sui popoli indigeni più vulnerabili: è questo il nostro obiettivo. In Europa abbiamo sostenuto il popolo indigeno dei Sami, che vive nel nord. Non abbiamo mai lavorato con i Rom perché non sono un popolo indigeno; inoltre, sono generalmente ben organizzati e non hanno mai richiesto il nostro aiuto.

21) Survival è entrata sulla scena da poco…

No. Survival sostiene i Boscimani sin dagli anni ’70; all’epoca procurammo anche fondi a un progetto del governo a favore della tribù. Il nostro primo incontro diretto con i rappresentanti del governo risale ai primi anni ’80.

22) Perchè Survival non lascia che ad occuparsi della questione siano le ONG del Bostwana, come Ditshwanelo?

L’esperienza ci ha dimostrato che queste ONG sono troppo vicine al governo per poter fare pressione in modo efficace o per rappresentare adeguatamente gli interessi dei Boscimani.

23) Invece che continuare a criticare, si potrebbe discutere in modo amichevole…

Purtroppo non sempre funziona. Negli anni ’90 l’opposizione internazionale e locale sono riuscite a fermare uno sconsiderato progetto governativo che voleva prosciugare alcune parti del fiume Okavango. I casi in cui le critiche internazionali hanno cambiato le politiche dei governi, in tutto il mondo Africa inclusa, sono innumerevoli. La lotta contro le violazioni dei diritti umani è una questione che ci riguarda tutti.

24) Ma il governo non stava negoziando con i Boscimani?

No, il governo si è rifiutato più volte di “negoziare” con i Boscimani. Ha spesso proposto delle “consultazioni”, ma non ha mai voluto arrivare a un accordo con i Boscimani, e nemmeno ascoltarli. Ha semplicemente informato i membri della tribù di volerli fuori dalla loro terra ancestrale. Per “consultazione” il governo intende solo l’esposizione delle proprie decisioni.

25) Il Botswana non ha un governo libero e democratico?

Chi critica il governo viene separato dalla propria famiglia ed espulso dal paese; alcuni Ministri hanno detto che io avrei dovuto essere arrestato, alcuni funzionari mi hanno detto che sarei stato picchiato, e all’avvocato dei Boscimani è stato vietato l’ingresso in Bostwana. Non sono certo segnali di libertà e democrazia.

26) Survival non ha mai mentito su alcune vicende, ad esempio su casi di Boscimani torturati e uccisi?

No. Tutte le informazioni diffuse da Survival sono vere. I pestaggi e le torture continuano da anni. È tutto documentato, anche se non sono stati presi provvedimenti. Nel settembre 2005 alcuni Boscimani, tra cui un bambino, sono stati feriti dalla polizia nel corso di tre diverse sparatorie.

27) Tutto questo ha a che fare con lei personalmente, Stephen Corry?

No, affatto. Qualcuno nel governo ha dichiarato che per risolvere il problema si deve solo aspettare che io muoia, ma in realtà la mia morte non farà alcuna differenza. Survival è il più importante movimento al mondo per i popoli indigeni ed è unita a sostegno di questa campagna. Non dipende da me o da nessun altro individuo: ci sono centinaia di migliaia di persone dietro questa battaglia.

28) E allora, ha a che fare con Roy Sesana?

No. I Boscimani non fanno quello che Roy Sesana dice loro: lui è semplicemente uno dei loro portavoce. Noi abbiamo ascoltato ogni singolo Boscimane che vuole tornare a casa nella CKGR, e sono centinaia.

29) Perchè Survival ha rifiutato di parlare con il governo?

Non abbiamo mai rifiutato di farlo, non abbiamo niente in contrario.

30) Perchè Survival afferma che dietro questa situazione ci sono i diamanti individuati nella CKGR?

Perché è così. Anche se il governo, la De Beers e le ONG del Botswana continuano a sostenere che i diamanti non avevano nulla che vedere con gli sfratti, oggi nella terra dei Boscimani sono in corso attività estrattive. In ogni caso, quando sapranno quello che è accaduto ai Boscimani, molte persone non vorranno acquistare quei diamanti.

31) L’attività estrattiva potrebbe proseguire anche se i diritti dei Boscimani venissero rispettati?

Si.

32) Allora, perché il governo non fa semplicemente tornare nella CKGR i Boscimani che lo desiderano?

Il governo li vuole fuori dalla riserva perché teme che la loro presenza possa ostacolare l’attività mineraria negli anni a venire. Detesta l’idea che i Boscimani non siano inferiori, che possano avere opinioni proprie e che abbiano dei diritti. “Siete nostri, fino alla fine dei tempi” hanno detto loro alcuni funzionari. Il governo si aggrappa alla vecchia relazione padrone-servo, che è essenzialmente colonialista e razzista.

33) Survival vuole sfidare il potere del governo del Botswana?

Assolutamente no. Siamo sempre stati ben consapevoli che solo il governo del Botswana può risolvere questo problema.

34) Tutto questo non ricorda un po’ il vecchio atteggiamento colonialista, con la Gran Bretagna che vuole dire al Botswana come comportarsi?

Non è così. Neanche il governo britannico aiuta i Boscimani. Survival critica molti governi per il modo in cui trattano i propri popoli indigeni. E critica anche il governo britannico.

35) Su cosa si fonda Survival per sostenere che il Botswana dovrebbe rispettare la volontà dei Boscimani e permettere loro di vivere nella terra ancestrale?

Sulla legge internazionale e sui fondamentali diritti umani. I diritti territoriali dei popoli indigeni e tribali sono riconosciuti dalla legge internazionale da ormai più di 50 anni. Il Botswana, tuttavia, la ignora e rifiuta di firmare la Convenzione.

36) Cosa dà a Survival il diritto di parlare a nome dei Boscimani?

Non abbiamo mai affermato di parlare a nome di qualcuno, i Boscimani sono perfettamente in grado di parlare per loro stessi. Noi lottiamo per coloro che si vedono conculcare i propri diritti e diamo risonanza alle loro voci, fornendogli una piattaforma da cui rivolgersi al mondo. È questo il nostro lavoro, come quello di qualunque altra organizzazione che si occupa di diritti umani. I Boscimani della CKGR ci hanno ripetutamente chiesto aiuto, per anni.

37) Cosa farà Survival se il tribunale dovesse stabilire che i Boscimani non possono tornare a vivere e cacciare nella CKGR? O se il tribunale si dovesse esprimere in favore dei Boscimani ma il governo ignorasse la sentenza?

Continueremo la campagna!

38) Cosa farà Survival se il governo dovesse permettere ai Boscimani che lo desiderano di tornare a vivere nella CKGR, e cacciare e raccogliere senza essere perseguitati?

In quel caso accoglieremo con gioia la decisione e sospenderemo la campagna. Il Bostwana potrebbe davvero diventare un “faro” per i diritti umani dei popoli indigeni in Africa.

39) Cosa potrebbe indurvi a desistere?

Niente. Non siamo disposti a svendere i diritti e il benessere dei Boscimani. Abbiamo dimostrato la nostra “capacità di resistenza” per decenni. Non cederemo. E questa non è una minaccia, bensì un semplice dato di fatto.

40) Perché li chiamate “Boscimani”?

Survival usa il termine Boscimani per due ragioni. Innanzitutto, perché abbiamo chiesto il parere dei Boscimani stessi, e loro ci hanno risposto che, quando si parla di loro in altre lingue, preferiscono il termine Boscimani ad altri come “Basarwa” o “San”. Inoltre, è il termine più comprensibile per i lettori inglesi, italiani e di altre lingue, e questo è un elemento da tenere in considerazione se si devono diffondere informazioni sulla loro lotta per la sopravvivenza. È probabilmente per questa seconda ragione che anche l’Ente del Turismo del Botswana utilizza il termine “Boscimani”.