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Popoli della valle dell'Omo

Un gigantesco progetto idroelettrico minaccia i popoli della bassa Valle dell’Omo

Hanno abitato nella valle per secoli grazie ad efficaci tecniche di sostentamento alimentate dalle piene naturali del fiume Omo.

Ma oggi le tribù rischiano di perdere la loro indipendenza e la sicurezza alimentare, senza esser state nemmeno consultate.

Intervieni ↓

 
 

Una grave minaccia incombe sulla bassa Valle dell’Omo, in Etiopia, dove da secoli vivono diversi popoli indigeni che contano circa 200.000 persone.

© Survival

A mettere a rischio la loro sopravvivenza è il progetto Gibe III, un’enorme diga destinata a distruggere un ambiente ecologicamente fragile e le economie di sussistenza legate al fiume e ai cicli naturali delle sue esondazioni.

Iniziata alla fine del 2006, la costruzione della diga è affidata alla società italiana Salini Costruttori ed già arrivata a oltre un terzo del totale.

Sull’ambizioso e controverso progetto idroelettrico pesano le accuse di gravi violazioni delle leggi etiopi e delle convenzioni internazionali.

Ciò nonostante, la Industrial and Commercial Bank of China (ICBC) – la più grande banca cinese – ha accettato di finanziare parte della sua costruzione.

Dopo aver effettuati alcuni studi preliminari di valutazione, nel 2010 sia la Banca Europea per gli Investimenti (BEI) sia la Banca Africana di Sviluppo (AfDB) hanno reso noto di non essere più interessate a finanziare Gibe III.

Il 31 marzo 2011, il Governo etiope ha invece ritirato la richiesta di credito d’aiuto inoltrata al governo italiano nel 2009 interrompendo gli accertamenti sulla finanziabilità del progetto intrapresi dalla Cooperazione in un clima di ferma opposizione da parte della vasta maggioranza delle Ong italiane.

Insieme ad altre associazioni locali e internazionali, Survival, ritiene che la diga potrebbe avere conseguenze catastrofiche su tutti i popoli della bassa Valle dell’Omo, già messi a dura prova dalla progressiva perdita di controllo e di accesso alle loro terre.


Canto tribale dalla valle dell’Omo. Registrazione di Daniel Sullivan.

L’appello rivolto ai potenziali finanziatori è quello a non sostenere la diga almeno fino a quando non saranno stati effettuati studi di impatto ambientale e sociale completi e indipendenti, e finché non saranno state informate e adeguatamente consultate tutte le popolazioni locali coinvolte, cui è riconosciuto il diritto di dare al progetto il loro libero, prioritario e informato consenso.

I Karo (o Kara), contano circa 1000 - 1500 persone e vivono lungo le rive orientali del fiume Omo, nell'Etiopia meridionale.
I Karo (o Kara), contano circa 1000 - 1500 persone e vivono lungo le rive orientali del fiume Omo, nell'Etiopia meridionale.
© Eric Lafforgue/Survival

Sfoglia la Cartella stampa:

Scarica il pdf della lettera inviata da Survival ai ministri Giulio Tremonti e Franco Frattini (in italiano)

Scarica il pdf della lettera inviata da Survival ai Direttori della Banca Africana di Sviluppo (in italiano)

Scarica il pdf del dossier dell’International Rivers “La Diga Gibe III in Etiopia – Causa di carestie e conflitti” (in italiano)

Scarica il pdf del dossier dell’associazione Campagna per la Riforma della Banca Mondiale (CRBM) “L’Affare Gilgel Gibe – Tutto quello che la cooperazione non dovrebbe fare” (in italiano)

Scarica il pdf “Gibe III Hydroelectric Project in Ethiopa’s lower Omo River basin”. A commentary by the Africa Resources Working Group (ARWG) (in inglese)

Guarda il servizio sulla diga Gibe III realizzato dalla BBC (in inglese)

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