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    <long-desc>La Corte Costituzionale del Guatemala ha adottato la Convenzione ILO 169 sui popoli indigeni e tribali nella Costituzione del paese.

Il Guatemala aveva ratificato la Convenzione 169, l&#8217;unica legge internazionale in difesa dei popoli tribali, nel 1996. Ad oggi, i paesi che l&#8217;hanno ratificata sono venti. La 169 riconosce i diritti alla terra dei popoli tribali e specifica che debbono essere consultati prima dell&#8217;approvazione di qualsiasi progetto sulle loro terre.


La Corte ha stabilito che tutti i diritti sanciti nella convenzione hanno status costituzionale, il che significa che lo Stato dovr&#224; consultare i popoli indigeni prima di approvare qualsiasi licenza mineraria o idroelettrica, legge o regolamento nei loro territori.
La sentenza &#232; un successo per i popoli indigeni del Guatemala, i Maya, i Garifuna e gli Xinca, e d&#224; loro un maggiore controllo sui  progetti che li coinvolgono. &#200; anche molto significativa per i popoli tribali di tutto il mondo perch&#233; dimostra la forza crescente della Convenzione.

Survival sta chiedendo a tutti i paesi di ratificare la Convenzione ILO 169: pi&#249; saranno i paesi ad aderire, maggiore sar&#224; la sua forza.

&quot;*Firma subito la petizione per la ratifica della ILO 169 da parte del governo italiano*&quot;:http://www.survival.it/intervieni/petizioni/ilo169/firme/nuovo.

&quot;*Guarda il breve filmato realizzato sull&#8217;argomento da Alberto Angela per RAI1*&quot;:http://www.survival.it/campagne/169 con la collaborazione di Survival.


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    <picture-caption>Donna maya durante la festa degli aquiloni a Santiago Sacatepequez, Guatemala.</picture-caption>
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    <status-update>Il Guatemala ingloba i diritti degli indigeni nella Costituzione</status-update>
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    <title>Il Guatemala ingloba i diritti degli indigeni nella Costituzione </title>
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    <long-desc>*L&#8217;ONU chiede un&#8217;azione &#8220;urgente&#8221; del governo sulla questione dell&#8217;acqua*

Il massimo funzionario delle Nazioni Unite per i diritti dei popoli indigeni ha pubblicato un nuovo rapporto in cui condanna la reiterata persecuzione dei &quot;Boscimani&quot;:http://www.survival.it/popoli/boscimani.

&quot;Nel dossier&quot;:http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=33889&amp;Cr=indigenous&amp;Cr1, il Prof. James Anaya, relatore speciale alle Nazioni Unite per i popoli indigeni, elenca i soprusi del governo verso i Boscimani e i Bakgalagadi che continuano a subire maltrattamenti pur avendo vinto &quot;lo storico processo del 2006&quot;:http://www.survival.it/notizie/2130 con cui la Corte Suprema definiva illegale il loro sfratto dalla Central Kalahari Game Reserve.

&#8220;La negazione dei servizi a coloro che attualmente vivono nella riserva non sembra essere in accordo con lo spirito e la logica sottese alla decisione [della Corte Suprema 2006] n&#233; con i relativi standard dei diritti umani internazionali&#8221; si legge nel rapporto. 

Anaya afferma anche che &#8220;I popoli indigeni che sono rimasti o sono tornati nella riserva devono &quot;affrontare condizioni di vita dure e pericolose a causa dell&#8217;impossibilit&#224; di accedere all&#8217;acqua&quot;:http://www.survival.it/notizie/5353, una situazione che potrebbe facilmente essere risolta riattivando i pozzi esistenti. Il Governo dovrebbe riaprire i pozzi o garantire in altro modi l&#8217;accesso all&#8217;acqua agli abitanti della riserva come questione della massima urgenza&#8221;.

&#8220;La posizione del governo secondo cui il vivere delle comunit&#224; dei Basarwa [Boscimani] e dei Bakgalagadi nella riserva sarebbe incompatibile con gli obiettivi conservazionisti del luogo&#8221; continua il Relatore speciale, &#8220;risulta incoerente con la sua decisione di permettere alla Gem Diamonds/Gope Exploration Company (Pty) Ltd di condurre attivit&#224; estrattive all&#8217;interno della riserva &#8211; un&#8217;operazione che, secondo la compagnia, dovrebbe durare numerosi decenni e potrebbe comportare un afflusso di 500-1200 persone nel sito.&#8221;

Infine, Anaya raccomanda che il Governo &#8220;implementi pienamente e fedelmente la sentenza della Corte Suprema del 2006 e faciliti il ritorno nella riserva degli sfrattati che vogliano farlo, permettendo loro di praticare la raccolta e la caccia di sussistenza secondo le loro pratiche tradizionali, e fornendo loro gli stessi servizi governativi garantiti agli abitanti del Botswana di altre zone, tra cui l&#8217;accesso all&#8217;acqua con la massima urgenza&#8221;.

&#8220;La disapprovazione per il continuo e sconvolgente rifiuto del governo a consentire ai Boscimani di accedere all&#8217;acqua sta crescendo&#8221; ha commentato il Direttore generale di Survival Stephen Corry. &#8220;&#200; un comportamento profondamente tirannico, e sconvolge chi ne viene a conoscenza. Survival raggiunge oggi direttamente oltre un milione di persone e faremo in modo che tutti sappiano. &#200; incredibile che il governo continui a comportarsi in questo modo. Fino a quando la situazione non cambier&#224;, la questione dei Boscimani rimarr&#224; un cancro al cuore della reputazione internazionale del Botswana.&#8221; 


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    <picture-caption>Il relatore speciale ONU James Anaya ha chiesto un&#8217;azione &#8220;urgente&#8221; del governo sulla questione dell&#8217;acqua ai Boscimani.</picture-caption>
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    <status-update>Rapporto ONU condanna il trattamento inflitto ai Boscimani dal governo del Botswana</status-update>
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    <title>Rapporto ONU condanna il trattamento inflitto ai Boscimani dal governo del Botswana</title>
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    <long-desc>Lo sciamano e portavoce degli &quot;Yanomami&quot;:http://www.survival.it/popoli/yanomami Davi Kopenawa ha inviato una richiesta urgente di aiuto perch&#233; il territorio yanomami del nord del Brasile &#232; invaso dai cercatori d&#8217;oro.

&#8220;Il numero dei cercatori d&#8217;oro sta aumentando e gli Yanomami sono molto preoccupati&#8221; ha dichiarato Davi. &#8220;Presto ci saranno conflitti tra i minatori e gli Yanomami&#8230; So che i cercatori d&#8217;oro minacciano gli Yanomami e sono anche molto dispiaciuto perch&#233; alcuni Yanomami lavorano nei siti minerari in cambio di cibo. Si ammaleranno; prenderanno la malaria e infezioni a trasmissione sessuale perch&#233; i cercatori d&#8217;oro abuseranno delle donne indiane come hanno gi&#224; fatto in passato.&#8221;

&#8220;Sono molto adirato con il &quot;FUNAI&quot;:http://www.survivalinternational.org/about/funai (il dipartimento governativo agli affari indigeni del Brasile) e la polizia, che non hanno controllato l&#8217;ingresso dei cercatori d&#8217;oro. Il nostro territorio &#232; stato ancora una volta invaso.&#8221;

L&#8217;appello di Davi Yanomami arriva a distanza di pochi mesi &quot;dall&#8217;incontro avuto con il Presidente Lula&quot;:http://www.survival.it/notizie/5059, a cui aveva chiesto di allontanare tutti i minatori illegali presenti nella terra yanomami.

La terra Yanomami &#232; stata legalmente riconosciuta come territorio indigeno ed &#232; illegale che i cercatori d&#8217;oro vi operino. Ci&#242; nonostante, nell&#8217;area ci sono attualmente oltre 1.000 minatori e gli Yanomami temono un ulteriore afflusso.

I cercatori d&#8217;oro trasmettono malattie come la malaria e l&#8217;influenza che sono potenzialmente fatali per gli Yanomami che hanno scarse difese immunitarie contro le malattie che provengono dall&#8217;esterno. Nel 2009, tra gli Yanomami brasiliani sono stati rilevati 500 nuovi casi di malaria. La loro popolazione totale conta circa 16.000 individui.

I cercatori d&#8217;oro, inoltre, inquinano i fiumi col mercurio, contaminando l&#8217;acqua potabile e il pesce consumati abitualmente dagli Indiani.

Lo stato di salute degli Yanomami &#232; precario e l&#8217;assistenza medica di base non viene loro somministrata a causa della &quot;corruzione e dell&#8217;incompetenza che regna all&#8217;interno della FUNASA&quot;:http://musibrasil.net/articolo.php?id=1986, la Fondazione Nazionale per la Salute del Brasile.

Il pericolo di violenza ai danni degli Yanomami &#232; sempre presente dato che i cercatori d&#8217;oro sono abitualmente armati.

Negli Anni Ottanta, gli Yanomami soffrirono immensamente per l&#8217;invasione repentina delle loro terre da parte di oltre 40.000 cercatori d&#8217;oro. I minatori uccisero persone, distrussero molti villaggi ed esposero la popolazione a malattie per le quali non aveva alcun tipo di immunit&#224;. In soli sette anni mor&#236; il venti per cento degli Yanomami.

Se i cercatori d&#8217;oro che oggi lavorano illegalmente nella terra yanomami non verranno urgentemente allontanati, gli Indiani dovranno affrontare ancora una volta morte e distruzione.

&quot;Scrivi subito una lettera al Presidente del Brasile&quot;:http://www.survival.it/intervieni/lettere/yanomami sollecitando un intervento urgente.

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    <picture-caption>Donna Yanomami con bambino.</picture-caption>
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    <short-desc>Lo sciamano e portavoce yanomami Davi Kopenawa ha inviato una richiesta urgente di aiuto perch&#233; il territorio yanomami del nord del Brasile &#232; invaso dai cercatori d&#8217;oro.</short-desc>
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    <status-update>Tornano i cercatori d&#8217;oro. Appello degli Yanomami preoccupati per la propria vita.</status-update>
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    <title>Tornano i cercatori d&#8217;oro. Appello degli Yanomami preoccupati per la propria vita.</title>
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    <long-desc>Molti &quot;popoli tribali della bassa valle dell&#8217;Omo&quot;:http://www.survival.it/popoli/valleomo/wayoflife#main, in Etiopia, stanno soffrendo la fame perch&#233; la regione &#232; preda della siccit&#224; ed &#232; mancata la piena annuale del fiume.

Tra le trib&#249; pi&#249; colpite ci sono i Kwegu, un piccolo popolo di cacciatori raccoglitori. Survival ha ricevuto rapporti secondo cui in novembre sarebbero morti di fame due bambini e quattro adulti.

&#8220;Andate e portate queste notizie ai vostri anziani, noi il popolo dei Kwegu abbiamo fame&#8221; ha fatto sapere un uomo kwegu. &#8220;Le altre trib&#249; hanno bestiame, possono bere latte e sangue. Noi non abbiamo bestiame, ci nutriamo di quello che ci d&#224; il fiume Omo. Dipendiamo dal pesce che &#232; come il nostro bestiame. Se le piene dell&#8217;Omo cessano, moriremo.&#8221;

Durante gli ultimi tre anni, la Valle dell&#8217;Omo, patria di otto diverse trib&#249; di circa 200.000 persone, ha sofferto di scarsit&#224; di precipitazioni. La piena annuale del fiume Omo, essenziale per l&#8217;ecosistema e la vita della regione, si &#232; ridotta negli ultimi anni &quot;fino a estinguersi completamente nel 2009&quot;:http://www.mursi.org/news-items/serious-food-shortages-in-the-lower-omo.

Un membro della trib&#249; Mun ha dichiarato: &#8220;Un tempo la piena del fiume era abbondante e noi potevamo coltivare grandi appezzamenti di terra. Oggi nessuno dei nostri campi coltivabili&#8230; &#232; irrorato dall&#8217;acqua&#8221;.

Non &#232; ancora stato chiarito perch&#233; le piogge si siano arrestate e non ci sia stata la piena del fiume. Tuttavia, ci&#242; che &#232; palese &#232; che il progetto Gibe, che prevede la costruzione di una serie di cinque dighe sul fiume Omo, porter&#224; con ogni probabilit&#224; una regione e il suo popolo &#8211; gi&#224; sotto pressione &#8211; a un punto di rottura.

Alcuni Kwegu accusano la diga. Uno di loro ha dichiarato: &#8220;Le nostre terre sono diventate aride. Ci hanno tolto l&#8217;acqua e ora conosciamo la fame. Aprite la diga e lasciate scorrere l&#8217;acqua&#8221;.

La diga Gibe I, costruita su un affluente del Fiume Omo, &#232; gi&#224; terminata. La diga Gibe II, che insiste invece sull&#8217;Omo, &#232; divenuta recentemente motivo di imbarazzo per il governo etiope e l&#8217;azienda costruttrice, l&#8217;italiana Salini Costruttori. Meno di due settimane dopo la sua inaugurazione alla presenza del Ministro degli Esteri Frattini, infatti, il 25 gennaio scorso &#232; parzialmente crollata.

&quot;La Gibe III &#232; gi&#224; costruita per un terzo dalla stessa societ&#224; Salini&quot;:http://www.survival.it/popoli/valleomo/gibedam#main. Recentemente &#232; stato eretto un argine di contenimento di 50 metri come parte della diga in costruzione. Alcuni ritengono che potrebbe aver contribuito alla scomparsa della piena annuale.

Se completata la diga Gibe III sar&#224; la seconda diga idroelettrica per grandezza in Africa.

Gli esperti avvertono che comprometter&#224; irrimediabilmente il ciclo delle piene del fiume, cruciale per il sostentamento e la sopravvivenza delle trib&#249; che vivono nella Valle dell&#8217;Omo.

Il governo etiope sostiene che la Gibe III, oltre a produrre elettricit&#224; in quantit&#224; di molte volte superiore alle necessit&#224; energetiche del paese, aumenter&#224; la sicurezza delle trib&#249; che vivono lungo il fiume impedendo che le piene gigantesche spazzino via il bestiame e la gente. Ma le trib&#249; hanno le idee chiare: senza le esondazioni annuali e naturali del fiume non potranno sopravvivere.

&#8220;Ora che le piene sono scomparse abbiamo un grosso problema&#8221; ha dichiarato un uomo Mun. &#8220;Abbiamo paura di morire! La stagione delle piogge non &#232; venuta per tre anni. Perch&#233; le piogge non sono cadute per tutto questo tempo? Forse il cielo non ha firmato il suo contratto di lavoro? Si &#232; dimenticato di andare al lavoro?&#8221;

&#8220;Non si sentono pi&#249; canti n&#233; danze lungo tutto il corso del fiume Omo. La gente &#232; troppo affamata. I bambini sono silenziosi.&#8221;

&#8220;Da tre anni non ci sono pi&#249; state le grandi piogge, e adesso andiamo al fiume e non troviamo pi&#249; nemmeno l&#8217;acqua.&#8221;

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    <picture-caption>Bambino kwegu davanti alla sua capanna. In questi periodi di siccit&#224;, per le trib&#249; della Valle dell&#8217;Omo &#232; difficile nutrire i loro figli.</picture-caption>
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    <short-desc>Molti popoli tribali della bassa valle dell&#8217;Omo, in Etiopia, stanno soffrendo la fame perch&#233; la regione &#232; preda della siccit&#224; ed &#232; mancata la piena annuale del fiume.</short-desc>
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    <status-update>&#8216;Aprite la diga e lasciate scorrere l&#8217;acqua&#8217; &#8211; disperato appello dalla Valle dell&#8217;Omo.</status-update>
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    <title>&#8216;Aprite la diga e lasciate scorrere l&#8217;acqua&#8217; &#8211; disperato appello dalla Valle dell&#8217;Omo</title>
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    <long-desc>Un gruppo di &quot;Aborigeni Alyawarr&quot;:http://www.survival.it/popoli/aborigeni ha abbandonato il suo insediamento nell&#8217;Australia Centrale e ha costituito una nuova comunit&#224; in un luogo chiamato Honeymoon Bore. 

Banjo Morton, che ha guidato il trasferimento, ha dichiarato che gli Aborigeni sono stati trattati come emarginati e non sono stati coinvolti nelle decisioni riguardanti la loro comunit&#224;, in particolare dall&#8217;entrata in vigore della politica federale &#8220;d&#8217;intervento&#8221; sugli indigeni del 2007.

Il cosiddetto &#8220;intervento&#8221; &#232; stata la risposta governativa a un rapporto che citava la diffusione di abusi sui bambini delle comunit&#224; aborigene. Le autorit&#224; decisero di inviare la polizia e l&#8217;esercito in molte remote comunit&#224; e di promulgare divieti speciali su alcool e pornografia.

Ai leader fu tolto il controllo delle comunit&#224; e non ci fu pressoch&#233; nessun tipo di coinvolgimento n&#233; di consultazione con gli Aborigeni stessi. Il provvedimento fu respinto dalle comunit&#224; pi&#249; remote ed &#232; stato criticato dalle Nazioni Unite come discriminatorio. Tuttavia resta in vigore.

Honeymoon Bore &#232; appena fuori dell&#8217;area soggetta all&#8217;intervento. Per questo, l&#236; la comunit&#224; pu&#242; riprendere il controllo del suo stile di vita e del suo futuro. &#8220;Qui, lontani da tutte le regole e dall&#8217;ingerenza dell&#8217;intervento, ci sentiamo liberi e felici&#8221; ha dichiarato ai giornalisti Banjo Morton. 

Nel nuovo insediamento vivono oggi 70 persone, alloggiate in tende e semplici ripari. Nonostante la loro condizione offra solo il minimo indispensabile, &#232; in ogni caso meglio del sovraffollamento del vecchio insediamento dove in alcune abitazioni l&#8217;acqua degli scarichi fognari arrivava alla caviglia e la gente non aveva diritto di parola nelle decisioni prese sulle proprie vite.

Richard Downs, un altro leader Alyawarr, ha detto di prevedere la crescita della comunit&#224; e il suo tramutarsi in una genuina &#8220;utopia&#8221; indigena. &#8220;Il nostro scopo &#232; dimostrare che il popolo degli Aborigeni pu&#242; spezzare il ciclo della dipendenza&#8221; ha dichiarato, &#8220;e che possiamo badare a noi stessi nel nostro paese&#8221;.

La campagna di Survival &quot;Il Progresso pu&#242; uccidere&quot;:http://www.survival.it/campagne/ilprogressopuouccidere illustra come la perdita della terra e del controllo sul proprio stile di vita abbiano avuto effetti devastanti sulle comunit&#224; tribali di tutto il mondo. Questa situazione spesso conduce a dipendenza, depressione, suicidi e abusi di sostanze.

Alcune iniziative prese da comunit&#224; come quella di Honeymoon Bore, cio&#232; di riprendere il controllo delle proprie vite, delle proprie terre e del proprio stile di vita, aprono uno spiraglio di speranza per i popoli tribali di tutto il mondo.</long-desc>
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    <picture-caption>Ornamento tradizionale applicato ad un ragazzo Aborigeno durante un festival di danza, Northern Queensland, Australia. </picture-caption>
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    <short-desc>Un gruppo di Aborigeni Alyawarr ha abbandonato il vecchio insediamento e ha costituito una nuova comunit&#224; in un luogo chiamato Honeymoon Bore. </short-desc>
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    <title>Nuova comunit&#224; aborigena: si aprono spiragli di speranza</title>
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    <long-desc>Lo scorso weekend, i &quot;Dongria Kondh&quot;:/popoli/dongria dell&#8217;India hanno celebrato il rito annuale di adorazione sulla cima della loro montagna sacra, che la compagnia Vedanta Resources &#232; determinata a trasformare in una miniera di bauxite a cielo aperto.

Centinaia di persone hanno danzato e cantato sulla vetta sacra di Niyamgiri, nello stato di Orissa. Solitamente, a questa celebrazione possono partecipare solo i fedeli ma quest&#8217;anno i Dongria Kondh hanno aperto le porte anche ai giornalisti e agli attivisti per dimostrare al mondo esterno l&#8217;importanza che la montagna ha per loro.

&#8220;Niyam Rajah &#232; il nostro dio e noi la adoriamo&#8221; ha spiegato Dodi, un uomo Dongria. &#8220;Non possiamo smettere di adorarla. Questo dio non &#232; per nessun governo. Lui &#232; qui per noi Adivasi [i popoli indigeni]&#8230; Questo luogo non appartiene a nessun governo.&#8221;

N&#233; la Vedanta n&#233; il governo di Orissa hanno consultato i Dongria Kondh in merito a un progetto minerario che sta rapidamente diventando l pi&#249; controverso del mondo.

Sono anni che la Vedanta cerca di aprire la miniera nella terra dei Dongria ma la resistenza locale, le sfide giudiziarie e il crescente sdegno internazionale lo hanno sin qui reso impossibile. La Vedanta ha bisogno della miniera per far lavorare la raffineria di alluminio che ha costruito ai piedi delle colline. Il complesso, recentemente condannato anche da Amnesty International, ha lasciato pi&#249; di cento famiglie senza terra e, come ha riconosciuto anche dalla commissione statale sull&#8217;inquinamento, ha inquinato le falde acquifere.

&#8220;Ora la gente di quell&#8217;area [dove sorge la raffineria] ha capito e ha preso posizione contro. La Vedanta ha tolto loro tutto quello che avevano e sono diventati dei mendicanti&#8221; a aggiunto Lodu, un altro uomo Dongria.

&quot;Dopo la decisione di disinvestire in Vedanta presa recentemente dalla Chiesa d&#8217;Inghilterra&quot;:http://www.survival.it/notizie/5531 e prima ancora dal governo norvegese, nei giorni scorsi ci sono state altre defezioni tra cui &quot;l&#8217;ente di beneficenza Joseph Rowntree&quot;:http://www.survival.it/notizie/5576. A seguito del ricorso di Survival all'OCSE, anche &quot;il governo britannico ha condannato Vedanta&quot;:http://www.survival.it/notizie/5144 sottolineando che &#8220;&#232; fondamentale un suo radicale cambio d&#8217;atteggiamento&#8221;.

Il governo centrale dell&#8217;India non ha ancora rilasciato l&#8217;autorizzazione finale all&#8217;apertura della miniera e secondo il Ministro all&#8217;Ambiente e alle Foreste, &#8220;per Niyamgiri c&#8217;&#233; ancora speranza&#8221;.

&#8220;Lo scorso weekend&#8221; ha dichiarato il direttore di Survival Stephen Corry, &#8220;i Dongria Kondh hanno dimostrato al mondo l&#8217;importanza vitale che la montagna sacra ha per loro. Ci&#242; nonostante, Vedanta rimane determinata a distruggerla in arrogante violazione del suo obbligo di rispettare i diritti umani dei Dongria. Ma questo atteggiamento gli si sta ritorcendo contro: gli investitori le stanno mostrando che non pu&#242; continuare ad andare avanti cos&#236;. Ora tocca al governo indiano proteggere i diritti dei suoi cittadini e fermare questa miniera una volta per tutte.&#8221;

&quot;Guarda il film di Survival sulla resistenza dei Dongria&quot;:http://www.survival.it/film/mine. Si intitola &#8220;Mine. Storia di una montagna sacra&#8221; ed &#232; narrato dall&#8217;attore Claudio Santamaria, testimonial dell&#8217;associazione.</long-desc>
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    <title>I Dongria Kondh celebrano la montagna sacra e fanno voto di fermare la miniera</title>
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    <long-desc>Fonti autorevoli riferiscono che sabato scorso almeno sei membri del &quot;popolo degli Jumma&quot;:/popoli/jumma sono stati uccisi, e che centinaia di case sono state ridotte in cenere nel corso di un assalto condotto dai militari e dai coloni ai danni dei villaggi tribali delle Colline Chittagong, in Bangladesh. L&#8217;attacco ha avuto luogo nella regione di Sajek dove i coloni bengalesi hanno esteso i loro insediamenti nella terra jumma con l&#8217;appoggio dell&#8217;esercito.

Rapporti locali riferiscono che i soldati hanno sparato indiscriminatamente sugli abitanti dei villaggi jumma dopo il ferimento di un loro compagno avvenuto durante gli scontri. Gli Jumma feriti sono stati molti. Con l&#8217;aiuto delle forze di sicurezza, i coloni hanno incendiato e distrutto cinque villaggi e almeno 200 case. Sono stati ridotti in cenere anche un tempio buddista e una chiesa. Per salvarsi da soldati e coloni, migliaia di Jumma sono fuggiti nella giungla.

L&#8217;amministrazione locale ha imposto un ordinanza, nota come sezione 144, che proibisce raduni di cinque o pi&#249; persone e lo svolgersi di riunioni pubbliche. Questo divieto rende difficile le operazioni degli Jumma che stanno cercando di ritrovare i dispersi e confermare il numero dei morti. Sono stati recuperati due corpi crivellati di pallottole (quello di Mr Lakkhi Bijoy Chakma, 40 anni, e di Ms Buddhapati Chakma, 36), ma i leader tribali riferiscono che l&#8217;esercito ha rimosso i corpi di numerosi altri Jumma uccisi.

Negli ultimi sessant&#8217;anni, nelle Colline Chittagong si sono trasferiti centinaia di migliaia di coloni che hanno sfrattato undici trib&#249; Jumma e le hanno assoggettate a una violenta repressione con il sostegno dei vari governi che si sono succeduti.

Nel 1997, il governo e gli Jumma hanno firmato &quot;un accordo di pace&quot;:http://www.survival.it/notizie/4445 che impegnava il governo a smantellare i campi militari dalla regione e a porre fine al furto della terra jumma da parte dei coloni e dell&#8217;esercito L&#8217;accordo faceva sperare, ma nelle Colline Chittagong i campi militari permangono e la violenza e il furto della terra continuano.

&#8220;Questo orribile incidente &#232; solo l&#8217;ultimo di una lunga serie di brutali attacchi contro il popolo degli Jumma&#8221; ha dichiarato oggi Stephen Corry, Direttore di Survival International. &#8220;Gli Jumma sono stati uccisi, torturati, violentati e derubati delle loro terre per gi&#224; troppo tempo. Chiediamo al governo del Bangladesh di mettere fine alle violenze che l&#8217;esercito compie nelle Colline e di smantellare i campi militari, cos&#236; come promesso nell&#8217;accordo di pace. I responsabili di queste atrocit&#224; devono essere assicurati alla giustizia.&#8221;

*Survival dispone di foto dell&#8217;incidente.*
Francesca Casella - 02 8900671 - &quot;ufficiostampa@survival.it&quot;:mailto:ufficiostampa@survival.it
Oppure Miriam Ross: &quot;mr@survival-international.org&quot;:mailto:mr@survival-international.org 

Per i giornalisti nel Regno Unito: gli Jumma che vivono a Londra protesteranno davanti alla Bangladesh High Commission mercoled&#236; 24 febbraio alle ore 10.

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    <picture-caption>I figli di Buddhapati Chakma, uccisa dai soldati, parlano ai giornalisti locali. </picture-caption>
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    <short-desc>Almeno sei membri del popolo degli Jumma uccisi e centinaia di case ridotte in cenere nel corso di un assalto condotto da militari e coloni.</short-desc>
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    <status-update>Bangladesh: esercito e coloni attaccano gli Jumma. Villaggi bruciati e almeno sei morti</status-update>
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    <title>Bangladesh: esercito e coloni attaccano gli Jumma. Villaggi bruciati e almeno sei morti </title>
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    <long-desc>La Commissione africana per i diritti dell&#8217;uomo e dei popoli ha raccomandato la restituzione della terra agli Endorois del Kenya. La trib&#249; era stata sfrattata dal territorio negli Anni &#8217;70 per la creazione di una riserva naturale.

&#8220;Siamo felici che la Commissione Africana abbia riconosciuto l&#8217;errore commesso decine di anni fa&#8221; ha dichiarato Kipsan Kipkazi, membro del Consiglio degli Endorois. La sentenza arriva dopo una battaglia legale tra il governo del Kenya e la trib&#249; degli Endorois, appoggiata dal &quot;Minority Rights Group&quot;:http://www.minorityrights.org/9587/press-releases/landmark-decision-rules-kenyas-removal-of-indigenous-people-from-ancestral-land-illegal.html e dal Centro per lo Sviluppo dei Diritti delle Minoranze del Kenya.

Gli Endorois sono una trib&#249; semi-nomade che alleva bovini e capre nella Rift Valley del Kenya da secoli. All&#8217;inizio degli Anni Settanta furono costretti a lasciare la loro terra per la creazione della Riserva Nazionale del Lago Bogoria. La Riserva &#232; oggi Patrimonio dell&#8217;umanit&#224; dell&#8217;UNESCO.

I diritti degli indigeni alla terra non sono pienamente riconosciuti in Africa ed &#232; la prima volta che la Commissione Africana li ha sostenuti. La raccomandazione chiede che agli Endorois sia garantito &#8220;un accesso senza restrizioni&#8221; al Lago Bogoria, che siano riconosciuti loro percentuali sui proventi delle attivit&#224; economiche esistenti nell&#8217;area (principalmente il turismo) e il diritto di propriet&#224; e alla completa restituzione della loro terra ancestrale.

In un&#8217;altra parte del Kenya, la &quot;trib&#249; degli Ogiek&quot;:/popoli/ogiek sta lottando perch&#233; i suoi diritti sulla foresta di Mau non siano ignorati. Il governo sta cercando di arginare il grave degrado ambientale dell&#8217;area provocato dalla deforestazione e dalla colonizzazione esterna attraverso l&#8217;allontanamento di tutti i residenti. Il Primo Ministro del Kenya Raila Odinga ha dichiarato che nessun Ogiek verr&#224; sfrattato e gli Ogiek sperano che manterr&#224; la sua parola.
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    <short-desc>La Commissione africana per i diritti dell&#8217;uomo e dei popoli ha raccomandato la restituzione della terra agli Endorois del Kenya. La trib&#249; era stata sfrattata dal territorio negli Anni &#8217;70 per la creazione di una riserva naturale.</short-desc>
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    <status-update>Sentenza storica: illegale lo sfratto di una trib&#249; del Kenya dalla riserva naturale </status-update>
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    <title>Sentenza storica: illegale lo sfratto di una trib&#249; del Kenya dalla riserva naturale</title>
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    <long-desc>Survival accoglie con soddisfazione la decisione dell&#8217;Associazione di beneficenza Joseph Rowntree di vendere le sue quote Vedanta Resources perch&#233; preoccupata del comportamento della compagnia nel campo dei diritti umani. Altri due azionisti, la Marlborough Ethical Fund e la Millfield House Foundation, hanno anch&#8217;essi venduto le loro quote.

Survival sta premendo per il ritiro degli azionisti dalla compagnia e stava facendo pressioni sulla &quot;Rowntree Trust&quot;:http://www.jrct.org.uk/ dal luglio 2009.

Per Vedanta e la sua immagine, &#232; solo l&#8217;ultimo episodio di una lunga serie di figuracce. &quot;La settimana scorsa Amnesty International ha pubblicato un rapporto che stronca la compagnia&quot;:http://www.survival.it/notizie/5549 per &#8220;non aver rispettato i diritti umani&#8221; della trib&#249; dei &quot;Dongria Kondh&quot;:/popoli/dongria di Orissa, in India, sulla cui montagna sacra sta progettando di costruire una miniera di bauxite. La settimana prima &quot;anche la Chiesa d&#8217;Inghilterra aveva venduto le sue quote&quot;:http://www.survival.it/notizie/5531 dichiarando: &#8220;La Vedanta non ha mostrato il livello di rispetto per i diritti umani e le comunit&#224; locali che ci saremmo aspettati, e temiamo che non lo far&#224; nemmeno in futuro&#8221;.

I governi britannico e norvegese hanno entrambi condannato il progetto e anche la Martin Currie Investments ha disinvestito dalla compagnia in seguito alle pressioni di Survival. La Fondi Pensione BP ha ridotto i suoi titoli azionari per ragioni simili.

&#8220;&#200; veramente incoraggiante vedere gli azionisti prendere seriamente i diritti degli indigeni e rifiutarsi di finanziare le attivit&#224; della Vedanta&#8221; ha dichiarato oggi Stephen Corry. &#8220;Si sono resi conto che legarsi alla compagnia &#232; infruttuoso. La Vedanta &#232; chiaramente determinata a scavare una miniera sulla montagna sacra dei Dongria Kondh, e sta velocemente diventando la compagnia mineraria pi&#249; controversa del mondo - controverse da cui gli investitori etici faranno bene a prendere le distanze.&#8221;</long-desc>
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    <picture-caption>Altri tre azionisti hanno disinvestito dalla Vedanta Resources.</picture-caption>
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    <short-desc>Survival applaude la decisione dell&#8217;Associazione Joseph Rowntree di vendere le sue quote Vedanta Resources. </short-desc>
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    <status-update>Survival applaude la decisione di Rowntree che vendere le azioni Vedanta per motivi etici</status-update>
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    <title>Survival applaude la decisione di Rowntree che vendere le azioni Vedanta per motivi etici</title>
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    <long-desc>L&#8217;organizzazione per i diritti dei popoli indigeni Survival International ha lanciato una campagna  mondiale di lettere per proteggere le vite degli Indiani isolati del Paraguay.

In Paraguay vivono gli ultimi Indiani incontattati sopravvissuti al fuori dal bacino del Rio delle Amazzoni, ma le loro terre vengono rapidamente distrutte far posto agli allevamenti di bestiame da macello. I membri gi&#224; contattati della trib&#249;, nota come gli &quot;Ayoreo-Totobiegosode&quot;:/popoli/ayoreo, stanno cercando di vedesi riconoscere i legittimi titoli di propriet&#224; su una piccola parte del loro territorio ancestrale sin dal 1993, ma gran parte dell&#8217;area &#232; ancora in mano ai privati.

Una compagnia d&#8217;allevamento brasiliana, &quot;la Yaguarete Por&#224;, ha annunciato il progetto di disboscare una vasta parte della sua propriet&#224;&quot;:http://www.survival.it/film/bestia-pelle-metallo, pari a 78.000 ettari, nonostante si sappia che gli Indiani Ayoreo-Totobiegosode isolati vivono e utilizzano quell&#8217;area. La propriet&#224; della compagnia si trova infatti all&#8217;interno della terra rivendicata dalla trib&#249; dal 1993. 

&quot;Survival invita tutti i suoi sostenitori a scrivere al Presidente del Paraguay Lugo&quot;:http://www.survival.it/intervieni/lettere/ayoreo che non ha mantenuto le promesse fatte in campagna elettorale: quelle di proteggere le terre indigene dall&#8217;invasione.

&#8220;La condizione degli Ayoreo-Totobiegosode isolati &#232; disperata&#8221; ha dichiarato oggi il Direttore Generale di Survival Stephen Corry. &#8220;Le loro foreste sono state letteralmente sventrate dalle ruspe di allevatori determinati a continuare il loro lavoro di distruzione. Perch&#233; gli Indiani devono essere costretti a scappare da un angolo all&#8217;altro della foresta? Chiedono semplicemente di viverci in pace e, secondo la legge vigente, ne hanno tutto il diritto!&#8221;

&quot;Scrivi subito una lettera per gli Ayoreo_Totobiegosode&quot;:http://www.survival.it/intervieni/lettere/ayoreo.

Scarica una versione &quot;PDF del bollettino d&#8217;azione urgente di Survival&quot;:http://assets.survival-international.org/documents/185/Azione_Ayoreo_2010.pdf.

h3. &quot;Guarda il video La bestia con la pelle di metallo&quot;:http://www.survival.it/film/bestia-pelle-metallo - Il primo faccia a faccia di un Ayoreo con il mondo esterno.




*Per ulteriori informazioni:*
Francesca Casella - 02 8900671 - &quot;ufficiostampa@survival.it&quot;:mailto:ufficiostampa@survival.it
Oppure Miriam Ross:  Tel  0044 207 6878734 
E-mail: &quot;mr@survival-international.org&quot;:mailto:mr@survival-international.org 


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    <picture-caption>I Bulldozer aprono strade e disboscano le terre degli Ayoreo-Totobiegosode.</picture-caption>
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    <title>Survival lancia una campagna mondiale di lettere per Ayoreo isolati</title>
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    <long-desc>Cinque comunit&#224; di &quot;Boscimani&quot;:/popoli/boscimani che vivono all&#8217;interno della Central Kalahari Game Reserve sono state omesse dai registri elettorali delle ultime elezioni del Botswana, avvenute nel 2009. I Boscimani che non hanno potuto esercitare il loro diritto al voto sarebbero oltre 400.

&quot;In un&#8217;intervista rilasciata al quotidiano Mmegi&quot;:http://www.mmegi.bw/index.php?sid=1&amp;aid=1&amp;dir=2010/January/Thursday21, il portavoce dei Boscimani Roy Sesana ha dichiarato: &#8220;Durante le elezioni, la gente viveva nei villaggi e mentre il resto della nazione andava alle urne, non hanno potuto votare&#8221;. La notizia &#232; stata confermata dal Commissariato di Distretto e costituisce solo l&#8217;ultima di una lunga serie di violazioni dei diritti dei Boscimani.

Il Presidente del Botswana Ian Khama, che ha prestato giuramento come quarto presidente del paese dopo le elezioni dello scorso anno, ha continuato a prendersi gioco della &quot;sentenza emessa dalla Corte Suprema nel 2006&quot;:http://www.survival.it/notizie/2130. Il processo ha sancito il diritto dei Boscimani a vivere nella loro terra ancestrale, la Central Kalahari Game Reserve, ma il suo governo ha negato loro l&#8217;accesso a un pozzo da cui dipendevano per procurarsi l&#8217;acqua e, contemporaneamente, ha autorizzato nella stessa riserva lo scavo di nuovi pozzi per gli animali selvatici e ha sostenuto la costruzione di un complesso turistico dotato di piscina.

Khama ha anche descritto lo stile di vita dei Boscimani coma una &#8220;fantasia arcaica&#8221; e recentemente &quot;una donna sudafricana &#232; stata arrestata&quot;:http://www.survival.it/notizie/5261 per aver commentato che il presidente &#8220;assomiglia a un Boscimane&#8221;.

L&#8216;emarginazione politica dei Boscimani &#232; stata riconosciuta nell&#8217;ultimo &quot;rapporto sui diritti umani 2008 del Dipartimento di Stato delle Nazioni Unite&quot;:http://www.state.gov/g/drl/rls/hrrpt/2008/af/118987.htm in cui si legge che i Boscimani &#8220;mancano di un&#8217;adeguata rappresentanza politica e non sono pienamente consapevoli dei loro diritti civili&#8221;. Il rapporto critica il governo anche per la sua &#8220;ristretta interpretazione della sentenza della Corte Suprema del 2006&#8221;.

L&#8217;esclusione dai registri elettorali dei Boscimani rientrati nella riserva, tutti dotati di carta di identit&#224;, sono emerse solo recentemente, dopo le dichiarazioni rilasciate da Roy Sesana allo stesso quotidiano in merito al fallimento dei tentativi di negoziare con il governo e il mancato sostegno delle autorit&#224; alla costituzione di un loro gruppo di rappresentanza. I Boscimani hanno ora depositato un nuovo procedimento legale contro il governo nel tentativo di riottenere l&#8217;accesso al loro pozzo.

&#8220;Non sorprende che il governo abbia escluso i Boscimani dalle elezioni&#8221; ha dichiarato oggi Stephen Corry, Direttore di Survival International. &#8220;Sono stati trattati come cittadini di seconda categoria per anni. Perch&#233; il governo dovrebbe dare il diritto di voto ai Boscimani quando non permette loro nemmeno di procurarsi l&#8217;acqua?&#8221;.

La lunga campagna di Survival per i Boscimani continua.

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    <long-desc>Viktor Kaisiepo, il carismatico e devoto attivista papuaso, &#232; morto in Olanda all&#8217;et&#224; di 61 anni. Era un infaticabile promotore di campagne per i diritti dei &quot;popoli della Papua Occidentale&quot;:http://www.survival.it/popoli/papuasi e di altri popoli indigeni.

Viktor aveva trascorso i suoi primi anni nel Papua Occidentale, ma la sua famiglia si trasfer&#236; in Olanda quando il territorio venne consegnato all&#8217;Indonesia nel 1962. Ha vissuto in Olanda per il resto della sua vita lottando perch&#233; i diritti del popolo papuaso fossero ascoltati e rispettati.

Viktor era il rappresentante europeo del Papuan Council of the Papuan Presidium (PDP) e il rappresentante internazionale del Dewan Adat Papua (DAP), il Consiglio indigeno papuaso. Faceva pressioni su Jakarta perch&#233; si impegnasse in un vero dialogo con le trib&#249; papuase. Frequentatore regolare delle Nazioni Unite, ha lavorato per numerosi anni al fianco di Survival nel portare la causa dei Papuasi all&#8217;attenzione della Commissione ONU dei Diritti Umani.

Tutti quelli che hanno incontrato Viktor Kaisiepo si ricorderanno di lui. La sua dedizione, la sua convinzione e il suo carisma hanno ispirato nel corso degli anni centinaia di persone a far propria la lotta del popolo papuaso. Le nostre condoglianze vanno alla sua famiglia e ai suoi amici in Olanda, in Papua Occidentale e nel mondo.
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